Sul nostro gruppo Whatsapp la parola più scritta non è Natale, ma VERIFICA

La parola più scritta sul gruppo della mia classe di Whatsapp dall’inizio di dicembre è “verifica”. Ebbene sì, voi vi aspettereste che la parola di dicembre sia qualcosa come “Natale” o “neve” o “che bello” (anche se sono due parole) o “CIBO!!”. Mi dispiace deludervi, ma vi sbagliate di grosso.

Quei cari e amati prof, infatti, mentre io già ho scaricato su spotify la mia playlist con tutte le canzoncine di Natale e ogni giorno non vedo l’ora di tornare a casa per mangiare il cioccolatino del calendario dell’avvento, ci hanno sabotato con un piano micidiale che comprende all’incirca una verifica o interrogazione al giorno da qui al 23 dicembre (le gioie della vita ragazzi!!).

Così sto cercando un modo per combatterli: ho tirato fuori dall’armadio la mia sciarpa con Babbo Natale e ogni volta che vado in palestra mentre corro sul tapirulan che si trova dietro una vetrata enorme che da su una strada dove le macchine si fermano perché c’è un semaforo, mi metto gli occhiali da sole e saluto tutti i bambini nelle macchine e inizio a ballare insieme a loro canzoni immaginarie, non avete idea di quanto sia divertente!

Inoltre ho portato a scuola i festoni colorati e anziché metterli sul classico abete (che non vedo l’ora di fare) ho avvolto le macchinette di merendine in modo da ricordare a tutti che manca poco a Natale, ma che non possiamo andare a fare shopping felici, dobbiamo STUDIARE! Evviva! Come vedete almeno prendo con entusiasmo la vita.

A proposito di shopping: dovete sapere che nella mia famiglia c’è l’usanza ogni anno da quando sono nata di comprare due palline nuove da mettere sull’albero e ogni anno non vedo l’ora di fare l’albero proprio perché è come vedere il film della mia vita, ogni pallina mi riporta alla memoria un particolare anno che mi conduce a mille altri ricordi e questa cosa è bellissima e mi stupisco ogni volta di più dei poteri che ha la mente, delle cose che siamo in grado di ricordare senza nemmeno rendercene conto, magari ci ricordiamo di cosa abbiamo mangiato il ventisettesimo giorno di scuola di terza elementare, ma non ci ricordiamo che vestiti ci siamo messi il giorno prima e questa cosa mi affascina tantissimo.

 

 

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