Conte a Foggia, aperta un’inchiesta sul caporalato dopo la morte degli africani

“La bussola di questo governo – anche nell’approccio che abbiamo avuto nei confronti dell’immigrazione – è quella di garantire la dignità della vita e la dignità del lavoro. Per quanto riguarda il fenomeno del caporalato dobbiamo rafforzare gli strumenti di controllo e prevenzione e introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità”: scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte, raccontando le ragioni della sua visita a Foggi della tarda mattinata a Foggia.

 

Si indaga anche per verificare se fossero nelle mani dei caporali i 12 bracciati agricoli, tutti immigrati, morti nell’incidente stradale avvenuto sulla statale 16, nei pressi di Lesina: lo rende dice all’Agenzia il procuratore della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro, che coordina le indagini avviate in riferimento agli incidenti stradali che hanno provocato nel Foggiano, in poco più di 48 ore, la morte di 16 braccianti agricoli immigrati.

“Sono state avviate due distinte indagini – ha precisato Vaccaro – una riguarda l’incidente stradale, per capire la dinamica e tutto ciò che può averlo causato, anche se c’è da dire che in entrambi i casi sono morti i due autisti dei pullmini sui quali erano stipati i poveri migranti. L’altra indagine è stata avviata sul caporalato”.

 

Martina (Pd): “La legge c’è, va applicata”

“Questa mattina a Foggia ho incontrato le organizzazioni dei lavoratori dopo i tragici fatti di questi giorni in cui hanno perso la vita sedici braccianti agricoli stranieri. Sedici vite, una tragedia. Occorre unire tutte le forze in parlamento e sul territorio e combattere ancora il caporalato senza sosta e senza alcuna polemica sterile”: scrive il segretario del Partito aemocratico, Maurizio Martina, primo firmatario della legge contro il caporalato introdotta nel 2016, in un post su Facebook.

“La legge che abbiamo fatto non va cambiata, va applicata.
Gli strumenti per la repressione ci sono, quelli per la prevenzione invece vanno rafforzati subito. Sul territorio.
Viene prima la dignità delle persone e la tutela dei lavoratori su ogni altra cosa. Priorità assoluta va data a trasporti legali e sicuri, agli alloggi e a giusti compensi (anche continuando a combattere le aste a doppio ribasso).

Sedici vittime in due giorni

Sedici vittime in due giorni. Sono tutti dei braccianti neri di ritorno dal lavoro nei campi di pomodoro. Dopo la 4 di sabato scorso, sono diventate dodici le vittime dell’incidente stradale avvenuto oggi sulla statale 16, nei pressi di Lesina, al bivio di Ripalta, nel foggiano: i carabinieri hanno confermato all’Agenzia Ansa che le vittime sono tutti extracomunitari di ritorno dal lavoro nelle campagne, dove avevano raccolto pomodori.

Oggi arriva anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che l’ha annunciato ieri su Facebook, dopo la sua visita a Bologna, colpita ieri da un’altra sciagura.

 

I braccianti viaggiavano, insieme ad altre tre persone, rimaste ferite, a bordo di un furgone che si è scontrato frontalmente con un tir carico di pomodori. Il violento impatto sarebbe avvenuto tra un furgone con targa bulgara carico di uomini di nazionalità africana, braccianti agricoli che tornavano dal lavoro nei campi, e un tir.

Ci sono anche numerosi feriti

Ci sarebbero anche numerosi feriti nell’incidente stradale avvenuto al bivio di Ripalta, sulla strada statale 16 nel quale hanno perso la vita cinque persone, forse tutti braccianti agricoli extracomunitari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e numerose autoambulanze.

Un furgone di africani con targa bulgara

Il violento impatto sarebbe avvenuto tra un furgone con targa bulgara carico di uomini di nazionalità africana, braccianti agricoli che tornavano dal lavoro nei campi, e un tir.

 

L’8 agosto la marcia dei “berretti rossi”

Mercoledì prossimo, 8 agosto, si terrà – con partenza da San Severo e arrivo a Foggia – una “marcia dei berretti rossi”, come i cappellini che i quattro braccianti agricoli morti nell’incidente stradale avvenuto sabato scorso e i quattro feriti indossavano nei campi per proteggersi dal solleone “mentre raccoglievano i pomodori per avere la vergognosa paga di un euro al quintale”. Lo rende noto un comunicato dell’Unione sindacale di Base che ieri sera, domenica, ha tenuto una assemblea, alla quale hanno partecipato centinaia di braccianti delle campagne del Foggiano, nell’ex ghetto di Rignano. E’ stato deciso di proclamare uno sciopero per l’intera giornata di mercoledì 8 agosto, in memoria dei quattro compagni di lavoro morti sabato sulla provinciale 105 mentre tornavano dai campi e per rivendicare “diritti e dignità”.

 

Le notizie del 5 agosto

Sono quattro le persone morte nel violento scontro che si è verificato, ieri, sulla strada provinciale 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri nel foggiano.

Tre extracomunitari – si è appreso – sono morti sul colpo ed un quarto è morto in ospedale. Le vittime sono cittadini nordafricani.

Altri 4 ricoverati in prognosi riservata

Altre quattro persone sono ricoverate in prognosi riservata. Una quinta persona, a quanto sembra si tratta del conducente del tir, è rimasta ferita ma non in modo grave.

I quattro uomini morti nel terribile incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di ieri sulla strada provinciale 105, nei pressi di Castelluccio dei Sauri, nel Foggiano, sono braccianti impiegati nella raccolta dei pomodori. Al momento le vittime non sono state identificate perchè – a quanto si è saputo – non avevano indosso documenti.

Otto persone in un furgone

Pare che a bordo del furgone vi fossero complessivamente otto persone: quattro sono morte e le altre quattro, tutte in gravissime condizioni, sono state ricoverate negli Ospedali Riuniti di Foggia. Ferite lievi sarebbero state riportate dal conducente del tir che, a quanto sembra proveniva da Foggia.

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