Etna, l’allarme di Coldiretti sulle arance: “Stato di calamità per la cenere”

L’Etna è tornato a eruttare, ma non c’è solo traffico aereo in difficoltà. L’allarme di Coldiretti, infatti, riguarda le coltivazioni di arance e altri agrumi nella piana di Rosarno-Gioia Tauro, dove la cenere è caduta abbondante mettendo in grave difficoltà la qualità dei frutti e la loro raccolta. Per questo l’organizzazione chiede che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale.

“Frutti bruciati e maturazione bloccata”

A spiegarne i motivi di dettaglio, è la stessa Coldiretti secondo la quale “la cenere ha creato due tipologie di problemi: su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione, mentre su altri sono stati bruciati i frutti già maturi e presentano delle macchie nere che, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato”.

“Il danno non è assicurabile”

Dunque “è evidente che tale situazione, sta creando anche problemi di competitività agli agrumi, che rappresentano uno dei beni economici più importanti del territorio”. Inoltre la serie di conseguenze dell’eruzione “non è assicurabile e quindi è necessario predisporre tutti gli atti idonei, affinché, possa essere riconosciuta la calamità”.

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