L’Airc: “Il metodo Hamer non cura il cancro”

Il metodo prende il nome da un ex medico di 81 anni, Rike Geerd Hamer. Ex perché il suo inventore non è più abilitato all’esercizio della professione dopo che nel 1986 un tribunale tedesco gli ha revocato la licenza e la sua Nuova medicina germanica (Nmg) non è riconosciuta come una pratica efficace nella lotta al cancro. I precedenti giudiziari di Hamer, poi, confermano l’infondatezza del suo approccio ben prima della morte della diciottenne padovana e dalla mamma riminese, affette rispettivamente da leucemia e tumore al seno.

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La morte del figlio e le accuse a Vittorio Emanuele di Savoia

L’inizio dell’abbandono della medicina occidentale per Hamer inizia con la morte del figlio Dirk (nell’immagine sopra). Era il 1978 e fu ucciso dalle conseguenze di un colpo di fucile per il quale venne processato e assolto Vittorio Emanuele di Savoia. Un anno dopo il medico si ammalò di cancro al testicolo e attribuì la malattia allo choc psicologico per la perdita del figlio. Di qui l’idea che le patologie siano originate da traumi emotivi irrisolti e che, risolvendo quelli, anche l’organismo sia in grado di guarire.

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Le “leggi della biologia” tra psiche e malattia

Nel metodo messo a punto dell’ex medico tedesco, per procedere ci si basa su una serie di “leggi della biologia”: oltre all’origine psicologica della malattia, per guarire si dovrebbe agire su un doppio livello, lavorando al contempo sul “conflitto attivo” e sulla guarigione. Che sarebbe favorita da “agenti microbici” all’origine del tessuti umani e dal “programma biologico speciale della natura”. Ma cosa c’è di fondato in tutto questo?

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L’Airc: “Contrario alle leggi della fisiologia umana”

Il sito dell’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, è esplicito nella risposta: “Dal punto di vista scientifico, le leggi della biologia di Hamer non sono altro che invenzioni, in contrasto con quello che è noto e dimostrato sulla fisiologia umana”. Sulla stessa linea anche Umberto Veronesi (nella foto sopra), direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia. Per l’ex medico tedesco, la condanna internazionale della Nmg, sarebbe invece la conseguenza di un boicottaggio “giudaico”. Il che, oltre ai guai con la giustizia legati alla sua presunta pratica medica, gliene ha portati altri per incitamento all’odio razziale.

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