Rivoluzione Iran: donne ammesse negli stadi di volley e basket

Rivoluzione dei costumi in Iran. Anche le tifose iraniane potranno assistere agli incontri internazionali di pallavolo valevoli per la World League in programma dal 19 giugno a Teheran grazie al via libera giunto dalle autorità iraniane.

Ma se lo faranno, ha avvertito il gruppo ultra conservatore Ansar-e Hezbollah sul suo periodico Ya-Latharat, ci sarà “un terremoto”.

 

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Calcio, pugilato e nuoto ancora vietati alle tifose

Che le cose in Iran stiano davvero cominciando a cambiare per l’accesso delle donne agli incontri maschili di alcune discipline sportive – ma non di calcio, pugilato e nuoto – lo si è visto già lunedì scorso, quando hanno potuto assistere alla finale del campionato di basket nel palazzetto dello sport Hakimiweh.

 

Iran-Usa 19 e 21 giugno

Nelle foto diffuse dai media iraniani si vedono donne entusiaste tifare per la propria squadra, in un clima da festa e lanciando anche slogan come “Oggi è il nostro giorno!”. Ma l’appuntamento più importante è quello fissato per il girone B di pallavolo del 19 e 21 giugno, quando l’Iran affronterà gli Usa, cui seguiranno le partite con la Polonia del 26 e 28 giugno.

E stavolta non si tratta di una piccola struttura, ma dello stadio Azadi (“Libertà”) con una capienza da 12.000 posti, in cui per le donne vi sarà un’area riservata.

 

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Un pacchetto di misure proposte dalla vicepresidente

All’inizio di aprile, parlando con il quotidiano riformista Sharq, la vicepresidente iraniana Shahindokt Molaverdi (nella foto sopra), responsabile per gli affari femminili, aveva illustrato l’accordo raggiunto nel Consiglio di sicurezza nazionale su un pacchetto di misure proposte da lei stessa e dal ministero per la Gioventù. In base a tale programma, le donne possono ora assistere a partite di pallavolo, basket, tennis e altri sport, ma non ancora, appunto, a incontri di calcio, pugilato e nuoto.

“Si dovranno prevedere misure per rendere questo possibile – aveva però dichiarato – e andremo avanti passo dopo passo”.

Gli arresti dell’anno scorso

Una cosa tuttavia è stata intanto chiarita, aveva sottolineato la vicepresidente: in base alla sharia, non vi è alcun problema nella presenza delle donne nei luoghi dove si pratica sport. Diversamente erano andate la cose il 20 giugno del 2014, quando la polizia intervenne contro un gruppo di donne che volevano assistere, sempre all’Azadi, alle partite di pallavolo dell’Iran con il Brasile e l’Italia.

In quell’occasione fu arrestata anche la giovane anglo-iraniana Ghoncheh Ghavami, liberata poco dopo con le altre ma poi riarrestata, ed accusata di legami con l’opposizione e di aver fatto propaganda contro il sistema in occasione della partita.

 

Liberata in novembre su cauzione e “perdonata” in Appello

Dopo diversi scioperi della fame in carcere ed una mobilitazione internazionale in suo favore, Ghoncheh Ghavami in novembre era stata liberata su cauzione e un paio di mesi fa perdonata dalla Corte d’appello. Il divieto alle donne di entrare negli stadi iraniani – nonostante recenti aperture che riguardano pero’ solo le straniere – era stato indicato dal presidente dimissionario della Fifa Sepp Blatter come un ostacolo all’assegnazione all’Iran della Coppa d’Asia 2019, poi andata agli Emirati.

 

Nelle foto: in quella di apertura un’immagine da Offside il film del regista Jafar Panahi.

Quella centrale mostra Ghoncheh Ghavami, di 25 anni, studentessa di legge a Londra e di madre inglese arrestata il 20 giugno dell’anno scorso dopo essere andata allo stadio per aver protestato contro il divieto per le donne di assistere ai Mondiali di pallavolo a Teheran.

Nell’altra immagine la vicepresidente dell’Iran, responsabile anche per i “problemi femminili”.

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