Bologna, sciopero dei taxi: la città va in tilt per un serpentone di 200 auto

Città bloccata dalla protesta dei tassisti. Accade a Bologna dove un serpentone di 200 auto bianche, scortato dalla polizia, è partito da via Stalingrado ed è arrivato in piazza Maggiore, trasformata in un enorme parcheggio. Effetto di uno sciopero in due fasi – fino alle 12 e dalle 19 alle 22 – confermato dopo il fallito incontro delle cooperative e dei sindacati dei taxi con il sindaco Virginio Merola e l’assessore alla Mobilità, Irene Priolo (insieme nella foto sotto).

I problemi della mobilità

La protesta è stata organizzata da Ascom Taxi, Cna Fita, Confartigianato taxi, Tsb, Uil Trasporti, Unica Taxi e Uritaxi. Al centro della contesa il blocco “da dieci anni” delle tariffe e i problemi del traffico cittadino che – goccia che ha fatto traboccare il vaso – hanno quasi paralizzato il servizio durante il Cosmoprof, importante fiera che attira a Bologna migliaia di persone. “Abbiamo provato in tutti i modi a evitare la protesta”, hanno detto i tassisti, “ma la situazione della mobilità è diventata troppo difficile per continuare a offrire un buon servizio”.

Le richieste dei sindacati

Sette i punti su cui battono. Tra questi, parcheggi troppo piccoli in centro, eccesso di divieti per il carico e lo scarico dei clienti, caos nella zona della stazione ferroviaria per gli accessi al kiss and ride. Inoltre mancano corsie preferenziali per le zone nevralgiche, come la fiera, e si chiede di poter accedere al centro nei T Days, quando vige il blocco completo del traffico nei festivi.

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