ViviSmart: i ragazzi possono cambiare lo stile di vita

Meno cibo-spazzatura, più sport. I bambini imparano in fretta a migliorare lo stile di vita, se i concetti sono semplificati e veicolati loro mediante giochi e laboratori. Lo dimostra il primo bilancio di ViviSmart, il progetto promosso da Coop Italia, Barilla e Danone per riavvicinare le famiglie alla dieta mediterranea, attraverso la formazione dei figli. Un bilancio incoraggiante, presentato a Roma, mercoledì 6 febbraio 2019.

In un anno scolastico – da ottobre 2017 a maggio 2018 – attraverso attività in classe e laboratori in 16 punti vendita Coop, sono stati insegnati ai giovani consumatori concetti semplici e cruciali per migliorare lo stile di vita. Una formazione necessaria, considerati i dati sconfortanti sulle condizioni della popolazione italiana.

Secondo il rapporto Osservasalute 2017 (redatto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore) più di un terzo della popolazione adulta (35,5%) è in sovrappeso, e poco più di una persona su 10 è obesa (10,4%). Complessivamente, il 45,9% degli individui fino ai 18 anni è in eccesso ponderale. Ma l’educazione può molto.

 

Cambiati stili di vita

Intervistati prima, durante e dopo la campagna formativa del progetto ViviSmart, i ragazzi hanno mostrato un cambiamento significativo dello stile di vita. L’11% ha iniziato a bere più acqua e più volte durante la giornata. I bambini che mangiano frutta sono aumentati del 6%, e del 13% sono cresciuti quelli che mangiano verdura.

Anche l’attività fisica – ridotta ai minimi nelle nuove generazioni, abituate a trascorrere ore davanti a videogame e televisore – è migliorata, passando da 3,4 a 3,8 volte di esercizio a settimana, rileva l’Università Lumsa, che ha raccolto ed elaborato i dati di ViviSmart.

 

 

Sfruttati piani comunicativi diversi

“Questo progetto ha sfruttato tutti i piani comunicativi possibili. Nei nostri 16 punti vendita coinvolti nella campagna per 15 fine settimana abbiamo creato punti informativi e attività ludico-formative per trasmettere ai bambini i principi della sana alimentazione e di un sano stile di vita”, dice Renata Pascarelli, direttore Qualità di Coop Italia.

Coinvolte anche le famiglie

La maggiore consapevolezza dei bambini ha influenzato anche le famiglie. Nel 50% dei nuclei coinvolti nel progetto, la spesa alimentare si è modificata in chiave più salutista su richiesta dei figli. Piccoli pedanti rieducatori di genitori prima obbligati a riempire il carrello di cibo-spazzatura. Ora riconvertiti alla salutare dieta mediterranea.

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