Ergastolo per l’ex fidanzato, la mamma di Sara: “È giusto, non si è mai pentito”

Giustizia è fatta e senza sconti. È stato condannato all’ergastolo Vincenzo Paduano, ex fidanzato killer e stalker di Sara Di Pietrantonio. La sentenza è arrivata ieri, 5 maggio, dopo due ore di camera di consiglio. Ad attenderla i genitori e le amiche e gli amici di Sara.

La mamma: “Sentenza giusta e morale”

“È una sentenza giusta e morale” ha detto la madre di Sara subito dopo la lettura della sentenza. “Ho vissuto questo ultimo anno in apnea e oggi abbiamo ottenuto un primo gradino importante della giustizia, spero che non sia  l’ultimo. Mia figlia non me la ridarà nessun,o ma oggi posso respirare finalmente una boccata d’aria fresca”.

La signora ha poi aggiunto: “Da parte di Paduano non c’è stato nessun pentimento e per questo sono contenta di questa sentenza. Lui non ha mai raccontato quello che ha fatto, è stato solamente costretto ad ammettere, di fronte alle prove, quello che è successo”.

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La richiesta del Pm il 7 aprile

Nonostante il rito abbreviato, la pubblica accusa non gli vuole fare sconti di pena. La pm Maria Gabriella Fazi ha chiesto oggi l’ergastolo come unica condanna da pronunciare nei confronti di Vincenzo Paduano, il responsabile reo confesso dell’omicidio dell’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, 22 anni. Maria Gabriella Fazi non ha avuto dubbi, al termine di una sofferta requisitoria nel corso dell’udienza con rito abbreviato di venerdì 7 aprile che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Secondo l’accusa, nel caso dell’ex guardia giurata, lo socnto può consistere unicamente nell’evitare l’isolamento diurno. In altri termini la pm ha chiesto una pena esemplare per un omicidio di «inaudita ferocia».

 

 

Le notizie del 4 marzo 2016

Rito abbreviato per Vincenzo Paduano, il vigilante di 28 anni, che la mattina del 29 maggio del 2016, in via della Magliana, uccise e diede fuoco all’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio perché non accettava che lei – dopo averlo lasciato – avesse una storia con un altro ragazzo. Nonostanta l’efferatezza del crimine, il giovane sarà giudicato con il rito abbreviato (che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena).

Lo ha deciso il gup Gaspare Sturzo che emetterà la sentenza nell’udienza del 5 maggio prossimo dopo aver fissato per la discussione tra le parti le date dal 7 e del 10 aprile.

“Ma perché vuoi uccidermi?”

“Perché vuoi uccidermi?” chiede lei e lui le risponde: “Servirebbe a qualcosa?”.

Oggi, venerdì 3 marzo, Vincenzo Paduano, 28 anni, potrà spiegare a cosa è servito strangolare e dare fuoco a Sara Di Pietrantonio, 22, la ragazza con cui era stato per due anni prima che lei decidesse di lasciarlo. Il gup potrebbe tornare a contestare la premeditazione, esclusa in precedenza. Era il 29 maggio 2016, alla periferia di Roma, e ora per il giovane, ex guardia giurata accusato di omicidio premeditato e stalking, si apre la fase dell’udienza preliminare.

 

“Controllo su Sara diventa esponenziale”

Agli atti del processo ci sono i messaggi, pubblicato dal Corriere della Sera, che i due ragazzi si scambiarono prima del delitto, scatenato dalla nuova relazione della vittima. Per i magistrati, “il controllo di Vincenzo su Sara aumenta in modo esponenziale nel tempo assieme al sentimento di gelosia” dopo un rapporto “normale fino a metà del 2015”. “Ho paura di te dopo quello che mi hai fatto”, ha scritto Sara all’ex fidanzato che le chiedeva un incontro. Però poi ha finito con l’accettare: “Ma sono convinta che tu mi debba delle scuse. Sì, ti voglio vedere, voglio sentire cosa devi dirmi”.

