Il governo ora c’è, Gentiloni candidato commissario Ue

Nel Salone delle Feste del palazzo del Quirinale i ministri hanno giurato nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo il giuramento, ha firmato con la sua penna, che ha estratto dal taschino della giacca, non utilizzando quella a disposizione sul tavolo.

Quindi ha preso posto accanto al presidente della Repubblica. Conte, e come lui tutti i ministri, ha pronunciato la formula del giuramento, che è: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.

Il primo ministro a giurare è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. A seguire giurano tutti gli altri.

Per stasera è annunciato il primo consiglio dei ministri. Fonti accreditate dicono che Gentiloni (nella foto qui sopra) sarà proposto come commissario Ue.

 

 

Il giorno del giuramnento

È il giorno del giuramento del governo Conte bis. Appuntamento per tutti alle 10 al Quirinale.

Nasce il nuovo governo, sostenuto da 5Stelle, Pd e Leu.

Giuseppe Conte è andato ieri mattina da Mattarella e ha sciolto a riserva. Sarà il presidente del Consiglio anche del Conte bis, nonostante il cambio totale di alleanze.

 

L’esecutivo giurerà stamattina alle 10. Conte ha poi letto i nomi dei nuovi ministri.

C’è stata anche una breve e inattesa apparizione di Mattarella in sala stampa. Il presidente della Repubblica ha ringraziato in breve i giornalisti per l’informazione fatta sulla crisi. E ha aggiunto solo: “Il governo è formato, ora la parola al Parlamento”.

Tra i nomi nuovi nell’esecutivo quello di Nunzia Catalfo al Lavoro,  Stefano Patuanelli al Mise: quindi due 5Stelle nei dicasteri che erano guidati da Luigi Di Maio che andrà agli Esteri, “presidiando” con i più fedeli i ministeri più vicini al suo percorso ministeriale precedente.

All’Interno Luciana Lamorgese

Il ministro dell’Interno sarà l’ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese (nella foto qui sopra)

All’Economia andrà Roberto Gualtieri, del Pd. Alla Difesa Lorenzo Guerini sempre del Partito democratico.

Alla Giustizia confermato Alfonso Bonafede.

Alle Politiche agricole una novità: la renziana e ex sindacalista Teresa Bellanova. Ai Beni culturali e al Turismo Dario Franceschini.

Paola De Micheli (nella foto qui sopra) attuale vicesegretaria dei Democratici, andrà alle Infrastrutture.

Roberto Speranza, di Leu, diventa ministro della Salute.

All’Istruzione va Lorenzo Fioramonti, che era viceministro sempre all’Istruzione. Sergio Costa confermato all’Ambiente. Federico D’Inca ai rapporti con il Parlamento. Paola Pisano all’Innovazione. Fabiana Dadone alla Pubblica amministrazione.

Inoltre ci saranno Francesco Boccia agli Affari regionali, Vincenzo Spadafora allo sport. Elena Bonetti alle Pari Oppurtunità. Enzo Amendola agli Affari europei.

Il premier ha annunciato che nella prima riunione dei consiglio dei ministri nominerà i sottosegretari che completano la squadra di palazzo Chigi.

 

Ore 14.40: il premier incaricato Giuseppe Conte è salito al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri.

Non è detto che sarà un incontro breve e puramente. Può darsi che Mattarella voglia esercitare la sua “moral suasion” sull’elenco di Conte.

Staremo a vedere nelle prossime ore.

 

Tutto l’elenco dei ministri

Questi sono i ministri del Governo Conte bis (agenzia Ansa):

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è Riccardo Fraccaro

Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese

Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Ministro alla Difesa Lorenzo Guerini

Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

Ministro per gli Affari Esteri Luigi Di Maio

Ministero per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli

Ministro per l’Agricoltura Teresa Bellanova

Ministro per l’Ambiente Sergio Costa

Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia

Ministro per le Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli

Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano

Ministro per l’Innovazione tecnologica Paola Pisano

Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone

Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti

Ministro per i Rapporti con il Parlamento Vincenzo D’Incà

Ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola

Ministro per il Lavoro Nunzia Catalfo

Ministro per l’Istruzione Lorenzo Fioramonti

Ministro per le Attività Culturali con delega al Turismo Dario Franceschini

Ministro per  la Salute Roberto Speranza

Ministro per i giovani e lo Sport Vincenzo Spadafora

 

Riunioni importanti ancora in mattinata

Trattativa in nottata tra il premier incaricato Giuseppe Conre e i leader del Pd e del M5S, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, che dopo aver lasciato in tarda serata Palazzo Chigi, è tornato, poco dopo, nella sede del governo con Vincenzo Spadafora, uno dei tessitori della trattativa con i Democratici.

 

Intanto parte alle 9, sempre a Palazzo Chigi, la riunione del tavolo finale sul programma di governo con Giuseppe Conte. Alla riunione partecipano i capigruppo alla Camera e al Senato di M5S, Partito democratico e Leu.

