Qual è la minerale più adatta alle tue esigenze? Scoprilo con noi (tabella)

Difficoltà nella concentrazione? Può dipendere dalla disperazione da fine vacanze. Ma anche dal ritorno alle cattive abitudini, come bere troppo poco. “Dovremmo bere almeno ogni due-tre ore, anche perché una carenza nell’idratazione inficia le capacità cognitive, rendendo più difficile la concentrazione”, dice Giorgio Donegani (nella foto sotto), esperto in Nutrizione e direttore scientifico della Fondazione italiana per l’educazione alimentare, che ci aiuta a comprendere meglio l’importanza dell’acqua nella dieta quotidiana, distinguendo tra le varie acque minerali quelle più adatte alle varie esigenze.

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Dottor Donegani, davvero dovremmo bere due litri di acqua al giorno?

Convenzionalmente si consiglia di bere almeno 8 bicchieri di acqua tutti i giorni, ma non c’è una regola fissa. Il bilancio idrico dipende da diversi fattori: quanto si suda, se si fa sport… chi corre può eliminare anche più di due litri di acqua in un giorno. L’importante è che i circa due litri e mezzo che eliminiamo – attraverso la traspirazione, le urine e le feci – vengano reintrodotti con l’acqua e i cibi che la contengono. La quantità può variare da 1,5 a 2-2,5 litri al dì. Ma in chi mangia molta frutta e verdura il fabbisogno idrico viene già parzialmente coperto.

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Conferma l’utilità del bicchiere d’acqua al risveglio e l’astensione durante i pasti?

Bere al mattino è importante perché durante la notte la traspirazione continua e al risveglio, dopo il lungo digiuno, il fisico è un po’ disidratato. È falso, invece, che sia sbagliato bere durante i pasti. Al contrario, bere aiuta la deglutizione e rende più piacevole il pasto. Altra leggenda da sfatare è il divieto di bere quando si è sudati: è invece proprio la condizione in cui bere è particolarmente importante. Ovviamente evitando l’acqua troppo fredda. E senza aspettare di avere sete.

Dovremmo bere anche senza avere sete?

Certo, perché la sete è un segnale di disagio dell’organismo. Non bisogna aspettare che si presenti. Dovremmo invece bere almeno ogni due-tre ore. Il problema si pone specialmente per i bambini a scuola, dove raramente si osserva questa raccomandazione. Eppure, alcuni studi dimostrano che una carenza nell’idratazione inficia le capacità cognitive, rendendo più difficile la concentrazione e l’apprendimento. In particolare, nei bambini fino ai 4 anni il centro della sete non è perfettamente funzionante, perciò è utile offrire loro spesso dell’acqua, ma senza forzarli a bere.

Acqua di rubinetto o minerale in bottiglia?

La cosiddetta “acqua del sindaco” è certamente una scelta conveniente sul piano economico, ma per la minerale può fare propendere qualche ragione specifica. Ci sono zone in cui l’acqua di rubinetto ha un sapore particolare, e quindi risultare sgradevole per mere ragioni di gusto, o aree in cui può esservi una eccessiva presenza di nitrati: un rischio che riguarda anche l’acqua minerale in bottiglia e che si può verificare nelle zone caratterizzate da coltivazioni intensive con uso di pesticidi e fertilizzanti.

Come possiamo tutelarci da questo rischio?

La quantità massima di nitrati nell’acqua è stabilita in 45 mg/l, ridotti a 10 mg/l per le donne in gravidanza e per i bambini. L’eventuale presenza di nitrati nelle acque imbottigliate è indicata in etichetta, mentre per le acque di rubinetto il dato è comunicato sul sito web della società che eroga il servizio o dalla Asl, che è obbligata a rispondere a una eventuale richiesta del cittadino. In caso di dubbi, per le categorie più sensibili vale la pena di scegliere la minerale, ricordando che i rischi diminuiscono tanto più in alto si trova la fonte. L’acqua di montagna percorre meno strada, quindi raccoglie meno minerali e meno inquinanti.

Meglio evitare l’acqua frizzante?

Una leggenda da smontare è che l’acqua frizzante sia nociva. Non solo l’effetto lievemente anestetico sulle mucose la rende più dissetante, ma è utile alle donne in gravidanza per combattere la nausea.

Come valutare il residuo fisso?

Attenzione al residuo fisso (o residuo secco), cioè alla quantità di sali presenti, sia nell’acqua di rubinetto, sia in quella minerale. Il limite insuperabile per l’acqua potabile è 1.500 mg/l, e sotto questa soglia si distingue tra acqua minerale mediamente mineralizzata (fino a 1.500 mg/l), oligominerale (fino a 500 mg/l) – indicata per un consumo quotidiano – e acqua minimamente mineralizzata, in genere di montagna, con un massimo di 50 mg/l.

Come scegliere l’acqua più adatta alle proprie esigenze?

L’acqua minimamente mineralizzata è la tipologia più adatta per diluire il latte in polvere, perché una presenza eccessiva di minerali modificherebbe il contenuto di sali nel latte, realizzato secondo una ricetta che già ne contiene la giusta quantità. Per il resto, i sali non vanno demonizzati, ma la prima funzione dell’acqua è idratare. Se ne beviamo 2 litri al giorno è meglio che il contenuto di sali sia medio, come nelle oligominerali e come in molte acque di rubinetto. Caso diverso è per lo sportivo che può scegliere anche un’acqua più mineralizzata – come Uliveto o Ferrarelle – perché suda molto ed elimina molti sali: magnesio, potassio e sodio vanno via con il sudore e non solo con le urine”.

L’acqua molto calcarea fa male?

Contrariamente a quanto si crede, l’acqua può essere una buona fonte di calcio. Il calcare è fastidioso per il ferro da stiro o gli elettrodomestici, ma non per l’organismo.

Come valuta i claim che pubblicizzano il ridotto contenuto di sodio o la utilità di certi minerali?

Alcune acque, come la Lete, pubblicizzano il ridotto contenuto di sodio, ma la dose che assumiamo con l’acqua è piccolissima, insignificante, in confronto a quella che proviene dal cibo. Perché incida sull’apporto quotidiano dovremmo bere litri e litri della stessa acqua tutti i giorni. Lo stesso discorso vale per il magnesio, utile assieme al potassio, ma non significativo nell’acqua quanto il calcio. Una buona quantità di magnesio è utile contro i crampi, ma ne assumiamo di più col cibo.

E sulle altre classificazioni, per esempio le acqua carbonate o ricche di solfato, vale lo stesso discorso?

Le acque carbonate, ricche di acido carbonico, possono aiutare la digestione, perché esercitano un effetto tampone, come il bicarbonato. E quelle ricche di solfato hanno un minimo effetto lassativo. Ma non hanno nulla a che vedere con le acque sulfuree dei centri termali, per le quali ha davvero senso parlare di acque terapeutiche.

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