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Lei cercava di tranquillizzarlo

“Pensavo che se davvero hai paura, un luogo affollato dovrebbe farti stare tranquilla”, le risponde Vincenzo. Sara fa la dura: “Non ho paura che tu mi uccida. Ho paura di come puoi comportarti e del fatto che martedì ho l’esame di diritto”. Perché gli risponde in questo modo? Per la procura di Roma, “la ragazza cercava in ogni modo di tranquillizzarlo e assecondare le sue continue richieste”.

Voleva accedere ai social di Sara

Vincenzo, però, non si placa. Da gennaio 2016 diventano “sempre più frequenti e pressanti le richieste di foto e le verifiche di accessi e presenze social di Sara e dei suoi amici”. E a fine maggio, dopo che Sara aveva trascorso la serata con il suo nuovo fidanzato, ecco che lui attua il suo piano: uccidere.

Sara uccisa dall’ex: “Ero accecato dalla gelosia, l’ho seguita e l’ho bruciata”, le notizie del 15 dicembre 2016

“Non avrei mai voluto ucciderla. Ma l’ho fatto”. Lo dice ai magistrati Vincenzo Paduano, 27 anni, il vigilantes privato che lo scorso 29 maggio ha ucciso e bruciato il corpo della l’ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, confessa in maniera piena quanto accaduto quella maledetta notte del 29 maggio scorso. Siamo alla vigilia della richiesta di rinvio a giudizio e il giovane aggiunge: “Ero accecato dall’idea di averla persa per sempre e allora l’ho seguita, lei mi ha respinto un’altra volta”.

“Ero impazzito, ho preso l’alcol”

“Senza rendermene conto le ho fatto male”, racconta ancora Paduano, accusato di omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà, stalking, incendio e distruzione di cadavere. “Ero come impazzito. Poi ho preso quel flacone con l’alcol. Dopodiché sono scappato, sono tornato a lavoro per non destare sospetti. Lei era la mia vita”.

Sara bruciata viva, contestato all’ex Patuano omicidio premeditato e stalking, le notizie del 20 novembre 2016

Si avvia a conclusione l’attività giudiziaria per l’assassinio di Sara Di Pietrantonio, bruciata e uccisa alla Magliana nel giugno scorso. Il procuratore aggiunto di Roma, Maria Monteleone, ha inviato a Vincenzo Patuano l’avviso di conclusioni indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. I reati che vengono contestati all’ex vigilantes sono omicidio premeditato, distruzione di cadavere e stalking. Paduano, 27 anni, è oggi in carcere, difeso dall’avvocato Fabio Piergiorgio Criscuolo.

Nella foto di apertura ci sono il protagonista e la vittima, quando erano ancora fidanzati.

 

Le notizie del 10 giugno

Una bara bianca, rose dello stesso colore, altri fiori gialli e rosa, fotografie e disegni dei bambini della scuola d’infanzia che le scrivono: “Sarai l’angelo più bello”. Una folla si è radunata nella chiesa di Santa Maria Madre della Divina Grazia a Ponte Galeria, alla periferia di Roma, per i funerali di Sara Di Pietrantonio.

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Una chiesa, quella presso cui si sono celebrate le esequie, che si trova a poche centinaia di metri dal luogo in cui è stata uccisa e bruciata dall’ex, la guardia giurata Vincenzo Patuano.

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Intorno alla famiglia si sono stretti tantissimi amici. All’arrivo del feretro e all’ingresso della bara in chiesa è partito un lungo applauso mentre la mamma Tina ha atteso all’interno. E ha proposito del delitto, ha detto: “Voglio giustizia”.

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La mamma di Sara: “L’ha bruciata per sfregio, come nella canzone di Ligabue”, le notizie del 9 giugno 2016

Il fuoco non è un elemento casuale nella morte di Sara Di Pietrantonio. Il perché lo spiega la mamma, Concetta Raccuia, in un’intervista rilasciata a Repubblica e rilanciata dal TgCom.

