Bologna, check point all’università: ironica protesta anti Panebianco

Dopo avere fatto sentire i rumori di guerra nel corso della lezione, questa volta hanno allestito una finta trincea, con tanto di filo spinato e sacchi di sabbia, per protestare contro quella che definiscono “militarizzazione” dell’università di Bologna. È l’iniziativa inscenata oggi, lunedì 7 marzo, dagli attivisti di “Assemblea scienze politiche”, il gruppo vicino al collettivo Hobo che un paio di settimane fa ha contestato il professor Angelo Panebianco, accusato di essere un “guerrafondaio” per alcuni suoi editoriali.

“Niente pace per l’ateneo della guerra”

Mentre il docente, sottoposto a tutela dopo le recenti contestazioni, ha ripreso a fare lezione con la presenza di agenti in borghese fuori dalle aule di scienze politiche, nel cortile della facoltà di Strada Maggiore gli attivisti hanno costruito un “check point”: “Professori guerrafondai, casta accademica complice, decine di agenti della polizia permanentemente all’interno dell’Unibo”, scrivono gli attivisti su Facebook. “Se questa è l’università della guerra, noi non gli daremo pace”.

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