Benzina, Federconsumatori sul piede di guerra: “Prezzi inaccettabili”

In un anno, il petrolio ha perso il 30% delle sue quotazioni arrivando a 40 dollari al barile rispetto ai 60 di fine 2014, ma chi ha fatto rifornimento nel 2015 ha speso 120 euro in più rispetto a quello che avrebbe speso se il prezzo della benzina fosse variato in proporzione. E un anno fa i consumatori sborsavano per un litro di benzina 1,624 euro e uno di diesel 1,532 euro in base agli archivi del ministero dello Sviluppo economico. Al 30 novembre, invece, si spendevano rispettivamente 1,458 euro al litro per la benzina e 1,339 euro per il gasolio. Solo il 10-12% in meno.

I fattori che incidono sul prezzo

Perché? I fattori che giovano a sfavore delle tasche degli italiani sono sostanzialmente 2. Da un lato c’è il tasso di cambio e dell’altro la tassazione che, su 1,458 euro per un litro di benzina, assorbe quasi un euro (992 centesimi) in accise (728 centesimi) e Iva (263 centesimi). E poi ci sono i costi fissi per impianti, personale, raffinazione e distribuzione.

Il presidente Trefiletti: “Intervenga il governo”

Il problema principale è “la tassazione micidiale”, spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. “Con 6 cent in più al litro la ricaduta negativa per un automobilista medio (consumo 100 litri al mese) è di circa 72 euro di costi diretti e di 45 euro di costi indiretti (bollette, trasporti, eccetera). Chiediamo una riduzione del prezzo della benzina oppure che intervenga il governo”. Quindi “con il petrolio a prezzi così bassi ci aspettiamo una riduzione importante perché quello attuale è inaccettabile”.

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