“Vincenzo non è un pazzo, voglio la verità e sapere cosa è successo quella notte”:  chiede la mamma di Sara Di Pietrantonio, la ragazza uccisa e poi bruciata dal suo ex. Secondo la donna ci sono segnali nella vita della figlia che fanno capire come la decisione presa da Paduano non sia stata originata da un raptus o dal tentativo di distruggere le prove quanto uno sfregio.

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Aveva rappresentato “la Regina del fuoco”
“Sara, quest’anno, rappresentava in un saggio di ballo la Regina del fuoco. E poi la sua canzone preferita è quella di Ligabue dal ritornello ‘Ti brucerai piccola stella senza cielo'”.

Due episodi che, secondo la mamma, fanno capire come il fuoco fosse stato un elemento cardine nella vita di Sara. E il suo assassino li conosceva bene entrambi.

“Per il balletto (nella foto in basso) Vincenzo era molto infastidito, perché Sara si sarebbe esibita con due ragazzi molto belli. Per il ritornello della canzone, invece, Sara aveva chiesto a Vincenzo di scriverglielo sul muro della camera”.

aaaaaa-ballettomortaleUno “sfregio” nei confronti della ragazza

La mamma di Sara è convinta che dietro alla decisione di bruciare la figlia ci sia uno sfregio nei confronti della ragazza.

Intanto Vincenzo Paduano non dice cosa è successo quella notte. Ai magistrati racconta di avere in testa due, tre versioni e di non sapere esattamente qual è quella corretta.

“Si assuma fino in fondo le sue responsabilità”, dice ancora la signora Raccuia, “questo suo non ricordare, confondere le idee… La sua non è una confessione, lo hanno incastrato gli investigatori”. “Vincenzo è un ragazzo intelligentissimo, non è una persona malata. Non stiamo parlando di un povero psicopatico”, dice la donna forse per anticipare qualche mossa difensiva di Paduano che potrebbe nascondersi dietro una presunta infermità mentale.

Le indiscrezioni che arrivano sull’autopsia

Arrivano le prime informazioni sull’autopsia di Sara Di Pietrantonio e la principale riguarda il momento della sua morte. Secondo i medici legali dell’università La Sapienza di Roma, la ragazza è morta nell’aggressione subita dall’ex fidanzato, Vincenzo Paduano. Dunque non era più in vita quando lui ha cosparso il corpo di benzina e poi le ha dato fuoco. Smentita così l’affermazione di lui: “L’ho bruciata viva”.

Terrorizzata prima dell’omicidio: “Vincenzo vuole che soffra come lui”: le notizie del 7 maggio

L’ultima settimana di vita di Sara Di Pietrantonio, 22 anni, è tutta lì, nei messaggi scambiati via Whatsapp con un’amica e con il nuovo fidanzato, Alessandro. Parlando dell’ex, ecco quello che scrive: “Mi ha detto: ‘Dovrai soffrire come sto soffrendo io’. Mi ha terrorizzata a tal punto che stanotte avrò dormito al massimo tre ore”. E aggiunge: “È arrivato e ha fatto il pazzo”.

La notte di una settimana prima del delitto

La ragazza si riferisce a quello che accade nella notte del 22 maggio, una settimana prima di essere uccisa e bruciata. Sono le 3,30 e il suo ex, Vincenzo Paduano, 27 anni, lascia il posto di lavoro, la guardiola dei vigilantes negli uffici distaccati della Regione Lazio, in via del Tintoretto, e va a casa di Alessandro. Qui trova Sara e il ragazzo che chiacchierano.

Il 28 si presenta a casa della ex fidanzata

Allora Vincenzo prende per un braccio Sara, la trascina nella sua auto e solo l’intervento di Alessandro sembra riportare la situazione a un’apparente normalità. A quel punto la guardia giurata va via e per una settimana sparisce dalla circolazione e ricompare solo nella prima serata del 28 maggio a casa di Sara. In macchina ha già la bottiglia di alcol “per bruciare l’auto di Alessandro”, ha detto al sostituto procuratore Maria Gabriella Fazi che coordina le indagini insieme all’aggiunto Maria Monteleone.

