Trasporti pericolosi: non è vietato attraversare le città

Solo il 7% del trasporto terrestre delle merci viene destinato alle ferrovie. In base a dati forniti dall’Onlit (Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti), le strade italiane sono percorse ogni giorni da 6,5 milioni di tir che, secondo il presidente Dario Balotta (nella foto sotto), “per essere competitivi viaggiano in condizioni pericolose: eccesso di velocità, mezzi vecchi e sovraccarichi (con ridotta capacità frenante e stabilità precaria dei mezzi), eccesso di ore di guida dei conducenti e carenze manutentive”.

Non solo carburanti

La tragedia di Bologna di ieri e quella di poche ore precedenti, avvenuta sull’A4 nei pressi del casello di Padova Ovest (due vittime per l’esplosione di una bombola con relativo incendio, nella foto sotto il mezzo), sono il frutto di una serie di problematiche. La prima delle quali – secondo i sindacati – è una normativa non adeguata per quanto riguarda l’obbligo – non esistente – di segnalare sulle reti viarie il trasporto di merci pericolose. Non si parla solo di gpl o di altri carburanti, ma anche di altri prodotti, come quelli chimici, le vernici o i rifiuti diversi da quelli solido-urbani.

I dati della scatola nera

Come fare? Lo spiega Bruno Donno, responsabile tecnico del Centro regionale di governo e monitoraggio della sicurezza stradale: “Segnalare i trasporti pericolosi sarebbe semplice attraverso il tracciamento del mezzo. I dati ci sono già nelle scatole nere. Soprattutto le aziende che hanno flotte di mezzi imponenti sanno sempre dove si trovano i loro veicoli, qual è lo stato del carico o se si possono presentare problemi meccanici. Sarebbe sufficiente che questi dati fossero condivisi con gli enti viari e invece vengono mantenuti riservati soprattutto per ragioni commerciali”.

I codici di pericolosità

Esistono anche sistemi di sicurezza – affermano gli autotrasportatori – in grado di arrestare o rallentare il mezzo in caso di problemi. Ma servono, al solito, investimenti. E invece ora le normative che prevedono? Dipende dal tipo di pericolosità della merce, ma in via generale a bordo devono esserci estintori speciali o aperture di aerazione, quando si caricano sostanze gassose. Inoltre deve essere applicato in un punto visibile un pannello su cui sono riportati i codici delle merci: 2, sulla prima riga per esempio, per i gas, 2 per i liquidi infiammabili, 7 per sostanze radioattive o 8 per quelle corrosive. Sulla seconda, invece, ci sono 4 cifre che identificano univocamente la merce (1075 per il gpl, 1203 per la benzina o 1971 per il metano).

Etichette e certificazioni

Si aggiungono etichette di pericolo e il personale addetto deve risultare specializzato avendo certificazioni specifiche. A quella base, si aggiungono quelle per le cisterne, per gli esplosivi o per i radioattivi. Insomma, tutto è demandato solo al mezzo e ai suoi conducenti. Non ci sono norme che impediscono a certi trasporti di mantenersi a una determinata distanza dai centri abitanti e soprattutto, come già sottolineato, non è possibile sapere quanti e dove sono i mezzi pericolosi se non quando li si incrocia sulle strade.

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