Nomi e caselle di ministri e ministeri sono ancora da definire ma secondo diverse fonti Pd e 5Stelle dovrebbero avere nel governo un numero quasi pari di ministri, nonostante il Pd abbia 104 deputati e 51 senatori (prese il 18% alle elezioni) e il M5S 216 e 107 senatori (vinse con il 30%).

I nodi ancora da sciogliere

Il primo nodo da sciogliere resta quello del sottosegretario alla presidenza al Consiglio. Conte è determinato ad indicare un uomo di sua stretta fiducia (Roberto Chieppa, tra i candidati) ma sarebbe in corso un braccio di ferro con il M5S, che vorrebbe un “suo” uomo a Palazzo Chigi: in pole ci sarebbe Riccardo Fraccaro, seguito a poca distanza da Spadafora.

Ancora in discussione il ruolo della presenza di Leu nel governo. Anche su questo le trattative sono proseguite fino a notte fonda.

L’intenzione di Conte è quella di salire con a lista in mattinata al Quirinale e di far giurare il suo secondo governo già nel pomeriggio. Se sarà possibile, si vedrà presto.

 

Il ritardo delle notizie di Rousseau: 3 settembre

Quasi un’ora e mezzo di ritardo nella comunicazione dei risultati della consultazione dei 5Stelle su Rousseau.

Via libera, quindi, con quasi l’80 per cento dei voti al governo Conte-Pd-5Stelle.

Si può dire anche che stravince Beppe Grillo che si è speso moltissimo per la soluzione della crisi nella direzione annunciata da Di Maio.

Poi il “capo politico” ribadisce il punto di vista del suo partito: “Non sarà un governo né di destra né di sinistra. Si concentrerà sulle cose da fare”.

Vedremo se sarà così, visto che nella coalizione ora c’è il Pd e non la Lega di Salvini.

 

Il giorno di Rousseau

Crisi di governo: è il giorno di Rousseau. Gli iscritti alla piattaforma possono votare fino alle 18, poi uscirà un sì o un no al governo in costruzione tra Pd e 5Stelle.

Poco più di un’ora ieri sera di vertice a Palazzo Chigi: per fare il punto sulla squadra:  si registrano alcuni passi avanti nel team di governo che ha in mente Giuseppe Conte e che passa attraverso la trattativa tra Pd e M5S.

Seduti al tavolo, per i Democratici, il vicesegretario Andrea Orlando e Dario Franceschini; per il M5S il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli e il sottosegretario Vincenzo Spadafora.

Tutti e quattro dovrebbero essere membri del futuro governo giallo-rosso.

 

La lista dei ministri non c’è ancora, ma…

Per il momento una lista nero su bianco non c’è, ma si continua a fare una serie di ipotesi sugli incastri tra nomi e caselle. Il tentativo in atto è accelerare e chiudere le trattative in tempo per permettere a Conte di andare al Quirinale se possibile già stasera, salvo sorprese dal voto su Rousseau, o più probabilmente domani, mercoledì 4 settembre.

I nomi del toto-ministri

I rumors sui nomi si fanno però più insistenti. Come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ad esempio, sale l’ipotesi che il premier incaricato opti per un uomo di sua fiducia, che potrebbe essere quello dell’attuale segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa.

Il M5S avrebbe incassato il placet per le conferme di Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede e Sergio Costa. Potrebbero entrare nel governo, oltre a Patuanelli (direzione Mit) e Spadafora, anche Nicola Morra, e Federico D’Incà, che potrebbe approdare agli Affari Regionali.

Tentazione Di Maio al Viminale

Sul Viminale pende la tentazione di Luigi Di Maio, per il futuro del quale, fonti qualificate, al momento non escludono tuttavia alcuna ipotesi. Voci insistenti assegnano Di Maio alla Farnesina dove, tuttavia, secondo fonti del Pd, in serata salirebbero nettamente le quotazioni di Orlando. Casella alla quale comunque il Movimento punterebbe qualora il Viminale andasse a un tecnico come il prefetto di Milano Luciana Lamorgese.

Tecnico molto quotato al momento e meno attaccabile dalle opposizioni, Lega in testa, sulle politiche dell’immigrazione, si ragiona, non avendo una connotazione politica. Laura Castelli, Marta Grande e Vittoria Baldino sono nomi che circolano in quota donne.

Anche Stefano Buffagni potrebbe entrare nell’esecutivo benché, per lui, ci siano diverse resistenze da superare. La casella Economia resta in bilico tra chi vorrebbe un tecnico e chi, sia nel Pd che nel M5S, spinge per una soluzione politica che darebbe meno alibi a chi, come la Lega, accuserà il governo di farsi dettare la manovra da Bruxelles. Nel primo caso i nomi in pole sono, oltre a Salvatore Rossi, quelli di Dario Scannapieco, Giuseppe Pisauro. Nel secondo caso regge la candidatura di Roberto Gualtieri.

Anna Ascani e Lorenzo Guerini per i renziani

Il Pd potrebbe prendere il ministero della Sanità e punta al Mise dove è forte la candidatura di Paola De Micheli. Per il Lavoro – dove potrebbe sedere anche Graziano Delrio – i renziani vorrebbero un “uomo del Jobs Act” ma difficilmente il M5S acconsentirà.

