Eletti al primo turno i sindaci di Cagliari, Rimini e Salerno (tutti di centro-sinistra)

Un primo turno pieno di risultati significativi quello di domenica 5 giugno. E quasi ovunque si va ai ballottaggi. La sorpresa che poi tanto sorpresa non è arriva da Roma, dove la candidata dei 5Stelle Virginia Raggi (nella foto in apertura e in basso) si attesta al 35,7%. Al secondo posto il Pd riesce a piazzare Giachetti con il 24,6. La destra paga le divisioni: restano fuori sia la Meloni col 20% che il candidato scelto in extremis da Berlusconi, Alfio Marchini, che ha totalizzato il 10,91% dei voti. La Raggi sprizza ottimismo e in un video dichiara: “Sapremo governare Roma”.

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A Milano al ballottaggio viene consegnato un appassionante testa a testa, tra il candidato del centro-sinistra, Sala, col 41,6% e quello del centro-destra, Parisi col 40,9%. Il 5Stelle Corrado si ferma al 10%.

A Napoli il ballottaggio – come ci si attendeva – esclude la Valente una candidata troppo debole, scelta dal Pc solo per far dispetto all’ex sindaco e governatore della Regione, Antonio Bassolino. Il ballottaggio sarà, quindi, tra il sindaco uscente, De Magistris, col 42,8% e il candidato del centro-destra Lettieri, fermo al 23,7. La Valente supera a stento il 21%.

Nemmeno a Torino il sindaco uscente, Piero Fassino, ce la fa al primo turno. Si ferma al 41,8%. Distante anche se con un buon risultato la Apendino candidata dei 5Stelle.

A Bologna, infine, ci si attendeva il passaggio del sindaco uscente Virginio Merola (Pd e centro-sinistra) al primo turno. Ma così non è: si ferma, infatti, al 39,7%, anche se quasi doppia la candidata del centro-destra, Lucia Borgonzoni, al 22,2%.

Se ne parlerà fra due settimana, dopo il ballottaggio conoscere i nomi dei sindaci di quste come delle altre principali città. Ora scattera il gioco delle alleanze.

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L’eccezione Cagliari, Rimini e Salerno

Si profila il colpaccio al primo turno, unico in controtendenza con le città capoluogo, per Massimo Zedda (nella foto qui sopra e in apertura). Il sindaco uscente di Cagliari esponente di Sel sostenuto dal centrosinistra e dal Psd’Az. Con 144 sezioni su 174 ha raggiunto il 50,8% e sorpassato abbondantemente lo sfidante del centrodestra, l’ex senatore di Fi e Pdl Piergiorgio Massidda, che sta intorno al 32%, viene confermato. A seguire A seguire Maria Antonietta Martinez (5Stelle) al 9.05%. Ma il dato non è ancora definitivo. Da notare che a Cagliari c’è stato il crollo dei votanti, rispetto alle elezioni precedenti.

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Più netta la vittoria dell’altro sindaco uscente, Andrea Gnassi (Pd, nella foto sopra), che a Rimini ce la fa al primo turno con il 57% dei voti. Meno positivo è il dato sull’affluenza, che risale al 57,72% (contro il 34,21% delle regionali del 2014), ma resta sotto di quasi 10 punti rispetto alle precedenti amministrative (67,81%).

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Infine risultato raggiunto al primo turno anche a Salerno, dove Vincenzo Napoli (nell’immagine sopra), candidato del centrosinistra, ha superato il 70% raccogliendo l’elogio pubblico del Regione Campania Vincenzo De Luca.

 

L’affluenza in Italia al 62,14%

C’è voluta quasi un’ora per avere una stima dell’affluenza alle urne alle 23 di domenica 5 giugno. Nell’orario di chiusura dei seggi per le elezioni amministrative, la percentuale degli elettori che si sono recati alle urne è stata superiore al 60%. Il dato definitivo, giunto nella notte, è del 62,14%. Le precedenti percentuali di affluenza sono state del 46,01% alle ore 19 e del 17,99 alle ore 12.

 

Gli exit poll nelle principali città

Roma

Exit Ipr-Piepoli, avanti Raggi – Giachetti – Secondo il primo exit poll di Ipr Istituto Piepoli per La Rai, a Roma il candidato M5s Virginia Raggi è in vantaggio con il 34-38%, segue il candidato Pd Roberto Giachetti con il 20-24%. Raggi e Giachetti andrebbero così al ballottaggio. Giorgia Meloni è invece al 16-20% mentre Alfio Marchini si attesta al 9-13%.

