Virginia Raggi indagata per la promozione di Romeo

La sindaca di Roma ora è doppiamente indagata. La Raggi firmò, infatti, la delibera che il nove agosto del 2016 determinò la promozione di Salvatore Romeo. Per questo ora è indagata in concorso con Salvatore Romeo, suo ex capo della segreteria politica.

Inoltre a Romeo (con lei nella foto sotto sui tetti del Campidoglio, in un singolare “faccia a faccia”) fu triplicato lo stipendio.

Raggi era già indagata con il suo ex braccio destro Raffaele Marra per abuso d’ufficio per la nomina del fratello di Marra. Il sindaco è accusato anche di falso per avere sostenuto, nell’ultimo tentativo di difendere Marra poi arrestato per corruzione, di avere agito autonomamente.

Romeo doveva essere interrogato oggi dai magistrati, lo sarà – invece – domani.

 

La Procura di Roma non molla
La Procura di Roma non molla la presa. Sul registro degli indagati ci finisce anche Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica della sindaca di Roma. L’amante delle Polizze vita verrà sentito oggi dai pm che lo accusano di abuso d’ufficio.

La vicenda continua a essere quella delle nomine. Nell’invito a comparire, la procura non precisa per quale delle promozioni Romeo è accusato di avere violato la legge. Potrebbe essere la sua: il braccio destro della sindaca passò da un ruolo di semplice funzionario al dipartimento Partecipate (con stipendio da 39 mila euro l’anno) a uno da dirigente a 110 mila (poi abbassati a 93mila dopo la censura dell’Autorità Anticorruzione).

Ma potrebbe anche essere quella di Renato Marra, vigile urbano e fratello dell’ex capo del Personale Raffaele, suo grande amico e anche lui molto legato alla sindaca grillina.

 

Omessa volutamente la contestazione specifica

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Dall’Olio hanno volutamente omesso la contestazione specifica: Romeo scoprirà solo oggi di che cosa è accusato. E soltanto oggi saprà anche chi avrebbe commesso questo reato con lui: i magistrati gli contestano anche il concorso, ma senza precisare con chi. Potrebbe essere Raffaele Marra, ancora agli arresti, che sarà sentito anche lui in giornata dal magistrati.

 

Le notizie del 4 febbraio

Polizze sulla vita con beneficiari inconsueti come amici e colleghi oltre che parenti. Oltre 130-000 euro investiti da Salvatore Romeo in 15 anni e stipulati in favore anche della sindaca, Virginia Raggi (si è saputo poi che erano due una da 30.000 euro e un’altra da 3.000) e poi di ex fidanzate, attivisti M5S e impiegati comunali. E poi causali “fantasiose”: da “figlia”, scritto da chi figli non ne ha, a “motivi affettivi” (proprio per la sindaca ieri sera da Mentana, come mostra la foto di apertura).

Lo svenimento di Virginia

Intanto, secondo una ricostruzione pubblicata oggi su Il Fatto quotidiano e firmata da Antonello Caporale, la sindaca di Roma ha passato davvero un brutto momento, durante l’interrogatorio.

È stato quando i Pm le hanno detto di leggere il prestampato con le polizze intestate a suo nome. “La donna – scrive Caporale – già esile di suo, si è accasciata sulla sedia, ridotta a un gomitolo. Ha perso i sensi. Avvocati intorno,aria,  acqua e zucchero e poi caffé”. Ma la Raggi dopo essersi ripresa ha voluto continuare l’interrogatoril rendendo conto che una sospensione a quel punto le avebbe impedito di precisare a verbale che delle polizze di Romeo lei non sapeva nulla.

Lo stesso quotidiano scrive che anche Romeo, “aggredito” dai difensori della Raggi (“ma che c… hai fatto) si è fatto ricoverare alPronto soccorso di un ospedale per ritrovare unpo’ di equilibrio.

 

Gli accertamenti sul “sistema polizze”

Questo denaro, per chi indaga, ha un’origine non illecita e da questi investimenti che, si sottolinea, da cui non è emerso nulla di penalmente rilevante. La Procura di Roma precisa che nel risiko di polizze stipulate da Romeo non sarebbe emerso per ora nessun meccanismo di autofinanziamento o un’utilità corruttiva. Ma gli accertamenti puntano a capire ratio e modus del “sistema polizze”, ovvero perché Romeo decise di investire in quella maniera e perché avrebbe indicato quei beneficiari. “Li stimavo e le polizze le ho stipulate perché offrivano un rendimento certo”, la spiegazione dell’ex capo della segreteria.

