Ultrà Atalanta: 26 arresti, Daspo per il figlio del procuratore di Brescia (video)

La squadra allenata da Gasperini è la rivelazione del campionato in corso, ma la pessima fama, consolidata nel tempo, degli ultrà dell’Atalanta non si smentisce. Anzi, 26 arresti per spaccio e rapine in questo caso l’aggravano e tra gli arrestati c’è anche il figlio di un pubblico ministero: Francesco Buonanno, figlio del procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno.

È accusato di spaccio di gruppo

Il figlio del magistrato è accusato dello spaccio di gruppo che sarebbe avvenuto nel suo appartamento di Bergamo, che si trova nello stesso stabile di quello in cui risiede il padre. Il quale, delegato alla Direzione distrettuale antimafia di Brescia, ha già problemi con il Csm per la “fuga” di 9 pm su 21 nel giro di sei mesi.

I problemi con l’altro figlio

Altri problemi erano sorti quando era tra gli indagati (poi archiviati) in un’inchiesta condotta dai colleghi bresciani su una comunità di recupero per tossicodipendenti, la ultracattolica Shalom di Palazzolo sull’Oglio. L’accusa per il magistrato era di sequestro di persona nei confronti dell’altro figlio, Gianmarco, che sarebbe stato trattenuto per 3 anni nella struttura contro la sua volontà.

L’operazione “Mai una gioia”

L’operazione di polizia ha un nome in codice: “Mai una gioia”, preso in prestito da un’espressione usata nel gergo degli indagati. L’inchiesta – condotta dalla Squadra mobile di Bergamo e dallo Sco – è partita nel settembre del 2015 e si è imbattuta in numerosi reati. Dei 26 arrestati, 11 sono in carcere, 3 obblighi di dimora e 5 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. I più anziani hanno 63 e 73 anni.

Prima la cocaina e poi gli scontri violenti

Quattordici sono state le perquisizioni di oggi che hanno visti impegnati 100 poliziotti e 30 i Daspo notificati. Inoltre a 10 titolari di esercizi pubblici è stata sospesa la licenza.

La modalità di azione, con il consumo di droga nei pressi dello stadio seguito dalle violenze, è stata verificata più volte anche con immagini video e accertata anche prima degli scontri avvenuti nel centro di Bergamo, nel gennaio 2016, dopo la partita contro l’Inter.

I dettagli dell’operazioni sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa con il procuratore della Repubblica Walter Mapelli, il sostituto Gianluigi Dettori, il questore Girolamo Fabiano e i dirigenti dello Sco.

L’operazione scattata all’alba

Rapine, tentativi di estorsione, una spedizione punitiva per il recupero crediti. Ma anche spaccio e consumo di cocaina a fiumi prima delle partite o degli scontri, il tutto ripreso dalle microtelecamere piazzate dagli investigatori: c’è tutto questo nel mondo degli ultrà dell’Atalanta, secondo un’ampia inchiesta della procura e della squadra mobile di Bergamo, con il supporto del Servizio Centrale Operativo della polizia di Stato.

Un centinaio di poliziotti stanno eseguendo fin dall’alba, nella città e nella provincia bergamasca, le misure cautelari firmate dal giudice delle indagini preliminari: 11 persone sono destinate al carcere, 9 ad altri provvedimenti, tra arresti domiciliari e obblighi di firma.

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