Scuola: approvato il decreto con 145 Sì e 122 No

La Camera, impegnata nell’esame del decreto scuola, ha interrotto i propri lavori, per consentire la sanificazione dell’aula. La seduta è ripresa alle 24 ed è proseguita ininterrottamente, tranne le sospensioni per la sanificazione, fino alle 11,30 quando si effettuerà il voto finale sul decreto.

Alla fine il decreto tanto tormentato e dopo ore e ore di discussione è stato approvato in maniera molto netta: 145 Sì e 12 No.

 

Ruoli invertiti con l’opposizione

Si sono invertiti i ruoli tra maggioranza e opposizione nel muro contro muro sul decreto scuola, all’esame della Camera.

Dopo la giornata di giovedì in cui le opposizioni, specie la Lega, hanno fatto ostruzionismo nel tentativo di farlo decadere, è stata poi la maggioranza a chiudere i canali di dialogo, mentre diversi esponenti del centro-destra, specie Fi e Fdi, hanno cercato invano contatti con i gruppi della coalizione di governo per trovare un accordo e concludere il voto in giornata.

 

Esami di maturità a rischio

Infatti, l’eventuale decadenza del decreto farebbe saltare gli esami di maturità, scenario che susciterebbe la rabbia delle famiglie che potrebbe scaricarsi contro le opposizioni. Giovedì pomeriggio, dopo il voto di fiducia incassato dal governo, è iniziato l’ostruzionismo sugli ordini del giorno, i documenti di indirizzo sull’applicazione del decreto. L’obiettivo era impedire l’approvazione del decreto entro domani, domenica 7 giugno, la sua decadenza, con conseguente richiesta di dimissioni del ministro Azzolina. Un tentativo di spallata al governo. Di qui la decisione della maggioranza giovedì a mezzanotte di ricorrere alla seduta fiume, vale a dire senza interruzioni, tranne quelle ogni tre ore per sanificare l’Aula.

I lavori sono dunque proseguiti tutta la notte e tutta la giornata di venerdì e proseguono, ininterrottamente, fino a stamattina con il voto finale.

 

Il Sì alla fiducia

L’Aula di Montecitorio ha approvato, con 305 voti favorevoli e 221 voti contrari, la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato (Approvato dal Senato) (C. 2525​), nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.

Il decreto pertanto è legge.

 

A Palazzo Chigi vertice con Conte

 

Intanto è in corso, a Palazzo Chigi, il vertice sulla scuola per decidere delle riaperture a settembre, ieri assicurate dallo stesso premier Giuseppe Conte. È il presidente del Consiglio a presiedere la riunione voluta dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e alla quale sta prendendo parte anche la ministra ai Trasporti e alle Infrastrutture Paola De Micheli. Partecipano all’incontro, per gli enti locali, il numero uno dell’Anci, Antonio Decaro, e il presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nonché sindacati -sul piede di guerra- rappresentanti di famiglie e studenti.

 

 

La fiducia a Montecitorio

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha annunciato, in aula alla Camera, che il governo ha posto la fiducia sul ddl di conversione del decreto sulla Scuola.

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che la votazione per appello nominale sulla questione di fiducia prenderà il via oggi, giovedì 4 giugno, alle 16,15.

 

Dichiarazioni di voto dalle 14,45

Dalle 14,45, sempre di oggi, sono invece in programma le dichiarazioni di voto.

Dopo la fiducia, dalle 20 alle 24, l’esame del provvedimento riprenderà con i pareri del governo sugli ordini del giorno, l’illustrazione degli odg e le votazioni che poi ricominceranno venerdì mattina dalle 9. Il termine per la presentazione degli ordini del giorno è stato fissato a stamattina alle 10.

 

 

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