Tumore al cervello: scoperto il meccanismo che toglie il “freno” alle cellule malate

È la scoperta di due ricercatori italiani, Antonio Iavarone e Anna Lasorella, cervelli in fuga alla Columbia University di New York, quella del meccanismo per cui i tumori proliferano. Lo studio, pubblicato su Nature, si è concentrato sul più aggressivo dei tumori al cervello, il glioblastoma, e da qui viene dimostrato che la proteina Id-2, già da 15 anni studiata dalla coppia di ricercatori, è alla base della proliferazione cellulare del cancro.

Identificato il meccanismo molecolare

Più in generale gli inibitori del differenziamento (Id) “fanno parte della macchina che permette alle cellule staminali di autoreplicarsi, ma ora abbiamo visto che una di queste proteine, la Id-2, è utilizzata dai tumori per creare le cellule staminali tumorali”, ha detto all’Ansa Iavarone che aggiunge: “Abbiamo scoperto anche il meccanismo molecolare che rende questo possibile”. E si tratta di una scoperta di notevole portata “perché le cellule staminali dei tumori sopravvivono alla chemioterapia e sono le responsabili della riformazione del tumore”.

Una lotta da proteine che si combattono

In pratica, quando un tumore inizia a svilupparsi, deve limitarsi a poco ossigeno perché non può creare tutti i vasi sanguigni di cui avrebbe bisogno e lo fa attraverso due proteine, Hif (Hypoxia Inducible Factor) alfa 1 e alfa 2. Queste ultime, però, possono essere combattute da un’altra proteina, Vhl (von Hippel-Lindau), conosciuta come soppressore dei tumori. Ma la carenza d’ossigeno, oltre ad attivare Vhl, attiva anche la Id-2 bloccandola.

Prossimo passo: terapie più efficaci

Il prossimo passo, dunque, è la messa a punto di interventi terapeutici che possano “inibire il complesso e bloccare la crescita del tumore”, ha spiegato ancora Iavarone. “Non utilizzando farmaci, ma manipolazioni, siamo riusciti a prevenire il legame tra le due proteine, bloccando lo sviluppo di tumori aggressivi del cervello”. Ora resta da “”identificare composti chimici che vadano a bloccare il meccanismo. Sarà come disinnescare una bomba: la proteina Id2 resterà lì, ma non funzionerà più”.

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