 

Le comunarie che portarono in Campidoglio la Raggi

Il caso polizze potrebbe intrecciarsi con la vicenda delle comunarie che incoronarono Virginia Raggi candidata sindaco M5s a Roma, comunarie già gravate dall’inchiesta su un presunto dossier per fare fuori Marcello De Vito, il competitor più accreditato che poi perse. Ma anche qui Romeo respinge ogni illazione: “Le polizze non hanno a che vedere con M5S né sono state aperte a favore di suoi esponenti per favorire Virginia Raggi alle primarie per la scelta del Sindaco di Roma”.

Anche gli attivisti-beneficiari delle polizze, ascoltati dai pm, hanno escluso meccanismi opachi di autofinanziamento.

Le ipotesi di Vittorio Bertola sollevano dubbi

Eppure su Facebook uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, Vittorio Bertola (nella foto con Grillo), polemico però con i suoi colleghi di Torino, dove non hanno voluto ricandidarlo al Comune, sembra rompere gli indugi e spiegare quello che definisce “il giochino”.

“Da parecchi anni si sono diffuse – scrive Bertola sul suo profilo Facebook – polizze vita che in realtà sono contenitori di soldi da investire”. Uno strumento “molto meno tracciabile di una mazzetta in contanti”. Per Bertola, “io che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodiché, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi”.

Il riferimento potrebbe essere alla nomina di Salvatore Romeo, ora oggetto d’inchiesta, arrivata sei mesi dopo le polizze a favore di Virginia Raggi.

La sindaca: “Non sapevo niente delle polizze”, le notizie del 3 febbraio

“Se sapevo della polizza di cui ero beneficiaria? No, assolutamente no, l’ho appreso questa sera, sono sconvolta”: ha detto Virginia Raggi sindaca di Roma uscendo – dopo le 22,30 di ieri sera –  dalla sede della direzione centrale Anticrimine della Polizia di Stato in via Tuscolana, dove si è tenuto il suo lungo interrogatorio, durato oltre 8 ore.

“Ho chiarito, ho risposto a tutte le domande”, ha affermato. La sindaca – nonostante la durata dell’atto istruttorio – è apparsa alquanto sollevata. “C’è molto lavoro da fare qui a Roma, dobbiamo portarlo avanti”.

L’interrogatorio di Virginia Raggi da parte dei pm romani che indagano sulle nomine fatte in Campidoglio è stato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Francesco Dall’Olio. La sindaca era accompagnata dal suo avvocato, Alessandro Mancori.

 

La tegola della polizza vita a suo favore

Un’altra tegola su Virginia Raggi proprio mentre viene interrogata in un luogo segreto, dai magistrati di Roma. A quanto racconta il quotidiano di Roma Il Messaggero unaa polizza vita da 30.000 euro sarebbe stata stipulata da Salvatore Romeo (nella foto in basso) con beneficiario la sindaca. “E questa – scrive on line il quotidiano – la nuova mina che minaccia il futuro del primo cittadino della capitale. La notizia, anticipata dal Fatto Quotidiano e da L’Espresso, ha già scatenato le prime reazioni nel Movimento 5 stelle.

Una polizza del gennaio 2016

Del resto la polizza era stata accesa da Romeo nel gennaio 2016, sei mesi prima che la Raggi, “beneficiata” e poi diventata sindaca, gli triplicasse lo stipendio di dipendente comunale e lo nominasse capo della sua Segreteria (nella foto sopra è proprio con Romeo sui tetti del Campidoglio in una singolare conversazione lontana da orecchie indiscrete).

“Situazione devastante” per i 5Stelle romani
“Situazione devastante”, è il primo commenti che arriva dal M5S alle rivelazioni sulla polizza a vita. Romeo è l’ex capo della segreteria politica del sindaco al centro di polemiche per via dello stipendio triplicato nei mesi scorsi.

 

La “tela” delle polizze di Romeo

Ma Romeo avrbebe tessuto una vera e propria “tela” con le polizze vita. Dal 2013 in poi, secondo quanto riportano L’Espresso e Il Fatto, quello che era un semplice funzionario del Comune avrebbe investito circa 100.000 euro su una decina di polizze vita: tra i beneficiari, oltre a parenti, figurano anche attivisti di M5s. I magistrati che indagano sulle nomine della Giunta Raggi cercano iò èerché di queste strane scelte dell’ex capo della segreteria politica della Raggi, ovvero se i soldi investiti fossero veramente di Romeo e se la geografia dei beneficiari sia rispondente ad un qualche disegno.

