La velina di Striscia: “Io, bersaglio dei razzisti, per lo ius soli scendo in piazza”

Per lei, lo sciopero della fame a rotazione per lo ius soli è “un atto di coraggio, certo”, ma occorre andare oltre e scendere in piazza. A sostenerlo è Mikaela Neaze Silva, 23 anni, la velina di Striscia la notizia bionda e con la pelle scura. Intervistata da Repubblica, dice: “Io non vengo considerata italiana, pur vivendo qui dall’età di 6 anni. Ho fatto ben tre cicli di scuola, fino alla maturità, e aspetto ancora di avere la cittadinanza. Ho fatto la domanda, e spero che arrivi presto il documento”.

“I social ho smesso di seguirli”

“Sono molto stanca dei molti attacchi che ho subito”, aggiunge, “quando Striscia ha annunciato che sarei stata la velina bionda. Hanno detto che, con tutte le ragazze italiane che c’erano, proprio me, un’africana! dovevano andare a prendere”. E i social ha smesso di seguirli. “Ho abbandonato Facebook a dicembre, perché è semplicemente insopportabile. Tutti possono trovarti, non c’è privacy. E anche su Instagram, io ci sono poco. Però le cose me le hanno fatte vedere. Mia madre, che è afgana, è attiva su Facebook e mi ha mostrato molte cose orrende”.

In Italia dal 2000

Oggi possiede un passaporto dell’Angola. “Mio padre era angolano, purtroppo è morto, mia mamma è afgana. Si sono conosciuti a San Pietroburgo perché all’epoca studiavano entrambi medicina lì. In quegli anni molti studenti afgani facevano l’università in Russia, i rapporti tra i due Paesi erano buoni, allora. Io sono poi nata a Mosca”. Nel 2000 arrivano in Italia. “Siamo andati a vivere a Genova. Ho fatto la prima elementare alla scuola che c’è vicino alla stazione di Brignole”.

Gli insulti razzisti a scuola

E gli insulti sono un retaggio che si porta dietro tutta la vita. Fin dia tempi della scuola ha sopportato epiteti “perché ero ‘negra’. Ma i miei compagni di classe evidentemente avevano assorbito una cultura diversa dalla mia, più aggressiva verso il diverso. E poi avevano sbagliato a presentarmi. La maestra aveva detto ‘bambini, arriverà una nuova compagna, è russa’. Quando mi hanno visto, un ragazzino schifato mi ha detto ‘tu non sei russa, i russi non sono di colore, tu dici le bugie’. Poi mi escludevano dai giochi, così una volta mi sono arrabbiata e ho rotto dei vasi di piante. Poi ho cominciato a fare amicizia e il problema della pelle è sparito”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto