Il Papa incontra i genitori di Beau, il ragazzo ucciso nel Tevere

Papa Francesco ha voluto dare un segno di solidarietà in una tragedia che li ha sconvolti. Questa mattina, prima dell’udienza nell’Aula Paolo VI con i pellegrini provenienti da Lione, intorno alle 9, il Papa ha incontrato i genitori di Beau Solomon, il ragazzo americano trovato morto nel Tevere nei giorni scorsi, “manifestando loro i sentimenti della più viva partecipazione e compassione, e la sua vicinanza nella preghiera al Signore per il giovane così tragicamente scomparso”.

La notizia è stata divulgata da padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana.

Sembrava barcollante

Sembrava ubriaco e barcollante Beau Solomon quando, in compagnia di due persone, ha raggiunto la banchina del Tevere. A confermarlo sono stati alcuni testimoni della terribile serata. Il giovane studente americano sarebbe stato avvicinato da due persone con l’intento di derubarlo della carta di credito. I due avrebbero portato Solomon sulla banchina del fiume a pochi metri dal ponte Garibaldi e li lo avrebbero abbandonato dopo averlo derubato.

 

Il senzatetto arriva dopo sulla scena

In una fase successiva lo sfortunato studente si è imbattuto sulla banchina del Tevere in Massimo Galioto, il senza fissa dimora che è stato fermato, con cui sarebbe nata una violenta lite. Il giovane sarebbe stato colpito con due calci e poi spinto nel fiume. Gli investigatori escludono un collegamento tra i responsabili del furto della carta di credito, usata nei giorni successivi a Milano, e Galioto.

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Indagini anche tra i punkabbestia

In ogni caso indagini sono in corso anche negli ambienti dei punkabbestia di Trastevere, che Galioto frequentava, per rintracciare gli autori della rapina che ha preceduto la morte di Beau.

 

Galioto è tornato a dormire insieme alla sua compagna sul lungotevere
Dopo aver spinto nel fiume lo studente, Massimo Galioto non è fuggito ma è tornato a dormire nella tenda sulla banchina del Tevere, a pochi metri da ponte Garibaldi, assieme alla compagna. Il senzatetto avrebbe ammesso di avere avuto una lite con il giovane.

 

Identificato il corpo di Beau

È di Beau Solomon, lo studente americano della John Cabot scomparso quattro giorni fa a Roma (nella foto in apertura), il corpo recuperato dai vigili del fuoco nelle acque del Tevere. Non ci sono più dubbi: il cadavere ripescato è quello dello studente americano, che ha 19 anni. Sulla vicenda indaga la polizia e la magistratura per omicidio. Al momento il corpo non è stato ancora identificato. Per avere la certezza si attende l’eventuale riconoscimento dei genitori del ragazzo, che era a Roma per frequentare un corso estivo della John Cabot University.

Le accuse contro un senza fissa dimora

Nella mattinata di oggi, martedì 5 luglio, è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario un uomo di 41 anni. Si chiama Massimo Galioto, è senza fissa dimora e di fronte alle domande degli inquirenti sarebbe caduto varie volte in contraddizione. Gli è stata contestata anche l’aggravante dei futili motivi.

Aggressione sfociata in omicidio

Secondo la ricostruzione degli investigatori, c’è stata un’aggressione finita con l’omicidio e il lancio del corpo nel Tevere. Al momento si sta appurando se sia stato Galioto a prendere il portafogli di Beau con le carte di credito usate poi a Milano spendendo 1.700 euro. Rimane da chiarire anche il ruolo di altri uomini visti dai testimoni. Farebbero parte del giro di punkabbestia che frequentano Trastevere e ponte Garibaldi.

 

Una ferita alla testa e la camicia sporca di sangue

Ha una vistosa ferita alla testa e la camicia bianca intrisa di sangue. Il pm che segue le indagini è Marcello Monteleone e si sta concentrando sulle ultile ore di vita del giovane. La salma del ragazzo è stata presa in consegna dalla polizia mortuaria e portata all’obitorio della Sapienza per l’autopsia e anche il riconoscimento da parte dei parenti. Nelle ultime ore parenti e amici del ragazzo avevano rivolto appelli tv e via social sperando di rintracciarlo.

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Due testimoni: “L’hanno buttato nel fiume”

“Abbiamo visto un uomo che ha gettato una persona nel Tevere”: così due testimoni avrebbero visto la terribile scena in cui una persona nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio ha gettato nel fiume all’altezza di Ponte Garibaldi, quindi in centro storico, quello che molto probabilmente era Beau Solomon. I testimoni, due italiani, hanno subito dato l’allarme la notte stessa.

 

Non si tratta di una disgrazia, ma di una morte violenta

I genitori di Beau sono partiti per raggiungere Roma dopo avere saputo della scomparsa del figlio, di cui si è avuta notizia solo l’altro ieri. Si era detto che aveva lasciato un pub e non si era più visto. Evidentemente ci devono essere degli altri elementi.

Per gli inquirenti è omicidio

Non è una disgrazia ma forse un omicidio: questa è l’ipotesi investigativa per risolvere il giallo che avvolge la scomparsa dello studente. Del resto Beau era un ragazzone che, come mostra la foto, aveva le spalle larghe per praticare il football americano. Si valuta anche l’ipotesi che il ragazzo posa essere stato vittima di una rapina: gli sono stati presi portafogli e telefonino e risultano acquisti effettuati con la sua carta di credito a Milano.

Aveva sconfitto il cancro

Un passato difficile, quello di Beau Solomon. Undici anni fa si era infatti ammalato di cancro e per sconfiggerlo era stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici, accompagnati da cicli di chemioterapia. Ai tempi i giornali americani pubblicarono la foto di Beau con Brett Lorenzo Favre, quarterback dei Green Bay Packers, di cui era tifoso.

Studente modello e responsabile

Impegnato in politica con i giovani repubblicani, il diciannovenne, nato a Spring Green, un paese di 1.600 abitanti del Wisconsin, era uno studente modello e aveva 3 fratelli. Proprio la mitezza e il suo senso di responsabilità sono stati per la famiglia motivo di allarme fin dai primi momenti della scomparsa: mai si sarebbe allontanato di sua volontà senza dare notizie di sé.

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