Tra le ipotesi fatte anche il tentativo di favorire di Raggi nella corsa alle comunarie per scegliere il candidato sindaco a Roma, corsa che la vide vincitrice su De Vito mentre l’altro concorrente, Daniele Frongia, già consigliere comunale di Roma, si ritirò facendo convergere i suoi voti proprio su Raggi e diventando il suo più fedele alleato.
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Interrogata in un luogo a lungo segreto: le notizie del 2 febbraio

Ci siamo. È iniziato l’interrogatorio della sindaca di Roma, Virginia Raggi, indagata nell’inchiesta sulla nomina del fratello dell’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra.
La Raggi è accusata di abuso d’ufficio e falso. All’interrogatorio prendono parte il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Dall’Olio. La sindaca (nella foto in apertura proprio col fratello di Marra, all’epoca capo del vigili urbani di Roma) è assistita dall’avvocato Alessandro Mancori. Secondo quanto si apprende l’interrogatorio si tiene in una struttura esterna alla Procura di Roma.

Stamattina è andata al lavoro in Campidoglio

Raggi stamani è andata al lavoro in Campidoglio.

C’è grande interesse per la versione che darà Raggi sulla scelta alla guida della direzione Turismo del fratello dell’allora capo del personale Marra, poi arrestato per corruzione in relazione a una vicenda di quattro anni fa. Ieri il leader M5S Beppe Grillo ha ribadito la fiducia nella sindaca con un post sul proprio blog.

 

L’avviso di reato del 25 gennaio

E l’avviso di reato – atteso ormai da mesi – è arrivato in Campidoglio: il sindaco di Roma, Virginia Raggi, risulta indagata nell’inchiesta relativa alla nomina a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale del Comune poi arrestato e oggi in galera, con lei nella foto di apertura di questa pagina. Ha ricevuto ieri un avviso a comparire e sarà ascoltata il prossimo 30 gennaio dai magistrati. La sidnaca è indagata per due reati: falso e abuso d’ufficio.

La nomina del fratello di Marra – nelle scorse settimane – è stata revocata. Sull’episodio la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo coordinato dall’aggiunto Paolo Ielo.


“Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma – scrive su Fb la sindaca di Roma, come mostra la foto qui sopra – nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle”.

“Pronta a ogni chiarimento”

“Ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento”, ma sono spuntate le intercettazione dei suoi colloqui su Whatsapp, che hanno messo molto in discussione l’ingenuità di Virginia.

Le notizie del 9 gennaio

Raffaele Marra, ex responsabile del personale in Campidoglio, resta in carcere. Lo ha deciso il tribunale del riesame respingendo l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Francesco Scacchi. Marra è stato arrestato il 16 dicembre scorso con l’accusa di corruzione in concorso con l’immobiliarista Sergio Scarpellini.

Agli atti anche le chat

Tra i motivi anche i contenuti della chat riservata che sono entrati negli atti della giunta capitolina dal 7 luglio, giorno in cui Virginia Raggi, si è insediata, al 16 dicembre. Adesso le conversazioni dei “Quattro amici al bar” sono finite anche nella documentazione dela magistratura.

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La Raggi annulla la nomina del fratello

A questo punto, dopo il no alla scarcerazione, Virginia Raggi ha chiesto agli uffici del Campidoglio di procedere all’annullamento in autotutela dell’affidamento dell’incarico di direttore del dipartimento turismo a Renato Marra, il fratello di Raffaele Marra.

La sua nomina era stata sotto i riflettori dell’Anac secondo cui era “configurabile il conflitto di interessi”. Anche la procura ha aperto un fascicolo su alcune nomine nell’amministrazione Raggi, tra cui quella di Raffaele Marra.
La sindaca ha compiuto un atto per cercar di dimostrare che non c’erano interesse particolari alla base di quella che ha sempre rivendicato come una sua scelta, anche se è stato difficile crederle.

Renato Marra (nella foto qui sopra) dirigente della Polizia Municipale, era stato chiamati alla Direzione Turismo del Campidoglio, con un sensibile aumento del suo compenso annuale.

 

Chi è Marra: dal “Raggio magico” alle manette

Altra pesante tegola per la sindaca di Roma Virginia Raggi. Con l’arresto per corruzione del fedelissimo Raffaele Marra salta un altro pezzo fondamentale della sua amministrazione, un componente del cosiddetto “raggio magico”, il gruppo ristretto all’interno del Campidoglio che circonda la sindaca e che secondo i più critici, anche dentro al Movimento Cinque Stelle, ne influenza e guida le scelte.