“Vincenzo sta soffrendo ed è una brava persona”

I due ex fidanzati parlano e sembrano tranquilli. “Capisco che Vincenzo stia soffrendo, non voglio troncare il rapporto di amicizia con lui. Mi ha chiesto del nostro rapporto e gli ho detto che su questo non gli avrei detto nulla”, ha detto poi Sara ad Alessandro. E la madre di lei sembra non notare nulla di preoccupante. Scrive infatti il gip: “La donna si complimenta con la figlia per la pazienza e la maturità dimostrata nell’affrontare il suo ex fidanzato”. Sara dice alla madre: “Vincenzo sta soffrendo ed è una brava persona”.

 

Sara aveva detto prima del delitto: “Ho paura che il mio ex mi ammazzi”, le notizie del 6 giugno 2016

“Ho paura che mi ammazzi”. Lo diceva al suo nuovo fidanzato, Alessandro Giorgi, Sara Di Pietrantonio dando voce al timore che l’ex, Vincenzo Paduano, le facesse del male. Accadeva una settimana prima dell’omicidio, quando il giovane accusato del delitto aveva sorpreso la ragazza con il nuovo compagno e il 28 maggio scorso Sara glielo aveva ripetuto: loro due avevano chiuso.

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Paduano cercava uno spray urticante

Ma Paduano non si era dato per vinto, almeno nei suoi propositi di vendetta, perché aveva chiesto a un ex collega uno spray urticante al peperoncino. I messaggi Whatsapp in tema sono stati trovati sul cellulare della guarda giurata. Elementi, questi, che farebbero pensare alla premeditazione, nonostante l’aggravante non sia stata accolta dal gip.

In attesa della restituzione della salma

Intanto nella giornata di oggi, lunedì 6 giugno, a Roma ci sarà un vertice tra inquirenti e investigatori. Si attende anche il nulla osta alla sepoltura, dopo il quale la salma di Sara verrà restituita alla famiglia per funerali e tumulazione.

 

Sara era stata già aggredita 7 giorni prima, le notizie del 3 giugno 2016

Non è stato un impeto assassino. La premssa dell’omicidio c’è stata ed è stata anche lunga, secondo l’ordinanza del Gip Paola della Monica. Vincenzo Paduano aveva maltrattato l’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio una settimana prima del delitto. Lo si legge nell’ordinanza che convalida l’arresto del ventisettenne.

Lo scontro davanti al nuovo fidanzato

L’episodio citato risale tra il 21-22 maggio scorso e sarebbe avvenuto davanti al nuovo fidanzato di Sara. “Ho chiesto e intimato a Sara di salire in auto e parlare con me, io penso che – finita una relazione – non debba finire il rispetto di una persona così ho preso Sara per un braccio ed l’ho fatta entrare in auto”, dice Paduano al gip.

 

Come ha provocato l’incendio?

 

Vincenzo Paduano potrebbe aver avuto non solo una bottiglietta di alcool, ma anche altro liquido infiammabile. Il sospetto è degli inquirenti che indagano sull’omicidio della studentessa universitaria.

    Troppo poco, secondo chi sta cercando di fare luce sul delitto, una bottiglietta d’alcool per incendiare un’auto e dare fuoco alla giovane. Da qui l’ipotesi che Paduano avesse altre sostanze incendiarie. Per questo motivo il procuratore aggiunto Maria Monteleone ed il sostituto Maria Gabriella Fazi hanno disposto accertamenti, compresi quelli gps per ricostruire i movimenti dell’indagato, al fine di verificare se il loro sospetto sia fondato.

