Media: il 90% dei ricavi tv nelle mani di Sky, Mediaset e Rai, crescono radio e web

I ricavi del settore media calano nel 2015 dell’1,2% passando da 14,378 miliardi del 2014 a 14,207. Lo si legge nella relazione annuale dell’Agcom secondo cui televisione e radio occupano la fetta maggiore (8,501 miliardi, +0,8%) mentre è in caduta l’editoria (3,998 miliardi, -7.5%). Cresce Internet (1,708 miliardi, +5,2%).

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Tv: sistema tripolare

In merito al piccolo schermo, si conferma il sistema tripolare che detiene il 90% circa dei ricavi totali. Invariato il podio: Sky resta regina con una quota del 32,5% (in calo di 1 punto sul 2014); Mediaset è ancora seconda con il 28,4% (+0,4%), tallonata da Rai con il 27,8% (+0,3%). Poi Discovery con il 2,3% (+0,3%) e il gruppo Cairo con l’1,5% (-0,2%). Gli altri soggetti occupano insieme il 7,4% (+0,1%).

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Disastro editoria

La crisi dell’editoria conferma nel 2015 il suo carattere strutturale. I ricavi complessivi del settore quotidiani – fa notare l’Agcom – calano del 5%, con una contrazione maggiore dei ricavi pubblicitari (-6%) rispetto a quelli che derivano dalla vendita di copie inclusi i collaterali (-4%). La crisi dei quotidiani, che si manifesta anche nella riduzione netta del numero di testate sul mercato – rileva ancora l’Autorità – ha inevitabili riflessi sull’ampiezza e sulla qualità dei contenuti informativi.

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Ancora resistenza a usare Internet

Nel 2015 il 28% degli utenti italiani non ha mai utilizzato Internet, una percentuale quasi doppia rispetto al 16% dell’Europa. Sono i preoccupanti dati Eurostat citati da Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom. I dati, sottolinea, mettono in evidenza “il ruolo di ‘freno’ alla diffusione nell’uso di Internet di fattori culturali e di abitudini di consumo”. Più in generale, all’origine del ritardo dell’Italia nell’ecosistema digitale ci sono, secondo il presidente Agcom, “due fattori determinanti: un minor livello di specializzazione e cultura digitale da un lato e l’invecchiamento della popolazione dall’altro”.

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