Reddito di cittadinanza si parte ma il sito di 7 gestori dà “errore”

Da oggi, mercoledì 6 marzo, al prossimo 31 marzo sarà possibile inviare le domande per ottenere la misura di contrasto alla povertà (il reddito di cittadinanza) che sostituirà il Rei mentre per metà aprile sono attese le prime “card” con le quali sarà erogato il sussidio. Al via, dunque le domande nelle sedi dei Caf, online sul sito del Reddito di cittadinanza se si è in possesso dell’identità digitale Spid, o negli uffici postali compilando il modulo Inps. Il modulo è naturalmente basato sulle regole del decreto in vigore ma potrebbe essere modificato se in sede di conversione (la settimana prossima il testo è atteso alla Camera) ci dovessero essere emendamenti che lo cambiano.

Ma la partenza è sotto il segno del caos, al punto da indurre le poste a indicare l’ordine alfabetico per la presentazione delle domande.

 

Il sito dà “errore”

Al via l’operazione Reddito di Cittadinanza  anche sul sito ufficiale che consente di richiedere il sussidio direttamente.

Sul portale predisposto dal governo è apparso il link che consente la presentazione delle domande on line. Come preannunciato è necessario avere il codice “Spid” cioè l’identità digitale per comunicare con la pubblica amministrazione, ma per ora risultano attivi solo quelli da Poste e da Tim Id, mentre chi clicca con lo Spid degli altri sette gestori non può per ora accedere perché la pagina segna “errore”, come mostra la foto in apertura.

 

Chi può fare domanda

Potranno chiedere il reddito i cittadini italiani o comunitari e gli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia da 10 anni di cui gli ultimi 2 in via continuativa che abbiano un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza (al massimo 2,1 nel caso di famiglia numerosa).

Le soglie

La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto. Il beneficio che si ottiene è un’integrazione del reddito familiare fino a 6.000 euro annui per un single (9.360 euro se si vive in affitto) moltiplicato per la scala di equivalenza. In pratica una famiglia di quattro persone con due figli maggiorenni con un reddito pari a zero può arrivare fino a 1.050 euro al mese ai quali si aggiungerebbero 280 euro al mese per l’affitto.

Dichiarazione Isee

Per poter fare domanda di reddito bisogna avere un Isee, indicatore della situazione economica, aggiornato (quindi bisogna aver già presentato la Dsu, dichiarazione sostitutiva unica). Le informazioni contenute nella domanda di Reddito sono comunicate all’Inps entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. L’Inps verifica il possesso dei requisiti nei successivi 5 giorni e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio che sarà erogato attraverso una carta di pagamento elettronica emessa da Poste Italiane.

Le ragioni della revoca

Oltre all’acquisto di beni e servizi di base, si legge nel sito governativo sul Reddito, essa consente di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementata in base al numero di componenti il nucleo). È vietato usare la card per giochi che prevedono vincite in denaro. È prevista la decadenza dal beneficio nel caso non si faccia la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, non si partecipi alle eventuali iniziative di formazione o si rifiuti un’offerta di lavoro congrua. Nel caso si scopra che sono state presentate dichiarazioni o documenti falsi il beneficiario è punibile con una pena da 2 a 6 anni di reclusione. Sarà inoltre richiesta la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Entro quando le risposte

Chi presenterà la domanda per il reddito di cittadinanza tra il 6 e il 31 marzo avrà una risposta dall’Inps tra il 26 e il 30 aprile: se la domanda sarà accolta a maggio partirà il pagamento. Lo ha spiegato la Consulta dei Caf nella conferenza stampa che ha seguito l’ok alla preaccordo con l’Inps. La risposta arriverà per sms o per e-mail. Se la domanda verrà accolta arriverà un messaggio da Poste per la consegna della carta.

 

Le Poste pongono nuove regole

Le Poste propongono contro il temibile affollamento dei “turni per lettera”, in ordine alfabetico, per presentarsi allo sportello a fare domanda del reddito di cittadinanza. Il meccanismo, ha spiegato l’ad di Postepay Marco Siracusano, “è uno strumento pensato per dare un beneficio al cittadino, che può scaglionare la sua andata all’ufficio postale” senza “affollarsi il primo giorno”.

Si tratta di una suddivisione in una decina di giorni che però è appunto suggerita per rendere più fluido un afflusso che nel primo giorno sarà “sicuramente straordinario”.

Dove ritirare la Carta? Lo dirà un Sms o una mail

Con la comunicazione formale dell’Inps dell’accettazione della domanda per il reddito di cittadinanza “abbiamo preparato una procedura” via “sms o mail” con l’indicazione “precisa di luogo e data in cui potrà recarsi” all’ufficio postale “per andare a ritirare la carta” che sarà consegnata insieme al Pin. Lo ha detto l’ad di Postepay, Marco Siracusano, in audizione alla Camera sul decretone.

Siracusano ha ricordato che “l’ok o il ko sono anticipati via sms o mail” e ha sottolineato che “il 97% degli italiani ha un cellulare, il 77% ha uno smartphone, oltre il 60% usa la mail” e che quindi “questo tipo di facilitazione nella ricezione anticipata del messaggio circa l’ok rientra ormai nei rapporti correnti” con la pubblica amministrazione. Siracusano ha ricordato anche che Poste si limita a ricevere e inoltrare le domande all’Inps che, verificati i requisiti, informa i cittadini dell’esito della pratica e invia a Poste il flusso degli esiti fornendo la lista dei beneficiari, gli importi da caricare sulla Card e i limiti di prelievo.

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