Nuzzi e Fittipaldi assolti, condannati la Chaouqui e monsignor Balda

Assolti entrambi i giornalisti dopo un’udienza che è dirata soltanto 15 minuti.

Sono cadute le accuse relative all’associazione nel processo Vatileaks che si conclude con due condanne: 18 mesi a monsignor Vallejo Balda per divulgazione di documenti riservati e 10 mesi a Francesca Immacolata Chaouqui per concorso in divulgazione, pena quest’ultima sospesa per 5 anni.

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Assolto anche il funzionario del Cosea

Assolto anche Nicola Maio, il funzionario della Cosea, per non aver commesso il fatto, e prosciolti giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi per incompetenza del Tribunale, essendo essi cittadini italiani che mai hanno compiuto azioni di nessun tipo in Vaticano.

Cinque ore di camera di consiglio

Dopo quasi 5 ore e mezza di camera di consiglio il Tribunale vaticano ha pronunciato la sentenza. Monsignor Lucio Vallejo Balda, Francesca Chaouqui e Nicola Maio sono stati assolti dal reato associativo. Maio anche dal reato di divulgazione di documenti.
Per quest’ultimo reato Vallejo ha avuto invece 18 mesi di reclusione, Chaouqui 10 mesi, ma con pena sospesa.

Il processo è iniziato il 24 novemvre 2015: le notizie di partenza

Si aprirà oggi, martedì 24 novembre, il processo per il caso Vatileaks/2. La sede è il tribunale della Città del Vaticano.Il magistrato  ha rinviato a giudizio cinque persone al termine dell’inchiesta sulla sottrazione e la diffusione dei documenti riservati della Santa Sede, nella quale sono stati arrestati mons. Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui.  Tra i rinviati a giudizio anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi autori dei due libri che hanno scosso la Chiesa.

Francesca Chaouqui sulla sua pagina Facebook cita una canzone di Fiorella Mannoia, dal titolo significati: “Io non ho paura”. 5 minuti e si comincia.

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Queste, poi, le parole, di Francesca, quasi messe in versi:

Ascolto questa canzone.
Io non ho paura.
Ho sfidato lo sporco come mi aveva chiesto Francesco dentro quelle mure e ora dovrei avere paura delle bugie?
Nessuna.
Tutti con me. Per il Papa.
Andiamo!!”

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La Chaouqui e il marito Corrado Lanino (nella foto sono insieme durante una vacanza) sono indagati dalla procura di Terni per estorsione e intrusione informatica. È un reato relativo all’intrusione nei computer del Vaticano. Immacolata è incinta e, infatti, su Fecebook sostiene che gli imputati sono 5 più uno di 17 millimetri.

 

Nuzzi e Fittipaldi coinvolti per il “concorso nel reato” (presunto)

Il rinvio a giudizio è stato decretato per il reato previsto dall’art. 116 bis del codice penale vaticano, cioè la divulgazione di notizie e documenti riservati. Nuzzi e Fittipaldi (nella foto qui sopra), sono gli autori rispettivamente dei libri “Via Crucis” e “Avarizia” e sono stati coinvolti nel procedimento penale per il concorso nel presunto reato.

 

Rischiano da 4 a 8 anni di carcere

Gli imputati nel processo, che si svolgerà nel tribunale vaticano, rischiano da quattro a otto anni di reclusione.

Al momento, uno dei presunti “corvi”, monsignor Vallejo Balda è ancora detenuto nella cella della Gendarmeria vaticana, mentre la discussa Francesca Chaouqui è stata immediatamente rilasciata dopo l’arresto all’inizio di novembre per la sua collaborazione alle indagini.

 

Nicola Maio, quinto rinviato a giudizio

Si conosce ora anche il nome del quinto rinviato a giudizio. Si tratta di Nicola Maio, ex collaboratore della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa sede (Cosea)

 

Fittipaldi: “A processo la libertà di stampa”
“Sono incredulo – sottolinea Emiliano Fittipaldi autore di “Avarizia – Non è un processo contro di me, ma contro la libertà d’informazione. In tutto il mondo – aggiunge il giornalista dell’Espresso – i giornalisti hanno il dovere di pubblicare notizie e segreti che il potere, qualunque esso sia, vuole tenere nascosti all’opinione pubblica”.

Mostrare documenti confidenziali e informare la gente delle malefatte dei potenti è l’essenza del nostro lavoro”. “Capisco – prosegue – che in Vaticano siano in grave imbarazzo per quello che ho raccontato, anche perché non hanno potuto smentire nulla di quanto ho denunciato. Però non mi aspettavo che aprissero un processo penale contro me e Nuzzi”.

 

Perché non hanno indagato su chi ha commesso gli illeciti da me denunciati?

“Forse sono ingenuo, ma credevo che indagassero su chi ha commesso gli illeciti che ho denunciato, non su chi li ha svelati. Che cosa farò adesso? Non lo so. Parlerò con i miei avvocati. Ma è un fatto che in Vaticano la libertà di stampa non sia sufficientemente tutelata. Nel loro ordinamento non esiste nulla di simile all’articolo 21 della nostra Costituzione.

Il promotore di giustizia e gli uomini della gendarmeria mi avevano ventilato la possibilità di finire a processo? No. All’ interrogatorio di lunedì scorso sono stati rispettosi e cortesi, ma alle domande ho opposto il segreto professionale. Non ce l’ho con loro, ma con una legge che considero illiberale e inaccettabile. Come ci si può difendere – si chiede – in quel tribunale se in Vaticano non esistono garanzie per il giornalismo libero?”.

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Giulia Bongiorno: “Forse riuscirò a difendere la Chaouqui”

“Spero che finalmente, nella fase del giudizio, sia permesso alla mia assistita di difendersi appieno. Infatti, fino ad oggi le è stata negata la possibilità di scegliersi il suo legale”: così ha risposto all’Agenzia Ansa l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di fiducia di Francesca Chaouqui (nella foto qui sopra).

“Come è noto – spiegal’avvocato – la difesa tecnica in Vaticano è riservata esclusivamente agli avvocati rotali, ma molto spesso viene autorizzata anche quella di altri legali non residenti nello stato della Città del Vaticano. Di recente, proprio a me è stato consentito di assistere una persona sottoposta a procedimento penale presso la Santa Sede”. “Quanto prima – conclude Giulia Bongiorno – formulerò istanza per essere autorizzata a difendere Chaouqui, e spero davvero di essere autorizzata per consentire all’imputata il miglior esercizio del diritto di difesa, attraverso il suo legale di fiducia, che ero e resto io”.

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