Sondaggio Tecnè, Raggi 30-34%, Giachetti 23-27% – Secondo un sondaggio fatto da Tecnè per Mediaset su un campione di 2000, con margine di errore +/-2.2%, a Roma Virginia Raggi sarebbe al 30-34%, Roberto Giachetti al 23-37%, Giorgia Meloni al 18-22%, Alfio Marchini all’11-15% e Stefano Fassina al 4-7%.

Napoli

Exit Ipr-Piepoli, avanti De Magistris-Lettieri – Secondo il primo exit poll di Ipr-Istituto Piepoli per la Rai a Napoli in testa è Luigi De Magistris con una forchetta 43-47%, seguito da Gianni Lettieri con una forchetta 20-24%. De Magistris e Lettieri andrebbero così al ballottaggio. Valeria Valente si attesta in una forchetta 15-19%.

Exit Emg, avanti De Magistris-Lettieri – Secondo il primo exit poll Emg per La 7 a Napoli in testa è Luigi De Magistris, con una forchetta 38,5-42,5%, seguito da Gianni Lettieri che si attesta in una forchetta 22-26%. I due andrebbero così al ballottaggio. In terza posizione Valeria Valente, con una forchetta 18.5-22,5%, seguita da Matteo Brambilla che si attesta in una forchetta 9-13%.

Milano

Exit Ipr-Piepoli, avanti Sala-Parisi – Secondo il primo exit poll di IPR-Istituto Piepoli per la Rai, a Milano Giuseppe Sala è in vantaggio con il 41-45%, mentre Stefano Parisi è al 35-39%. Sala e Parigi andrebbero così al ballottaggio.

Exit Ipr-Piepoli, avanti Sala e Parisi – Secondo il primo Exit poll Ipr Istituto Piepoli la Rai a Milano Giuseppe Sala è al 38%-42%, Stefano Parisi con al 36,5%-40,5%. I due andrebbero così al ballottaggio.

Torino

Exit Ipr-Piepoli, avanti Fassino-Appendino – Secondo il primo exit poll di Ipr-Istituto Piepoli per la Rai a Torino in testa è il candidato del Pd Piero Fassino che si attesta in una forbice 39-43%, seguito dalla candidata del M5S Chiara Appendino, in una forbice 28-32%. Fassino e Appendino andrebbero così al ballottaggio. Alberto Morano si attesta in una forbice 8-10%.

L’affluenza alle 19 nelle città al voto

Sale l’affluenza al voto alle ore 19. La media nazionale – secondo il ministero dell’Interno – si sarebbe assestata sul 46%. Inizialmente si diceva che avesse superato il 50%, poi il dato è stato corretto. Tutto da verificare, quindi, il reale andamento, tenendo conto che metropoli come Roma sono sotto il 40% con il peso dei due milioni di elettori della Capitale.

A Torino, secondo i dati forniti dal Viminale, alle 19 l’affluenza alle urne è al 41,32% (pari a 287.452 elettori su 695.740). Meglio Milano col 42,44%. A Roma il trend dell’affluenza è inferiore. Secondo gli ufficid del Campidoglio gli elettori alle ore 19 erano pari al 39,4%.

Trieste si attestava al 42.72%, Cagliari al 40,16%. A Bologna l’affuenza più alta tra i grandi comuni: ha votato il 46,44%. A Napoli un dato ancora più basso rispetto a quello di Roma col 38%.

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L’andamento dell’affluenza alle 12

Arriva poco dopo mezzogiorno la prima rilevazione del ministero degli Interni sui votanti per le amministrative del 5 giugno. Il primo dato diffuso dal ministero fissa il numero dei votanti intorno al 18%, come media nazionale, una percentuale più elevata rispetto a quella che ci si attendeva. Da sottolineare che si tratta ancora di un dato parziale.

La cifra, infatti, è provvisoria e relativa a 1051 comuni su 1274. E poi bisogna disaggregare il dato città per città: a Torino, per esempio, a mezzogiorno aveva votato il 14% degli aventi diritto, mentre a Bologna quasi il 20% dei cittadini si era recato alle urne: il 19,91% per l’esattezza. A Napoli il 15,20%. A Roma il 14,12%. A Milano, infine, il 15,56%.

Questo l’elenco delle percentuali dei votanti nei maggiori comuni:

Bologna -> 19,91%
Cagliari -> 18,13%
Milano -> 15,56%
Napoli -> 15,20%
Roma -> 14,12%
Torino -> 14,05
Trieste -> 18,78%

Nella precedente tornata elettorale in molti comuni le elezioni si erano svolte in due giorni e quindi non esiste una comparazione possibile.

Le urne resteranno aperte fino alle 23. I primi exit poll saranno mandati in onda proprio alle 23 su La7 di Enrico Mentana.

 

Al voto oltre 13 milioni di elettori

Urne aperte oggi – domenica 5 giugno – in 1.343 comuni (sono quasi 13,5 milioni di elettori) per l’elezione di sindaci, consigli comunali e consigli circoscrizionali dalle 7 alle 23. Si vota solo nella giornata di oggi e lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. Attesa una partecipazione non elevatissima delgi elettori. L’eventuale ballottaggio è fissato fra 2 settimane, domenica 19 giugno. Il ministero dell’Interno ha pubblicato l’elenco completo dei comuni al voto e l’elenco completo dei candidati. Tra le città principali ci sono Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Cagliari e Trieste.

 

I candidati di Roma

Sono 5 i candidati a sindaco di Roma. Si tratta di Virginia Raggi (Movimento 5 stelle), Stefano Fassina (Sinistra Italiana), Roberto Giachetti (Partito democratico), Alfio Marchini (sostenuto da Berlusconi e Alfano) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia e Lega Nord).

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I candidati di Milano

I candidati a sindaco in lizza a Milano comprendono Giuseppe Sala (Partito Democratico, sopra), Gianluca Corrado (Movimento 5 Stelle), Stefano Parisi (Io corro per Milano), Basilio Rizzo (Milano in Comune), Marco Cappato (Radicali), Luigi Santambrogio (Alternativa Municipale), Nicolò Mardegan (NoixMilano), Maria Teresa Baldini (Fuxia People) e Natale Azzaretto (Partito Comunista dei Lavoratori).

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I candidati di Bologna

Sei invece in corso a Bologna per la poltrona più alta di Palazzo d’Accursio. La roba comprende il sindaco uscente Virginio Merola (Partito Democratico, sopra), Massimo Bugani (Movimento 5 Stelle), Lucia Borgonzoni (Centrodestra e Lega Nord), Federico Martelloni (Coalizione Civica), Manes Bernardini (Udc e Nuovo centrodestra) e Mirko De Carli (Popolo della Famiglia).

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I candidati di Napoli

Affollata anche la gara di Napoli, con 9 candidati. Si parte con il sindaco uscente Luigi De Magistris (Napoli in Comune, sopra) e si prosegue con Valeria Valente (Partito Democratico), Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), Luigi Mergogliano (Popolo della Famiglia), Marcello Taglialatela (Napoli Terra Nostra e Fratelli d’Italia), Martina Alboreto (Fratelli del Popolo Italiano), Domenico Esposito (Qualità della Vita per Napoli), Nunzia Amura (Partito Comunista) e Paolo Prudente (Partito Comunista dei lavoratori).

Cosa serve per votare

Per poter votare, è necessario avere la tessera elettorale. In caso non se ne disponga o ne serva una nuova, si può richiedere presso gli uffici elettorali del comune di residenza che rimarranno aperti dalle 9 alle 18 nei due giorni che precedono il voto e il 5 giugno dalle 7 alle 23. È indispensabile avere anche un documento d’identità con fotografia in corso di validità.

Come si esprimono le preferenze

Il proprio voto di esprime tracciando una croce sul simbolo della lista riportato sulla scheda elettorale. A fianco c’è il nome del candidato sindaco. Nei comuni sotto i 5.000 abitanti si può esprimere anche un voto di preferenza per il candidato consigliere. Per quelli da 5.000 a 15.000 abitanti e sopra quest’ultima soglia, le preferenze possono essere 2, ma attenzione: occorre scegliere un uomo e una donna, pena la nullità del voto.

Il voto degli italiani all’estero

Al voto anche gli italiani che vivono all’estero che potranno farlo rientrando nel paese e recandogli ai seggi allestiti nel comune di residenza. Per le amministrative, non è previsto il voto per corrispondenza e dunque il ritorno in Italia è l’unica possibilità per poter votare.

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