Campania, 2 prostitute uccise: ipotesi serial killer

È la seconda vittima nel giro di 4 giorni e a far ipotizzare la presenza di maniaco ci sono alcuni punti in comune: entrambe le donne uccise sono giovani, straniere e si prostituivano. Ma non si escludono altre piste: il racket e un un gioco erotico finito male in tutti e due i casi. A far comunque ventilare l’idea che tra Napoli e Caserta possa esserci un serial killer è stato il ritrovamento nella serata del 6 febbraio del corpo di Ivanica Sanda, una rumena di 25 anni il cui cadavere è stato restituito dalle acque del Lago Patria, da poco esondato.

Chi ha agito voleva uccidere

Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, a uccidere la ragazza sarebbe stato un colpo inferto alla testa con un corpo contundente, forse un mattone rinvenuto poco distante. Ma i carabinieri di Varcaturo e della compagnia di Giugliano, agli ordini del capitano Francesco Piroddi, avrebbero una prima certezza: chi ha colpito al cranio la ragazza, voleva ucciderla e non semplicemente ferirla. Così come una trentenne di origini africane non ancora identificata trovata il 4 febbraio lungo la strada domiziana, nella zona di Castel Volturno, in posto non lontano da dove è stata assassinata Ivanica Sanda.

Non è escluso il racket della prostituzione

Per questo gli investigatori ipotizzano un collegamento tra le due vicende. Ulteriori elementi arriveranno nei prossimi giorni, quando saranno concluse le autopsie su entrambi i corpi. Elementi che potrebbero indirizzare le indagini verso il sadico che uccide le prostitute, come già accaduto nei casi di Donato Bilancia, Gianfranco Stevanin o Maurizio Minghella. Oppure se i due delitti possano essere esecuzioni compiute nell’ambiente della prostituzione in una guerra, forse, per il controllo del territorio scatenata tra clan diversi.

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