Tallio, la mamma del triplice omicida: “Mattia seguiva una setta”

La madre di Mattia, arrestato stamattina per il triplice omicidio al tallio di Nova Milanese, ha fatto mettere a verbale parole inquietanti: “Mio figlio (…) ci ha detto di non essere più cattolico, e che sta seguendo una religione che non ci ha dettagliato. La mia deduzione è che si tratti di una specie di setta. Questo nuovo stile di vita è ispirato (…), a suo dire e se non ricordo male, da un gruppo chiamato ‘Concilio Vaticano II”.

Erano in molti ad aver riscontrato nel linguaggio usato dal pluriomicida le tracce di una setta.

“Volevo punire soggetti impuri”

“L’ho fatto per punire soggetti impuri e non voglio collaborare”, ha detto Mattia Del Zotto, accusato di triplice omicidio, ai carabinieri, che lo hanno arrestato a casa sua a Nova Milanese.

Il procuratore di Monza, Luisa Zanetti (nella foto sotto), lo ha definito “una persona introversa”. Mattia Del Zotto è considerato un ragazzo schivo, appassionato di elettronica e informatica, ma da tempo sotto pressione perché non trovava lavoro: questo il ritratto fatto dai vicini di casa.

Mattia ha vissuto da sempre a Nova Milanese insieme ai genitori, agli zii e ai nonni deceduti, in una palazzina suddivisa in quattro appartamenti. “È sempre stato molto schivo e silenzioso, siamo davvero senza parole”: è il commento di una vicina di casa della famiglia. “So che è appassionato di informatica, andava in palestra, ma nulla di più” ha aggiunto un altro vicino.

Il gip del Tribunale di Monza ha integralmente accolto la richiesta della Procura della Repubblica. Il giovane è ritenuto responsabile non solo del triplice omicidio dei nonni e di una zia paterni, ma anche di tentato omicidio nei confronti di altre cinque persone.

“Abbiamo scongiurato altre possibili vittime”

“Abbiamo proceduto all’arresto per scongiurare altre possibili vittime”, hanno detto i carabinieri, i quali hanno proceduto all’arresto dopo aver trovato in casa sua cinque confezioni di solfato di tallio. Trovate anche le ricevute del relativo acquisto. Le confezioni, per complessivi 60 grammi, sono state acquistate a Padova. I carabinieri hanno trovato anche sul cellulare del giovane conversazioni in cui lui fa riferimento alle ricevute dell’acquisto. Gli investigatori sono risaliti a Mattia Del Zotto seguendo le tracce di un account di posta elettronica con il nome falso “Davide Galimberti” e i tabulati telefonici del suo cellulare.

Grazie a queste indagini è stata ricostruita la trattativa con una azienda chimica di Padova per l’acquisto del solfato di tallio. Lo hanno detto gli inquirenti durante la conferenza stampa di stamattina.

Nella foto in apertura di pagine le tre vittime: Giovanni Battista Del Zotto, Maria Gioia Pittana e Patrizia Del Zotto.

 

 

Le notizie della mattina del 7 dicembre: l’arresto

I carabinieri di Desio (Monza), hanno arrestato Mattia Del Zotto, 27 anni, su disposizione del Gip del Tribunale di Monza per omicidio volontario e tentato omicidio.
Il giovane è accusato di aver ucciso i nonni e una zia, mediante somministrazione premeditata di tallio. Sarebbe lui quindi, il presunto autore dell’avvelenamento da metallo pesante di un’intera famiglia di Nova Milanese. Le vittime sono Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, Patrizia Del Zotto di 62 anni  (nella foto in basso e in apertura di pagina) e Maria Gioia Pittana 88 anni.

 

Ricoverate altre 5 persone

Ricoverate in ospedale altre cinque persone. Il gip del Tribunale di Monza ha integralmente accolto la richiesta della Procura della Repubblica nei suoi confronti. Il giovane è ritenuto responsabile non solo del triplice omicidio dei nonni e di una zia, ma anche di tentato omicidio nei confronti di altre cinque persone: nonni materni, marito della zia deceduta, altra zia e badante dei nonni paterni. Tutti avvelenati per l’ingestione di solfato di tallio.