 

Voleva bruciare anche l’auto del nuovo fidanzato

La guardia giurata ha giustificato il possesso di alcool con l’intento di incendiare l’auto del fidanzato di Sara. Tra gli esami tecnici ancora in corso, oltre a quelli di natura autoptica (esami del sangue e dei polmoni di Sara per stabilire con certezza se fosse morta quando è stata avvolta dalle fiamme), ci sono anche quelli sui telefoni cellulari della ragazza e del suo ex.

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Si rafforza la tesi dell’omicidio premeditato

Agli atti dei magistrati ci sono testimonianze relative al tono minaccioso di sms e di mail inviati da Paduano alla sua ex.

Queste rivelazioni, raccolte dopo la richiesta di convalida del fermo e quindi non esaminate dal gip Paola Della Monica, per gli inquirenti, rafforzano la convinzione che l’omicidio sia stato premeditato.

Aggravante, questa non riconosciuta dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare.

 

“Ho perso la testa”, dice l’assassino
“Ho perso la testa. Avrei preferito esserci io al suo posto” ha detto Paduano durante l’interrogatorio quando è stato fermato. “Non ho capito più nulla. Mi vergognavo, avevo paura di quello che avrebbe potuto raccontare all’indomani”.

“Volevo spaventarla. Sono un mostro” ha poi aggiunto spiegando: “Non ho colpito Sara. Ho acceso la sigaretta. Eravamo vicini, stavamo continuando a discutere, c’è stata una fiammata. Me ne sono andato. Mi vergognavo”.

 

Era già morta quando l’ha bruciata: i risultato dell’autopsia

Era già morta, quando è stata data alle fiamme: è quanto emerge dai primi dati dell’autospsia.
La ragazza era già morta secondo i rilevi eseguiti dal medico legale Giorgio Bolino, dal radiologo Carlo Catalano e dal tossicologo Giulio Mannocchi. Ulteriori accertamenti, in particolare gli esami del sangue e dei polmoni della studentessa, per verificare tale circostanza saranno eseguiti la settimana prossima.

Non c’è stata premeditazione, secondo il Gip: l notizie del 1° giugno

Dopo l’interrogatorio di garanzia in carcere, il gip di Roma ha convalidato il fermo di Vincenzo Paduano, la guardia giurata che ha confessato di aver ucciso l’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio. Contestualmente il magistrato, accogliendo le richieste della Procura, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario premeditato e stalking. I

Ma il gip Paola Della Monica, nel convalidare il fermo di Vincenzo Paduano e nell’emettere l’ordinanza di custodia cautelare, ha escluso la premeditazione.

Il gip, in sostanza, ha ritenuto che la guardia giurata non avesse studiato a tavolino l’omicidio della sua ex fidanzata, ma abbia agito istintivamente. Paduano resta detenuto per omicidio volontario e stalking, ma per la procura rimane indagato anche per la premeditazione.

 

 

Quanto hanno visto le telecamere

Le telecamere di sorveglianza sono lontane dal piazzale di via della Magliana a Roma, il luogo in cui Vincenzo Paduano, per il quale il gip di Roma ha convalidato l’arresto nel pomeriggio di oggi, mercoledì 1° giugno, ha iniziato ad aggredire la ex, Sara Di Pietrantonio. Ma si vede come le due auto si affiancano e come quella della guardia giurata blocca l’utilitaria della ragazza speronandola. Poi lui raggiunge con lentezza lei e parte la lite. Le immagini, pubblicate da Repubblica, sono sfocate e la scena si svolge nella parte alta dello schermo, quella illuminata.

La mamma: “Vincenzo era geloso, la chiamava ogni 10 minuti”

La mamma di Sara Di Pietrantonio, Tania Raccu, non avrebbe mai immaginato che l’ex fidanzato della ventiduenne, Vincenzo Paduano, l’avrebbe massacrata. La visione che aveva della guardia giurata di 27 anni che ha dato fuoco alla ragazza ancora viva emerge dalla deposizione rilasciata dalla donna al capo della squadra mobile di Roma, Luigi Silipo. E solo dopo la tragedia ammette c’era qualche campanello d’allarme che però non è scattato. “Era molto geloso. La chiamava in continuazione, anche ogni dieci minuti. Sempre per sapere che faceva, con chi stava”.

