Il Papa: “Abbondanza e fame, che paradosso” e poi apre alle donne

Il Papa accusa una società che non riesce ad assicurare una vita dignitosa a tutti.

“Oggi – dice Papa Francesco – nonostante il moltiplicarsi delle organizzazioni e i differenti interventi della comunità internazionale sulla nutrizione, viviamo quello che Papa Giovanni Paolo II indicava come ‘paradosso dell’abbondanza’.
Infatti, “c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi. Questo è il paradosso!'”.

Il Papa ha inviato su questo videomessaggio all'”Expo delle Idee” di Milano.

 

Il posto delle donne nella Chiesa

 

Papa Francesco è oggi intervenuto anche sul rpaporto fra la Chiesa e le donne.

Vanno studiati – ha detto il Papa – “criteri e modalità nuovi affinché le donne si sentano non ospiti, ma pienamente partecipi dei vari ambiti della vita sociale ed ecclesiale”.

Sono state le parole di Francesco, che ha ricevuto in udienza i partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio

 

Uguaglianza e differenza

L’aspetto della “uguaglianza” e della “differenza”, in tema di ruolo e identità delle donne, “non va affrontato ideologicamente – ha detto il Pontefice -, perché la ‘lente’ dell’ideologia impedisce di vedere bene la realtà”. E ancora: “L’uguaglianza e la differenza delle donne, come del resto degli uomini, si percepiscono meglio nella prospettiva del ‘con’, della relazione, che in quella del contro”.

“Da tempo – ha ripreso il Papa – ci siamo lasciati alle spalle, almeno nelle società occidentali, il modello della subordinazione sociale della donna all’uomo, un modello secolare che, però, non ha mai esaurito del tutto i suoi effetti negativi”.

 

La relazione uomo-donna

“Abbiamo superato anche un secondo modello – ha aggiunto -, quello della pura e semplice parità, applicata meccanicamente, e dell’uguaglianza assoluta. Si è configurato così un nuovo paradigma, quello della reciprocità nell’equivalenza e nella differenza”.

Secondo il Papa “la relazione uomo-donna, dunque, dovrebbe riconoscere che entrambi sono necessari in quanto posseggono, sì, un’identica natura, ma con modalità proprie. L’una è necessaria all’altro, e viceversa, perché si compia veramente la pienezza della persona”.

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