Tra le fila dell’ex premier in pole restano comunque i nomi di Anna Ascani (nella foto qui sopra) e Lorenzo Guerini. E, in uno schema con zero vicepremier e un sottosegretario “di fiducia” di Conte, aumentano le possibilità che il commissario Ue sia di colore Pd. Paolo Gentiloni è il nome che circola con una certa insistenza ormai da giorni.

Probabile anche la presenza di Leu nell’esecutivo

Da considerare, inoltre, il ruolo di Leu: in tarda serata i due capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro hanno incontrato Conte e non si esclude una loro presenza nel governo: il nome in pole è quello di Rossella Muro.

 

Il video di ieri del premier incaricato

Un appello video di Giuseppe Conte, lanciato da Palazzo Chigi poco prima delle 19, è stata una vera e propria perorazione a favore del secondo governo Conte.

Il premier incaricato ha toccato tutti i punti del possibile programma, sottolineando la positività dell’alleanza di governo con Zingaretti e Di Maio.

Conte si è anche rivolto sia agli elettori del Pd che a quelli dei 5Stelle che domani votano su Rousseau.

Intanto arriva la notizia che Di Maio avrebbe rinunciato alla richiesta di esere riconfermato vicepremier anche nel nuovo governo.

 

Il discorso del video del premier incaricato

“Oggi ai responsabili politici – ha detto Conte nella sua diretta su Facebook – ho chiesto di restare esclusivamente concentrati sui problemi che impediscono ai cittadini di avere una vita migliore.

I cittadini ci chiedono di non distrarci. Con Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti abbiamo oggi una grande opportunità, migliorare l’Italia e fare il bene del Paese. Abbiamo grandi e buone idee.

Voglio consentirvi di seguire con la massima trasparenza queste ore di intenso lavoro. Ho accettato con riserva l’incarico di formare il governo perché mi è sembrato responsabile prendermi alcuni giorni per valutare se ci sono le premesse e la piena convinzione di dar vita a un progetto politico serio, sostenibile, che possa essere davvero utile per il Paese. Abbiamo grandi e buone idee da realizzare con questo Paese.

Nelle consultazioni con le forze politiche ho registrato una consonanza tra Cinque stelle, Pd e altre forze di centro-sinistra sugli obiettivi da raggiungere.

Non mi sfuggono le ragioni di perplessità, penso agli elettori 5 Stelle. A voi ricordo che il M5S ha detto in modo sempre chiaro che, se non avesse avuto maggioranza, avrebbe lavorato con le forze disponibili a farlo portando avanti il programma. A voi dico di non tenere nel cassetto queste idee, questi sogni”.

L’appello di Di Maio, che chiude il discorso vicepremier

Anche Di Maio fa un appello ai votanti del Rousseau. Poi aggiunge che non esiste più la questione vicepremier, visto che il Pd ha ritirato la richiesta di averne uno.

Dopo tanti giorni di insistenze e polemiche, Di Maio chiude il tema dei vicepremier: “Non esiste più il problema. Anche il Pd – osserva – ha fatto passo indietro, ora ministri non condannati’.

“Noi non svendiamo le nostre idee e come capo politico sento sempre il dovere difendere la dignità mia e degli eletti – lo dice in un video su fb Di Maio – Avevamo due strade, la prima tornare al voto, la seconda provare a verificare se c’era qualcuno a realizzare il nostro programma. Abbiamo guardato alle soluzioni, non alle poltrone”.

“Devo dire che personalmente la sensazione avuta è che mentre noi passavamo giornate a lavorare sul programma qualcun altro le passava a colpire me. Invidio il loro tempo, perché io tutto questo tempo di pensare agli altri non ce l’ho. In questi giorni si è fatto un gran parlare del tema della vicepresidenza e si è detto che la trattativa si è bloccata per questo. Ma non è vero, tanto è vero che i tavoli sul programma sono andati avanti. Il concetto era semplice: Giuseppe Conte era un premier super partes, per questa ragione se ci fosse stato un vicepremier del Pd era giusto ci fosse anche un vicepremier del M5S, così che avessero pari rappresentanza. Abbiamo saputo che il Pd ha rinunciato e il problema non esiste più. Se ci avessero pensato prima non ci sarebbe stato neanche questo inutile dibattito, un po’ come i lunghi giorni trascorsi dal “no” a Conte al “si” a Conte”, conclude Di Maio.

 

Il quesito su Rousseau: si vota domani

 

“Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”, è questa la domanda alla quale dovranno rispondere gli iscritti alla piattaforma Rousseau, controllata dalla società di Davide Casaleggio.

La votazione avverrà domani – martedì 3 settembre – dalle 9 alle 18.

A svelare il quesito è il blog delle Stelle che spiega che il programma di governo negoziato con il Partito Democratico sarà consultabile online a partire dall’inizio del voto.

“Come da nostri principi e valori fondanti l’ultima parola spetta agli iscritti del MoVimento 5 Stelle”, conclude il messaggio sul blog.

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