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La festa rovinata da una scenata

Il campanello non scatta nemmeno un mese fa, quando Sara va alla festa per i suoi 22 anni. “Lei è nata all’una di notte e quindi festeggia per due giorni”, ha spiegato la madre. “La sera però era tornata rattristata, mi aveva raccontato che Vincenzo le aveva rovinato il compleanno”. Ma forse la ragazza non è entrata nei dettagli della scenata e della conseguente lite e la donna non si preoccupata.

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“Si erano conosciuti al mare”

Però quel ragazzo che Tania Raccu considerava come il figlio maschio mai avuto secondo lei non era pericoloso. “Si erano conosciuti 2 anni fa, al mare”, racconta. “Facevano gli animatori sulla spiaggia e poi si sono fidanzati. Lui era davvero gentile, premuroso. Erano molto legati e spesso si fermava a dormire a casa nostra. Non ho mai visto Sara agitata. Lei è una ragazza che ama la vita, è allegra, non si scoraggia mai”.

“Una ragazza che non si perdeva d’animo”

Della figlia parla ancora al presente, Tania Raccu, e ricorda di lei la sua capacità di reagire anche alle difficoltà, come quando non aveva superato il test di ammissione a medicina. “Quando è stata bocciata”, ha detto, “non si è persa d’animo. Ha scelto di andare avanti senza perdere tempo. Si è data subito da fare e ha cambiato facoltà, ha scelto Economia e Commercio a Roma Tre. Lei è sempre serena, vivace, ride e scherza con tutti. È appassionata di danza. Balla, balla in continuazione. Anche ieri sera è uscita con la sua amica della scuola di ballo. Hip hop, salsa, ha la musica sempre in testa. E infatti sa anche suonare il flauto traverso”.

“Sabato sera erano insieme, tranquilli”

Che è successo sabato prima, prima del massacro? “Quando sono tornata a casa, lui era lì con Sara. Saranno state le 20.45, li ho trovati tranquilli, parlavano. Poco dopo sono usciti, lei è andata con l’amica”.

Oggi l’autopsia e l’interrogatorio in carcere per l’assassino

Èstata effettuata oggi l’autopsia di Sara, la ragazza assassinata nella notte di domenica. E sempre oggi c’è stato in carcere l’interrogatorio di garanzia del suo assassino, la guardia giurata Vincenzo Paduano, il suo ex fidanzato diventato uno spietato killer.

La Procura di Roma sembra intenzionata a chiedere il giudizio immediato. Vuol dire che la condanna arriverà molto prima, se questa procedura verrà accordata dal Gip.

Non si passerà, infatti, attraverso tutti gli step ordinari (inchiesta, chiusura indagini, richiesta di rinvio a giudizio, rinvio a giudizio dal gup, processo), ma si andrà direttamente al processo. Si fa nei casi di prove schiaccianti.

Ma la richiesta della Procura ha anche un risvolto negativo: può consentire all’imputato di chiedere il patteggiamento o il rito abbreviato. In quel caso, se condannato, avrebbe diritto a un terzo di sconto della pena.

 

L’ha seguita per tutta la serata di domenica

L’ha aspettata sotto casa, l’ha seguita dall’abitazione del nuovo fidanzato e l’ha costretta ad accostare. Poi l’ha cosparsa di alcol, l’ha inseguita e dato fuoco. Sara è scappata, ma nessuno le ha dato soccorso e su questo divampano le polemiche.

Infine – incredibilmente – è tornato al lavoro.

Vincenzo Paduano, 27 anni, ha confessato ieri notte l’omicidio di Sara Di Pietrantonio, studentessa di 22 anni che l’aveva lasciato da pochi giorni.

Lui è  l’ex fidanzato della ragazza trovata all’alba di domenica 29 maggio semi carbonizzata nei pressi della sua auto in fiamme, in via della Magliana, alla periferia di Roma.

