Una marcia in più per spiegare “Quelli di via Teulada”, la Rai com’era

Esistono diversi libri scritti da sociologi, giornalisti, ricercatori sulla nascita del servizio pubblico televisivo. Si conoscono date, numeri, nomi,  ma “Quelli di via Teulada” scritto da Daniela Attilini (120 pagine, Graphofeel edizioni, 14 euro) ha una marcia in più: la passione.

La televisione si è intrecciata così strettamente con la famiglia dell’autrice da diventarne una componente di diritto.

La sua è una famiglia che sembra fatta apposta per sottolineare l’unità d’Italia: madre dell’Alto Adige e padre cagliaritano.

Non è un caso che la prefazione del libro sia scritta da Tito Stagno, il giornalista che lesse il primo telegiornale andato in onda il 3 gennaio 1954 alle 20,45 sull’unica rete in bianco e nero. È lo stesso giornalista (nella foto di apertura) che commentò lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong nel 1969.

Dalle prime pagine del libro veniamo a sapere che fu Gianni Attilini, padre dell’autrice e amico fraterno di Tito Stagno, a iscriverlo, a sua insaputa, alle selezioni per la scelta dei volti e delle voci del nascente mezzo di comunicazione.   

Entrambi sardi, si trasferirono a Roma, lavorando gomito a gomito per anni: Stagno in video e Attilini dietro le quinte, addetto alla difficile scelta delle immagini “a copertura” dei servizi. La storia nel libro si dipana fra pubblico e privato, un privato che non è mai tale completamente, intrecciato com’è alla vita dell’Azienda Rai. C’è la fierezza di questa scelta.

 

Una macchina televisiva senza cellulare e senza le tecnologie di oggi

Vengono svelati tanti aneddoti su come funzionava all’epoca la macchina televisiva, senza cellulari, senza collegamenti a distanza, una televisione fatta da persone prima ancora che da mezzi.

C’è il racconto di come arrivavano e si commentavano le notizie, alcune delle quali accadevano così vicine da fare spavento, come il rapimento di Aldo Moro, che abitava  due strade oltre quella della famiglia dell’autrice. A questa pagina buia sono dedicate pagine emozionanti.

La bellezza di questo libro è che non si rivolge agli addetti ai lavori. È un racconto per tutti, perché il “cuore” è dato da vicende umane, familiari, che per combinazione e per scelta, si sono intrecciate con l’invenzione che ha cambiato il modo di vivere degli italiani: la televisione.

P.S. Daniela Attilini continua la tradizione di famiglia ed è una stimata autrice Rai.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto