Casa Bianca: Donald Trump arretra, sotto i colpi dei “latinos”

Sembra caduto all’ultimo miglio, dopo l’eclatante rimnta dell’ultima settimana. Donald Trump cade per colpa dei “latinos”, mentre balza in avanti Hillary Clinton a 48 ore dal voto per la Casa Bianca.

Tutti i sondaggi di questo weekend che precede l’Election Day vedono la candidata democratica accelerare verso il traguardo e in vantaggio nello sprint finale. Con l’impetuosa rimonta di Donald Trump che sembra aver esaurito la sua spinta.

Ora anche l’Fbi “assolve” Hillary

Ma la vera bomba alla vigilia del voto è la nuova lettera del numero uno dell’Fbi, James Comey, al Congresso. La lettera certifica, senza giri di parole, che l’indagine sulle e-mail di Hillary Clinton è chiusa. Tutte sono state esaminate, senza che sia stata trovata traccia di illeciti. Per questo – scrive Comey – non ci sarà nessuna richiesta di incriminazione dell’ex segretario di Stato.

 

Il passo indietro di James Comey
“Valgono le stesse conclusioni del luglio scorso”, afferma James Comey, quando l’Fbi bacchettò la Clinton per la disinvolta e imprudente gestione del suo account privato di posta elettronica ma non riscontrò reati. È questo è un altro colpo per Trump, che nelle ultime roe aveva martellato Hillary su questo. Invece la candidata democratica, dopo la “sorpresa d’ottobre'”che l’aveva fatta precipitare nei sondaggi, tira un enorme sospiro di sollievo. Si dice soddisfatta e ora guarda con grande ottimismo al voto di domani.

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Arrivano i “latinos”

Anche perché nelle ultime ore a spingere la candidata democratica ci sono soprattutto gli elettori ispanici, che hanno approfittato del fine settimana per recarsi in massa alle urne per il voto anticipato. Con i dati sull’affluenza in stati chiave come la Florida o il Nevada che fanno sorridere la campagna della Clinton. Anche se finora non si è registrato il boom del 2008 quando in gara c’era Barack Obama.

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Il pugno duro contro l’immigrazione
Ma cio’ che ai democratici importa èche all’ultimo miglio della sua corsa Trump rischia di pagare cara la linea del pugno duro contro l’immigrazione, quella del muro con il Messico e della stretta sugli ingressi.

Il Washington Post, ad esempio, definisce la candidatura del miliardario newyorchese “un assoluto disastro demografico” per il partito repubblicano, che negli ultimi anni aveva tentato come non mai di corteggiare il blocco degli elettori latinos, che era diventato sempre più decisivo negli Usa in chiave elettorale e che già era costato la sconfitta a Mitt Romney nel 2012.

Ancora una decina di Stati in bilico

Ma sono ancora una decina gli Stati che i sondaggi danno in bilico, dove tra i due candidati ci sono meno di 5 punti di differenza, e in alcuni c’è ancora un testa a testa. È qui che in queste ore si svolge una vera e propria caccia all’ultimo voto, dalla Florida all’Ohio, dalla Pennsylvania alla North Carolina. Vincere uno di questi Stati vuol dire acquisire una dote di grandi elettori che può rivelarsi determinante per raggiungere il “magic number” dei 270 necessari per la conquista della presidenza.

Una boccata d’ossigeno per la Clinton

I dati delle ultime rilevazioni sono comunque una boccata d’ossigeno per Hillary Clinton: avanti di 5 punti per Abc/Washington Post (48% a 43%), di 4 punti per Nbc/Wall Street Journal (44% a 40%) e di 3 punti per Politico/Morning (45% a 42%).

Il repubblicano al minimo sotrico tra gli ispanici

Gli ultimi sondaggi sugli elettori latinos, poi, mostrano come di fatto oltre il 67% ha votato o voterà per Clinton, solo il 19% per Trump: sarebbe il minimo storico per un candidato repubblicano. George W. Bush nel 2004 ottenne il 44% dei voti dei latinos, John McCain nel 2008  il 31%, Mitt Romney nel 2012 il 27%. Ancora una volta, questa può essere davvero la chiave della eventuale vittoria della ex first lady. Intanto sui media Usa si comincia a immaginare chi siederà nello Studio Ovale con Hillary Clinton. Ma forse è un po’ troppo presto,

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