Le notizie del 13 ottobre

Nella notte è morta all’ospedale di Desio Maria Gioia Pittana, una delle sei persone intossicate dal tallio durante una vacanza in una casa di campagna in Friuli. Si tratta della madre della prima vittima, Patrizia Del Zotto, e moglie della seconda, Giovanni Battista Zotto. Resta ancora misteriosa la causa dell’intossicazione. Inizialmente si era pensato al guano dei piccioni ma poi l’attenzione degli inquirenti si è spostata sul cibo o o su un potente topicida trovato nell’abitazione.

Tallio: negativo il test su figlio e nuora, si indaga per omicidio colposo, le notizie del 6 ottobre 2017

È negativo l’esito dei test per avvelenamento da tallio effettuati ieri sul figlio e la nuora di di Patrizia Del Zotto, 62 anni di Nova Milanese (Monza), deceduta nei giorni scorsi insieme al padre Giovanni Battista, 94 anni, per avvelenamento dal metallo pesante.

I due erano in vacanza nella casa di campagna in Friuli, dove sarebbe avvenuto l’avvelenamento, insieme agli altri familiari.

Ieri è stata eseguita l’autopsia sulle due vittime.

Aperta un’inchiesta dalla Procura di Monza

Al momento restano ancora ricoverati in ospedale a Desio il marito della donna deceduta, di 64 anni, e la sorella minore di 58, le cui condizioni sono in miglioramento, la madre di 87 anni, la cui condizione è ritenuta dai medici “critica” e la badante di quest’ultima, i cui parametri sono stabili.

Sull’avvelenamento da tallio della famiglia Del Zotto la Procura di Monza ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose, al momento a carico di ignoti.

Le notizie del 3 ottobre

A poche ore di distanza dal decesso per avvelenamento da tallio di Patrizia Del Zotto, la donna di 62 anni di Nova Milanese (Monza), è morto anche suo padre, Giovanni Battista Del Zotto, di 94 anni. Anche nel suo sangue erano presenti tracce dello stesso metallo pesante. L’anziano è arrivato all’ospedale di Desio nel pomeriggio di ieri, lunedì 2 ottobre, in condizioni disperate, dovute a patologie croniche di cui soffriva da tempo.

Migliorano le condizioni dell’altra figlia

Sua moglie, di poco più giovane, è stata a sua volta ricoverata a Desio con medesimi sintomi da avvelenamento, mentre migliorano le condizioni dell’altra figlia di 58 anni, a sua volta ricoverata. I carabinieri di Desio, in collaborazione con i colleghi di Latisana (Udine), oltre a ulteriori verifiche nel fienile infestato da piccioni, stanno effettuando test su un pozzo artesiano nel cascinale di famiglia a Varmo (Udine), oltre che nella cucina e su alcuni alimenti conservati in casa. Non si esclude, infatti, che la contaminazione sia alimentare.

Morta avvelenata dal tallio, colpa degli escrementi di piccioni? Le notizie del 2 ottobre 2017

È morta la notte scorsa una donna di 62 anni di Nova Milanese (Monza), da giovedì scorso in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Desio (Monza) per avvelenamento da tallio. La donna si era presentata in pronto soccorso con la sorella, 58 anni, anche lei con analoghi ma meno gravi sintomi da avvelenamento da metallo pesante.

Il problema nel fienile

Le sue condizioni erano peggiorate a poche ore dal ricovero e la donna era entrata in coma. Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti medici e dalle indagini dei carabinieri di Desio, la vittima e altri famigliari sarebbero stati a lungo esposti a esalazioni di escrementi di piccioni, che avevano infestato il fienile della loro casa di campagna in provincia di Udine, contenenti tallio.

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