Dopo un lungo interrogatorio Paduano è crollato ammettendo il delitto e le sue responsabilità. Paduano era stato con Sara per due anni ed il loro rapporto si era interrotto alcuni giorni fa.

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Carbonizzata nella notte
Si chiamava Sara Di Pietrantonio la ragazza di 22 anni trovata carbonizzata all’alba di domenica 29 maggio in un parcheggio della Magliana (la ragazza la vedete nella foto di apertura e nel riquadro in basso, assieme a una scritta pubblicata sulla sua pagina del social l’anno scorso, con il testo “ti amo anche oggi”, dedicato a chissà chi).

Il fermo dopo una notte di interrogatori

Gli inquirenti di Roma procedono per omicidio volontario e nella prima mattinata di lunedì 30 maggio si è diffusa la notizia che è stato fermato l’ex fidanzato, Vincenzo Paduano, una guardia giurata di 27 anni, dopo un interrogatorio nella notte (nel video sopra il momento dell’arresto). Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, che ha affidato l’indagine è stata affidata al sostituto Maria Gabriella Fazzi.

 

Le dichiarazioni degli inquirenti

Nel corso della rassegna stampa convocata dagli inquirenti, i magistrati hanno parlato di “una morte atroce”.

La ragazza, infatti, sarebbe stata ancora viva quando Paduano avrebbe appiccato l’incendio all’auto con una bottiglia di alcol. Poi sarebbe tornato al lavoro. Inoltre gli inquirenti dicono che Sara poteva essere salvata da 2 persone che passavano dal luogo dell’aggressione, ma che non hanno capito cosa stava succedendo o hanno preferito non immischiarsi senza nemmeno dare l’allarme alle forze dell’ordine. Nonostante ciò, la ragazza ha chiesto aiuto, come dimostrano le immagini delle telecamere.

 

La dinamica del delitto

Vincenzo avrebbe aspettata Sara sotto casa del nuovo ragazzo e poi, quanto ha visto che arrivava, si è allontanato conoscendo la strada che avrebbe fatto. E

È questa la dinamica dell’omicidio resa nota dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa in Questura.

Sulla strada di casa, su via della Magliana, quando lei lo ha superato con l’auto della mamma, l’avrebbe raggiunta e stretta costringendola ad accostarsi.

 

Due incontri quella sera

Dopo una lite avrebbe cosparso l’auto di alcol e anche lei. A quanto ricostruito dagli inquirenti, all’inizio della serata l’ex fidanzato è andato a trovare Sara a casa.

I due avrebbero avuto una “discussione normale”. Poi la studentessa è andata con un’amica in un pub e dopo si è incontrata con il nuovo ragazzo, che frequentava da poco. Di lì a poco ore sarebbe scoppiata la tragedia.

 

Gli amici: “Sara aveva paura, era cambiata”

Tra le ipotesi prese in esame c’è anche quella del femminicidio. Nell’inchiesta al momento non ci sono indagati, ma gli ultimi giorni di vita della studentessa sono scandagliati a fondo. E anche le ultime ore. Gli amici della ragazza lo hanno descritto come geloso, possessivo e ultimamente ossessivo. Sempre secondo chi li era vicino, negli ultimi tempi Sara aveva paura e per questo era cambiata.

Il video: 2 auto affiancate, poi una esplode

In mano agli inquirenti, secondo quanto si fa finora, c’è un video in cui si vedono 2 auto che si affiancano. Le immagini, registrare da telecamere in lontananza, sono sfocate. Ma per gli investigatori si vede chiaramente una persona che scende da una delle 2, sale sull’altra e si allontana. Un attimo più tardi la vettura rimasta ferma in strada esplode.

L’ultimo sms alla madre: “Sto tornando”

Sara, alla 3 di domenica notte, aveva scritto un sms alla madre: “Sto tornando a casa”. Chi ha incontrato dopo? E che cosa è successo? Gli inquirenti dovranno cercare le risposte che mancano.

