Adriano Celentano compie 80 anni: la carriera del ragazzo della via Gluck (video)

Sabato 6 gennaio, nel giorno della Befana, Adriano Celentano compie 80 anni. E mentre è ancora impegnato nella realizzazione di “Adrian”, la serie tv realizzata con Milo Manara che dovrebbe andare in onda sulle reti Mediaset, “Tutte le migliori”, il cofanetto che raccoglie i duetti con Mina e alcuni dei loro più grandi successi, è al terzo posto della classifica.

Il celebre indirizzo di nascita

Il luogo di nascita di Celentano, capricorno, è uno degli indirizzi più famosi della musica italiana: Milano (6 gennaio 1937), via Gluck 14. Proprio lì “dove c’era l’erba ora c’è una città”. C’è un’altra data fondamentale nella storia di uno dei protagonisti assoluti della cultura popolare del nostro Paese: il 18 maggio 1957. Figlio di immigrati pugliesi, Adriano aveva fatto diversi mestieri prima di diventare un orologiaio. Il suo passatempo preferito era imitare Jerry Lewis (aveva anche vinto un concorso di imitatori) ed era rimasto folgorato da un 45 giri che gli aveva regalato la mamma, Giuditta Giuva.

Il successo a Sanremo 1961

Era “Rock Around The Clock” di Bill Haley e aveva inoculato nel ragazzo della via Gluck il virus di quella musica rivoluzionaria. Ma Celentano sconvolge il mondo della canzone italiana: ha una contagiosa vis comica, canta come un apostolo del primo rock’n’roll e si muove in un modo mai visto. Nasce il mito del “molleggiato”. Un impatto rivoluzionario, rafforzato dall’idea di cominciare dando le spalle al pubblico la sua prima esibizione al Festival di Sanremo: era il 1961, la canzone era “24 mila baci” (nel video sopra) e Celentano, che all’epoca faceva il servizio militare, partecipò grazie a una dispensa firmata dal ministro della Difesa Giulio Andreotti.

La tv e le sue “prediche”

Da quel momento, è uno dei dominatori della musica italiana. Un personaggio che dal 1964 ha accanto la moglie-manager Claudia Mori (nella foto sopra) e che ha attraversato la storia della canzone, dall’epoca d’oro del 45 giri al digitale, travalicando i confini della musica: tra gli anni ’70 e ’80 è stato campione d’incassi con film commerciali, conoscendo un confortante successo come regista con “Yuppi Du” e una cocente delusione con “Joan Lui”. Se la televisione, grazie alle sue partecipazioni come “ospite evento” era stato il mezzo ideale per veicolare i suoi successi, dal 1987, con “Fantastico 8”, è diventata lo strumento utilizzato per imporre la sua nuova dimensione di “predicatore”.

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