#NoDietDay, per 24 ore buttate la bilancia

Per oggi niente bilancia, niente contacalorie, niente ossessioni. Oggi si mangia, e si mangia sano. È il No diet day (o, se preferite #nodietday), la giornata mondiale dedicata all’alimentazione equilibrata.

 

Da 33 anni contro l’anoressia
A lanciarla fu, nel 1992, la britannica Mary Evans Young, fondatrice dell’associazione Diet Breakers ed ex anoressica.
In uno dei suoi libri racconta che la voglia di fare qualcosa che smuovesse l’opinione pubblica le venne dopo avere visto una trasmissione in cui delle donne si sottoponevamo a interventi chirurgici per perdere peso.

 

L’importanza di uno stile di vita sano
Oggi che reality dai nomi come “Obesity help” e “Obesity Factor” sono pane quotidiano, il No diet day non solo resiste, ma è diventato una manifestazione transoceanica, che per 24 ore torna a sottolineare l’importanza di uno stile di vita sano, che ci tenga lontano dalle diete 7-chili-in-7-giorni, dalle abbuffate bulimiche immediatamente seguite da digiuni ascetici, e da tutte le esasperazioni che la nevrosi di entrare a tutti i costi nella taglia 40 ha portato con sé. Non è un caso che oggi, in Italia, siano 16,9% le persone che dichiarano di seguire una dieta, e nonostante ciò il 33,1% dei cittadini è in sovrappeso o obeso.

 

In Italia il 3% delle giovani donne affette da bulimia
Ci sono poi altri numeri, più drammatici. Secondo i dati divulgati dal ministero della Salute oggi l’incidenza di disturbi del comportamento alimentare nella fascia femminile tra i 12 e i 25 anni cresce progressivamente: nei paesi occidentali, compresa l’Italia, i casi di anoressia si attestano intorno allo 0,2 – 0,8%, quelli di bulimia sono intorno al 3%, e quelli dei Disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (DCA – NAS) tra il 3,7 e il 6,4%.
L’età di esordio cade tra i 10 e i 30 anni, con una età media di insorgenza intorno ai 17 anni.

 

Si festeggia  a suon di ricette
È il caso di rifletterci su. I più, oggi, commemorano la ricorrenza con un pasticcino. Su Twitter e Instangram è un tripudio di ricette. Vale la pena di unirsi al coro e provarne una, possibilmente non troppo light.

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