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La polizia sta ascoltanto gli amici di Sara per sapere dove ha trascorso la serata. Analizzata anche le registrazioni delle telecamere della zona per vedere se esiste qualche cosa di utile alle indagini. Stamattina sul luogo del ritrovamento del cadavere sono andati anche i genitori di Sara.

La polizia sta ascoltando amici e conoscenti della giovane per capire dove e con chi abbia trascorso la serata.  Al vaglio anche eventuali registrazioni di telecamere in zona che possono fornire elementi utili alle indagini. Sul posto stamattina si sono recati anche in genitori della ragazza.

 

Il corpo della ragazza trovato dalla mamma

Orrore si aggiunge a orrore quando si viene a sapere che a trovare il corpo in fiamme è stata Tina, la mamma, uscita di casa per cercarla, non vedendola rientrare.

La mamma avrebbe telefonato alla ragazza intorno alle 3 per sapere dov’era. Dopo circa 20 minuti, non vedendola tornare, la donna ha chiesto allo zio della studentessa di accompagnarla a cercare la figlia. Dopo aver trovato l’auto in fiamme, la donna si è avvicinata ad un altro focolaio: era il corpo della ragazza che bruciava, dietro un cespuglio in un’area adibita a parcheggio. I Vigili del Fuoco sono intervenuti poco prima delle 5.

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“Si era lasciata col ragazzo da due giorni”

“Sara era lasciata con il ragazzo da un paio di giorni. Non lo conoscevamo benissimo ma ci sembrava un bravo giovane”, dicono le zie di Sara.

Poi aggiungono: “Ieri sera è uscita con un’amica e ha mandato, come di consuetudine, un messaggio alla madre quando aveva riaccompagnato la sua amica a casa – aggiungono -, non abbiamo idea di quello che sia accaduto. Ci auguriamo si tratti di un incidente”.

 

La camicetta sbottonata…

Le parenti della ragazza raccontano che sono stati i vigili del fuoco ad indicare che poco distante c’era un altro focolaio: “Quando Tina si è avvicinata – proseguono – ha visto la figlia a terra, con le braccia larghe e la camicetta sbottonata. Non abbiamo idea di cosa sia successo. Certo, è strano che una persona che scappa avvolta dalle fiamme si nasconda dietro un muretto per chiedere aiuto”.
Sara abitava in una palazzina di proprietà della sua famiglia, poco distante dal luogo in cui è stata ritrovata morta. Studiava economia all’Università di Roma Tre ed era figlia unica.

 

Aveva frequentato il Cannizzaro all’Eur

La studentessa aveva frequentato il liceo scientifico Cannizzaro all’Eur e studiava Economia a Roma Tre. L’auto data alle fiamme è una Toyota intestata alla madre della studentessa.

Qui la sua pagina Facebook, dove ha pubblicato la foto che vedete in apertura e quella che vedete in basso. Ce ne sono diverse altre, che non pubblichiamo, perché non sappiamo chi sono le persone che stanno con lei.

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Il misterioso delitto della periferia di Roma
Misterioso delitto a Roma. Il cadavere di una ragazza, semicarbonizzato, è stato trovato nei pressi di un’auto in fiamme nella notte alla periferia di Roma. La notizia è stata diffusa dai vigili del fuoco della Capitale. L’ipotesi più accreditata da parte degli investigatori è quella dell’omicidio, di cui ancora – però – non si conosce il movente.

I pompieri sono intervenuti poco prima delle 5 in via della Magliana per l’incendio di una macchina e al termine delle operazioni di spegnimento hanno trovato a circa 200 metri di distanza il corpo della ragazza.

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Dalle prime informazioni si apprende che è una giovane italiana di 22 anni. La macchina era della madre della ragazza, che abitava in zona.
Il corpo era in un’area adibita a parcheggio. Sul posto è arrivata anche la polizia.

Sulla vicenda sono in corso indagini da parte della Squadra mobile di Roma.

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