Saldi, primi bilanci: bene Milano, tiepido il Veneto

A poche ore dall’inizio ufficiale, la prima stima è arrivata dal Codacons: i saldi non decollano. O almeno non arriva il tanto atteso boom rispetto al 2015. “Si sono formate file di clienti davanti le boutique d’alta moda delle principali città, e in generale la presenza di cittadini in cerca di occasioni è buona”, ha decretato il presidente dell’associazione Carlo Rienzi. “Tuttavia i consumatori sono orientati alla massima prudenza: si gira per negozi, si osservano i capi in vetrina e si monitorano i prezzi, ma ancora non si compra”.

 

Veneto tiepido, Lombardia positiva

Il dato è solo in parte confermato dai dati appena pubblicati da Confcommercio per alcune città. In Veneto l’inizio è stato giudicato ” tiepido”, mentre a Milano si parla di livello di acquisto “soddifacente”. Per la Lombardia, la Camera di Commercio di Monza parla di un trend in rialzo. Dal consueto sondaggio realizzato da Confcommercio e Format Research emerge un aumento della percentuale di consumatori che farà acquisti: il 55% contro il 51% del gennaio 2015.

 

Quasi 180 euro a famiglia

Nonostante qualche anticipo nel weekend precedente l’inizio, sotto la dicitura “vendita promozionale”, il via ufficiale è stato martedì 5 gennaio, mentre la fine varia di regione in regione (sotto l’elenco). Il soggetto sono i saldi, le svendite di fine stagione in vista del rinnovo della merce e, secondo i primi dati dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, le famiglie italiane spenderanno 179,4 ciascuna, in linea con l’anno scorso. Un “galleggiamento”, per Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che se rimane invariato nella cifra vede un incremento dei nuclei che acquisteranno qualcosa: in base alle stime, saranno 9 milioni e 100.000 (+38%) facendo registrare volumi d’affari per 1,68 miliardi di euro.

 

Le date d’inizio e di fine

Ogni regione ha definito il proprio calendario dei saldi. Ecco il periodo in cui nei negozi si potrà comprare a prezzi più convenienti:

  • Abruzzo, Sardegna, Lombardia, Umbria, Toscana, Calabria, Molise ed Emilia Romagna: dal 5 gennaio al 5 marzo
  • Basilicata: dal 5 gennaio al 2 marzo
  • Campania e Friuli: dal 5 gennaio al 31 marzo
  • Lazio: dal 5 gennaio al 15 febbraio
  • Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio
  • Marche: dal 5 gennaio al 1° marzo
  • Sicilia: dal 5 gennaio al 15 marzo
  • Valle D’Aosta e provincia di Trento: dal 5 gennaio alle date definite dai commercianti
  • Veneto, Piemonte e Liguria: dal 5 gennaio al 28 febbraio

Prezzi tagliati soprattutto per i vestiti

In base alle tabelle messe a disposizione dall’Unione nazionale consumatori, la percentuale di sconto sarà più alta rispetto al passato. Quelli più corposi riguardano l’abbigliamento (31,1% mentre bel 2015 era stato del 25,4%, dunque +14,38%). Seguono calzature (27,35%), gli accessori (15,37%), dal -13,7% del gennaio 2015.

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