Olio extravergine italiano: “falsificata” una bottiglia su due (video)

Scrivono “garantito 100% italiano”, ma attenzione perché una bottiglia su due di olio extravergine è taroccata. Lo sostiene l’indagine della trasmissione Mi manda Rai3 di Salvo Sottile ripresa da Barbara Cataldi sull’edizione cartacea del Fatto Quotidiano di lunedì 6 marzo. Inchiesta che si basa sull’analisi del contenuto di 20 confezioni. Esito: solo il 50% è prodotto con olive italiane e quelle pienamente aderenti a quanto dichiarato in etichetta non superano le 6 unità (tre sono i video della trasmissione in difesa dei consumatori: Da dove viene il nostro olio, L’olio al ristorante e Olio, quale scelgo?).

Impossibile risalire all’origine di alcuni elementi

Le olive importate dall’estero arrivato soprattutto da Nord Africa, Medio Oriente, Turchia, Spagna e Grecia. Nel caso di prodotti Dop e Igp, poi la percentuale della presenza straniera sale a 4 campioni su 5. In un caso, inoltre, non è stato possibile identificare dal punto di vista genetico uno degli oli usato, probabilmente perché alterato dal punto di vista chimico.

Un business vertiginoso

Si conferma così quanto già emerso dalle indagini della magistratura su marchi venduti in media sopra i 10 euro al litro (si va dai 5,9 ai 15,85) e un business dalle dimensioni notevoli perché sono 520.000 le tonnellate di prodotto grezzo importato. Queste si sommano alle 720.000 prodotte in Italia mentre le olive consumate sono 850.000. Le restanti 130.000 tonnellate di olive sono non tracciate, vecchie o illegali. E tutto finisce sul mercato con un consumo medio all’anno di 11 litri a consumatore.

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