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Altro colpo dopo le dimissioni della Muraro, le notizie del 16 dicembre 2016

Di Barbara Liverzani

Un colpo ancora più pesante perché si abbatte sull’amministrazione pentastellata a pochi giorni da altre due “crisi”: le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, che la sindaca aveva difeso strenuamente nei mesi scorsi (si dice anche contro lo stesso Beppe Grillo) nonostante si sapesse da tempo fosse indagata, e la perquisizione della Polizia e della Finanza negli uffici del Campidoglio.

Sospetto anche il “caso Romeo”

Poliziotti e finanzieri starebbero indagando sulle nomine fatte dalla Raggi nei primi cinque mesi della sua amministrazione e in particolare nell’occhio del ciclone ci sarebbe quella di un altro fedelissimo (anche lui nel “raggio magico”) Salvatore Romeo (nella foto sotto) , capo della segreteria politica della sindaca. Una nomina da sempre sospetta, anche l’autorità Anticorruzione l’aveva giudicata anomala, in quanto Romeo funzionario comunale dal 1999, dopo la vittoria dei Cinque Stelle si era messo in aspettativa dal Campidoglio per poi essere riassunto dallo stesso ente al triplo dello stipendio come capo della segreteria politica della sindaca.

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I malumori dei Cinquestelle
Dunque sono ancora Marra e Romeo a creare problemi, e non piccoli, a Virginia Raggi. Sempre a causa loro e al ruolo da affidargli, la sindaca di Roma ai tempi della formazione della giunta aveva rotto con il direttorio romano Cinque Stelle affiancatole dai big del Movimento.
Secondo le indiscrezioni di quei giorni sul conto di Romeo i dubbi dei grillini riguardavano più che altro le modalità della nomina, su Marra invece le perplessità erano più di carattere politico. In particolare il direttorio e molti tra i Cinque Stelle non avrebbero digerito il suo passato politico così lungo e ingombrante, per lo più con il centro-destra. Eppure la sindaca era andata avanti per la sua strada, senza cedere neanche alle pressioni di Beppe Grillo, a dimostrazione della stima e della fiducia che la legavano a quest’uomo. Così lo aveva nominato prima vice capo di gabinetto e successivamente capo del Personale. Due ruoli sempre strategici e che lo hanno sempre posto a stretto fianco della prima cittadina.

 

Il passato politico con Alemanno e Polverini
La storia pubblica di Marra è lunga.  Ex ufficiale della Guardia di Finanza, lascia la divisa nel 2006 proprio per scegliere la vita politica. La sua nuova carriera inizia con un ruolo apparentemente secondario, ma strategico: direttore dell’Area galoppo dell’Unire, l’ente per l’incremento delle razze equine, guidato dal braccio destro di Alemanno, Franco Panzironi. In quei tempi Alemanno è ministro dell’Agricoltura. È per questa via che Marra si avvicina all’ex sindaco di Roma che seguirà in Campidoglio nel 2008 come Direttore dell’ufficio extra-dipartimentale per le politiche abitative. Nel 2011 si sposta, sempre con un ruolo dirigenziale, alla Regione Lazio guidata da Renata Polverini, vi rimane per due anni e poi torna di nuovo in Comune.

L’inchiesta per corruzione
Siamo nel 2013 ed è a questo periodo che risalirebbero i fatti contestati dalla Procura di Roma e per cui è stato arrestato. Marra, secondo gli inquirenti, corrompeva pubblici amministratori – attraverso beni immobiliari – per trarre benefici per le sue società. L’indagine nasce da un’inchiesta giornalistica dell’Espresso che aveva scoperto come Marra e sua moglie fossero riusciti a comprare a prezzi stracciati e sconti record case da privati e da enti come la Fondazione Enasarco.

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Debacle capitolina a Cinque Stelle
Al di là dell’aspetto giudiziario su cui farà luce la magistratura, politicamente l’arresto di Marra segna la débacle dell’esperienza amministrativa dei Cinque Stelle nella Capitale. In sei mesi di governo la giunta Raggi ha fatto registrare più dimissioni (il capo di gabinetto Carla Raineri, l’assessore al Bilancio Marcello Minenna, l’assessore all’Ambiente Paola Muraro, nella foto qui sopra)) che delibere e atti politici concreti, quelli che in pratica fanno funzionare la città.

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