Mascherine, coprifuoco e limiti a feste: oggi il nuovo Dcpm

Mascherine obbligatorie anche all’aperto, chiusure anticipate dei locali (si parla di coprifuoco tra le 22 e le 23) e feste private a numero ridotto: queste le misure nazionali anticoronavirus attese nel nuovo dpcm che sarà presentato oggi, lunedì 5 ottobre, in consiglio dei ministri e varato dopo il passaggio di domani in Parlamento.

Frenare i contagi

Introdurre l’obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia. È l’orientamento del governo, che emerge dalla riunione serale a Palazzo Chigi del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. L’orientamento sarebbe favorevole alla proposta del ministro della Salute Roberto Speranza, di introdurre l’obbligo per frenare la risalita dei contagi. Ma la decisione verrà presa, viene spiegato da fonti di governo, solo dopo il confronto con il Parlamento: Speranza riferirà martedì alle Camere e poi il governo adotterà il dpcm con le nuove misure.

Le Regioni

Un divieto, inoltre, per le Regioni di adottare norme anti-contagio meno restrittive di quelle del governo: è l’ipotesi discussa, a quanto si apprende, in serata. La stretta potrebbe arrivare con le nuove misure anti-Covid, attese in settimana: l’idea è quella di permettere ai governatori di adottare proprie disposizioni ma solo se più restrittive di quelle nazionali e invece vietare di introdurne di più “soft”, come avvenuto la scorsa estate con le discoteche.

Eventi privati

Si pensa anche a un contingentamento delle presenze alle feste private e in occasione di eventi e cerimonie. È una delle indicazioni del Cts – che in queste ore il governo potrebbe prendere in considerazione – in merito alle misure anti contagio previste dal prossimo Dpcm, che sarà varato mercoledì prossimo. A quanto si apprende la linea del Cts, per allontanare un aumento significativo del contagio e la necessità di un lockdown generale, sarebbe quella di una restrizione progressiva delle misure nella stagione autunnale: a cominciare da una stretta sulla movida agli orari anticipati di chiusure dei locali sino ad un aumento significativo dei controlli, oltre all’obbligo di mascherina all’aperto.

Domani in parlamento

Il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà domani, martedì, alle Camere sul nuovo dpcm anti-Covid e sulla proroga dello stato di emergenza, poi in Consiglio dei ministri verranno adottati i relativi provvedimenti. È questo l’iter ipotizzato sempre nel corso della riunione. Per rendere effettiva la proroga serve una delibera in Consiglio dei ministri ma anche un decreto che disegni la cornice normativa, dal momento che le norme del precedente decreto Covid sono valide fino al 15 ottobre. Quanto al dpcm con le specifiche misure anti contagio, il provvedimento sarà firmato dal presidente del Consiglio subito dopo il confronto con il Parlamento, probabilmente la sera di domani, martedì 6 ottobre, dal momento che il precedente dpcm scade il 7. Possibile anche che si rendano necessari due diversi dpcm: uno “ponte” che traghetti al 15 ottobre e un successivo che contenga le misure in vigore fino alla fine di gennaio.

Mascherine all’aperto per tutti, le regole del nuovo decreto, le notizie del 4 ottobre 2020

Obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia e in qualsiasi orario della giornata, nuove regole anti assembramenti, posti ridotti nei locali pubblici e negli stadi, ingressi contingentati nei negozi. Sono queste le regole che il Governo si accinge a varare nel nuovo Dpcm, il decreto che il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte firmerà entro mercoledì e sostituirà il Dpcm attualmente in vigore, in scadenza il prossimo 7 ottobre, come ricorda laleggepertutti.it.

L’allarme per la ripresa dei contagi registrata in questi giorni, con la riapertura delle scuole e delle attività lavorative dopo la pausa estiva, farà scattare una stretta sulle misure di contenimento, come si evince anche dalla decisione del premier Conte di chiedere al Parlamento la proroga dello stato di emergenza fino a tutto gennaio 2021.

Le nuove regole previste

 

Ecco le disposizioni che, appena il nuovo Dpcm ora in predisposizione sarà firmato ed entrerà in vigore, regoleranno la vita degli italiani dal prossimo 8 ottobre. Innanzitutto non ci sarà nessun allentamento rispetto alle misure attuali, ma neanche un nuovo lockdown nazionale, che appare escluso. Le Regioni, però, potranno adottare chiusure e misure restrittive agli spostamenti nei propri territori per arginare i focolai.

Quasi sicuramente si dovrà indossare la mascherina obbligatoria in tutto il territorio nazionale anche all’aperto: lo ha anticipato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, ed alcune Regioni (come il Lazio, la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia lo hanno già introdotto nei giorni scorsi); dovrebbero essere esentati i bambini sotto i 6 anni e chi ha patologie o disabilità incompatibili con l’uso del dispositivo di protezione.

Probabilmente sarà introdotto un “coprifuoco” negli orari serali e notturni con una chiusura obbligatoria (si ipotizza a partire dalle ore 23,00) per frenare la movida nei locali; si sta studiando anche una limitazione del numero delle persone che potranno entrare nei locali pubblici di intrattenimento, nei bar e nei ristoranti, sull’esempio della Campania, che con una recente ordinanza ha vietato i gruppi di più di 6 amici o parenti (o di 20 invitati per i matrimoni).

Ma saranno anche ridotti i numeri di posti nelle sale di cinema e teatri e nelle sale di ricevimento per eventi e feste anche private: rimane il limite massimo di 200 spettatori per le strutture al chiuso e non oltre 1.000 per quelle all’aperto, come avviene già ora per il pubblico negli stadi.

Sui mezzi di trasporto pubblico locale la capienza di autobus e treni non potrà superare l’80% del numero dei posti a sedere. Le multe per i trasgressori potrebbero salire nell’importo minimo a 500 euro rispetto ai 400 euro attuali, mentre il massimo arriverà a 3.000 euro; ferme restando le sospensioni dell’attività per gli esercizi che non rispetteranno le regole su capienza del pubblico, assembramenti e distanze minime.

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