Ecotassa auto nel caos: il governo pone la fiducia sulla manovra

Il governo ha posto la questione di fiducia sulla manovra: la Camera vota oggi dalle 18,50, poi la seduta va avanti ad oltranza. Intanto la maggioranza è in tensione sull’ecotassa inserita – a sorpresa – nella manovra per le vetture inquinanti. Arriva l’alt della Lega. Matteo Salvini afferma che bisogna “Tutelare l’ambiente ma senza imporre nuove tasse”, ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno intervenendo al Forum dell’Agenzia Ansa e sottolineando: “Con me, con il sostegno della Lega, non passerà mai”.

Il voto di fiducia

Sono previste dichiarazioni di voto a partire dalle 17.30 di venerdì 7 dicembre, per poi procedere alle due chiame dalle 18,50. La capigruppo di Montecitorio ha previsto una seduta ad oltranza con notturna fino a mezzanotte per procedere poi alle votazioni degli articoli (l’art.1 alle 20.15 poi una quarantina di voti dal 2 al 19) e dei 297 ordini del giorno. La conclusione non è prevista prima di sabato 8 dicembre.

 

Una stangata annunciata e poi negata

Stangata sull’acquisto delle auto “tradizionali”. Dal 1° gennaio 2019 arriva l’ecotassa a pesare sulle tasche di quanti vorranno comprare automobili alimentate con carburante più inquinante. Incentivi, invece per le auto più ecologiche. Ad annunciare ieri le nuove norme contenute nella manovra, una nota congiunta del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell’Orco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa.

“Con l’approvazione di un emendamento alla legge di Bilancio – si legge – è stato introdotto per la prima volta in Italia un contributo per l’acquisto di autovetture, basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico”.

Le parole del ministro

“Io sono contrario a ogni ipotesi di nuove tasse sull’auto che è già uno dei beni più tassati”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Radio anch’io questa mattina, giovedì 6 dicembre, parlando della tassa sulle auto inquinanti inserita nella manovra con un emendamento.
“Siamo al governo da 6 mesi”, ha aggiunto il titolare del Viminale, “e ancora non abbiamo fatto mezza manovra. I risultati di un esecutivo si vedono almeno dopo una manovra economica, non penso che i mercati salgano o scendano in base alle simpatie per Salvini. Chiediamo di lasciarci lavorare”.

Con il ministro si è schierata tutta la Lega e si sono aggiunge le parole dell’altro vice premier, il grillino Luigi Di Maio. “Al Senato miglioreremo la proposta”, ha dichiarato infatti, “facciamo un tavolo”.

Anche Di Maio non vuole rimanere al palo

 

E cerca di tirarle la cosa per un altro verso: “Non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione. Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più”, assicura su Facebook il ministro dello Sviluppo, con l’obiettivo di fare chiarezza “sul tema auto e inquinamento, perché è stata fatta un po’ di confusione”. Di Maio ha fatto sapere di aver convocato un tavolo con costruttori e consumatori con l’obiettivo di migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano. Ma neqssuno aveva parlato di “auto già in circolazione”; bensì delle nuove da acquistare. Proprio per questo c’è stata la ribellione delle concessionarie e dei metalmeccanici.

Un contributo economico fino a 6.000 euro

Nonostante le parole di Salvini, dall’inizio del prossimo anno e per i successivi tre anni, spiegano quindi Crippa e Dell’Orco, “chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6.000 euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro. Chi, invece ne comprerà una nuova alimentata con carburanti più inquinanti, dovrà pagare un’imposta che, anche in questo caso, sarà legata alle emissioni di CO2 del veicolo”.

Metalmeccanici e concessionari sono contrari

Netta la bocciatura della nuova misura da parte di metalmeccanici e concessionari auto, con Fim Fiom, Uilm e Federauto schierati insieme contro l’iniziativa di governo e preoccupati dall’impatto che un meccanismo di bonus-malus così architettato potrà avere sull’economia del paese e sull’occupazione di un settore già esposto agli alti e bassi della crescita.

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