Mistero sulla morte di Carlotta Benusiglio stasera a Chi l’ha visto: “Fu suicidio?”

Riaperta l’inchiesta sul suicidio di Carlotta Benusiglio, la stilista di 37 anni trovata impiccata lo scorso 31 maggio a Milano, nel parco di piazza Napoli. Lo ha deciso il giudice Gianfranco Gallo in disaccordo con le conclusioni del pubblico ministero Antonio Cristallo. Le indagini a questo punto ripartiranno dai testimoni, a iniziare dai soccorritori che per primi giunsero quella mattina e se ne parlerà questa sera, a partire dalle 21.15 su Rai3, a Chi l’ha visto di Federica Sciarelli.

“Il corpo si reggeva sulle gambe”

“Ho visto la ragazza impiccata”, aveva detto uno di loro. “Era in piedi appoggiata all’albero, ma il peso del corpo era sostenuto dai piedi e questa cosa a noi è sembrata strana. Il corpo, a un certo punto, anche a livello di riflessi condizionati, in una situazione di soffocamento, tira calci per terra, ha degli spasmi. Le gambe dovevano essere tese in avanti. Invece noi l’abbiamo trovata che si reggeva sulle gambe. Non so come sia possibile”.

L’avvocato: “Spinta al suicidio o vittima di bondage e gioco erotico”, le notizie del 3 novembre 2016

Carlotta Benusiglio, la stilista di 37 anni trovata impiccata con una sciarpa ad un albero di piazza Napoli (nella foto in basso con i fiori portati alla vittima) a Milano la mattina del 31 maggio scorso, potrebbe essere stata istigata al suicidio dal suo fidanzato, che la maltrattava e la picchiava, oppure potrebbe essere morta al termine di un “gioco erotico-bondage” e “configurarsi l’ipotesi di un omicidio colposo determinato per imprudenza” a carico dell’uomo.

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L’avvocato della famiglia: “No all’archiviazione”
Lo scrive l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei familiari della donna, nell’atto con cui si è opposto alla richiesta di archiviazione dell’indagine firmata dai pm Alberto Nobili e Antonio Cristillo.

L’avvocato Tizzoni chiede al gip di disporre nuove indagini con una serie di approfondimenti, perché “si ritiene debba essere vagliata con maggior attenzione la ricorrenza, nel caso di specie, degli elementi costitutivi del reato” di istigazione al suicidio a carico dell’uomo (non è indagato) o l’ipotesi “della esecuzione di un gioco erotico pericoloso qual è il bondage (praticato dalla coppia)”.

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Le notizie del 4 giugno 2016

Per il Pm non ci sono dubbi. Carlotta Benusglio si è suicidata. La morte della stilista, trovata impiccata con una sciarpa a un albero la mattina di martedì 31 maggio in Piazza Napoli a Milano, sarebbe dovuto a uno “strangolamento suicidario”. Lo ha detto il pm di Milano, Antonio Cristillo, titolare dell’indagine sulla morte della ragazza, parlando dei primi esiti dell’autopsia effettuata oggi su disposizione del magistrato.

Al momento non vi sarebbero elementi i quali autorizzino che la morte sia stata provocata da un’altra mano. Sul corpo nessun segno di violenza.
L’esito complessivo dell’autopsia non è ancora noto in quanto mancano i risultati delle perizie tossicologiche e genetiche che sono state disposte per capire se la donna abbia ingerito qualche medicinale o altre sostanze tossiche e se vi siano materiali organici sul corpo appartenenti ad altre persone.

Ma la Procura ha deciso, per non lasciare nulla di intentatto, con l’accusa di “istigazione al suicidio” contro ignoti. Ma si tratta di un reato quasi impossibile da provare e perseguire.

Comunque ci sono altri esami in corso

“Gli esami sono ancora in corso e bisogna aspettare”, ha aggiunto Cristillo, affermando, però, che non sono stati rinvenute “ferite o segni di violenza” sul corpo della donna.

Ma per la sorella Giorgia non si è suicidata

Per la sorella Giorgia “non si sarebbe mai suicidata. Non modo così plateale, in mezzo alla città. Non era nel suo carattere. Io non ci credo”. È un mistero la morte della stilista di 37 anni Carlotta Benusiglio (nella foto d’apertura e sotto con la sorella), una donna gentile e una relazione con un uomo violento. E sono tanti gli elementi di questo mistero.

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I gatti lasciati soli

La stilista aveva 3 gatti. “Li adorava”, spiega vicina. “Non li avrebbe mai lasciati soli”. Eppure gli animali, accoccolati sul divano, erano in casa e Carlotta non aveva chiesto alla vicina di prendersene cura, nonostante l’avesse fatto spesso in passato, quando doveva allontanarsi. Accanto il computer lasciato acceso.

 

L’abito da sposa per un’amica

Poi ci sono i piani per il futuro, a iniziare da quelli lavorativi. “Aveva appena confezionato l’abito da sposa di una sua amica”, dice ancora Giorgia Benusiglio (nella foto sopra ancora insieme a Carlotta) che aggiunge: “Mercoledì, aspettava la visita di un’altra carissima amica che non vedeva da cinque anni. Veniva apposta dall’Argentina”.

Il viaggio a Taormina con la sorella

Nei progetti della stilista c’era anche un viaggio un breve con la sorella. “Dovevamo andare a Taormina, dove dovevo andare a presentare un documentario. L’avevo sentita al telefono quattro giorni fa. Mi aveva confermato il viaggio”.

Perché andare al parco per impiccarsi?

Strano anche è il luogo in cui Carlotta ha scelto di suicidarsi, nel parco vicino a casa, in piazza Napoli, al confine con il quartiere del Giambellino. “A casa di mia sorella c’è un soppalco”, dice Giorgia Benusiglio. “Avrebbe facilmente trovato un posto a cui appendersi”.

Le violenze ripetute del compagno

Resta inoltre il discorso della violenza dal compagno. A febbraio Carlotta lo aveva denunciato, ma molteplici erano state le lesioni che la donna aveva subito: la frattura della mandibola, calci al ventre, ecchimosi ed escoriazioni che l’avevano costretta a visite al pronto soccorso e ricoveri.

L’ultima sera era tranquilla

Infine la sera prima di morire, martedì 31 maggio, era uscita, l’avevano vista in molti. Era andata con il fidanzato al bar Cape Town, sui Navigli, dove lui aveva lavorato come barista. Per gli amici, “era tranquilla come al solito. Parlava del matrimonio di una sua amica”.

 

“Mia sorella non si è impiccata”, autopsia per la stilista milanese, le notizie del 2 giugno 2016

Morte sospetta a Milano, anche se inizialmente sembrava un suicidio per impiccagione.

“Non credo assolutamente che mia sorella si sia suicidata. Non lo avrebbe mai fatto e soprattutto, vista la riservatezza, mai a due passi da casa, usando un albero in una piazza. Per assurdo avrebbe potuto farlo usando il soppalco di casa. Io e la mia famiglia vogliamo la verità”.

Ad accrescere i dubbi il fatto che i piedi della stilista toccavano terra e che a casa sua gli investigatori hanno trovato il computer acceso e la radio ad alto volume.

 

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“Non voglio parlare del fidanzato…”

“Del fidanzato non voglio parlare, noi eravamo contrari per precisi motivi alla relazione”: Lo ha detto all’Agenzia Ansa la testimonial anti-droga Giorgia Benusiglio (con la sorella nella foto qui sopra), a proposito della morte della stilista Carlotta, la sorella, trovata appesa a un albero a Milano, in piazza Napoli, martedì scorso.

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Una denuncia per violenze a febbraio

A febbraio Carlotta, 37 anni, aveva presentato una denuncia nei confronti dell’ex fidanzato per lesioni gravi. L’uomo, con problemi di tossicodipendenza alle spalle e che la stilista continuava a sentire tra alti ma soprattutto bassi, sarebbe stato già sentito come persona informata dei fatti. Stando a quanto emergerebbe da alcune testimonianze, Carlotta lo avrebbe incontrato fino al giorno prima di togliersi la vita a pranzo insieme ad un’amica e poi nuovamente la sera. Disposta dalla magistratura l’autopsia: I risultati si conosceranno nei prossimi giorni.

Nella foto qui sopra il commento di Giorgia Benusiglio sulla morte della sorella sulla sua pagina Facebook.

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