Bambini: una startup crea un sensore per non dimenticarli in auto

Un sensore sotto il seggiolino che avverte i genitori della presenza del figlio in auto. Dopo la morte della bambina di 17 mesi a Vicenza e la petizione per chiedere l’obbligatorietà di sistemi che evitino il ripetersi di fatti del genere, da Smau Bologna arriva una proposta. A formularla è una startup, Remmy, che ha sviluppato un dispositivo da collegare all’accendisigari della vettura e che si attiva quando si spegne il motore ricordando la presenza del piccolo passeggero sul sedile posteriore. Ma non solo.

Led colorati e un allarme sonoro alla base del sistema

A spiegarne il funzionamento è Michele Servalli, che l’ha ideato insieme al socio Carlo Donati dopo che nel giugno 2013 un bambino di Piacenza era morto perché lasciato in auto dal padre. “Il sensore di peso alloggiato sotto la prima fodera del seggiolino”, dice, “comunica all’impianto centrale se il bambino si è spostato dal seggiolino durante il viaggio o se è ancora in auto una volta spento il motore della macchina: un segnale sonoro richiama immediatamente l’attenzione dell’autista, ricordando la presenza del piccolo nella vettura ed evitando, in questo modo, dimenticanze oppure distrazioni dovuti a circostanze esterne”. Lo completano led blu e verdi che possono sostituire il segnale sonoro se lo si disattiva per esempio perché il bambino dorme.

“Un bambino ogni 10 giorni muore per colpi di calore in auto”

“Dal 1998”, dice ancora Servalli, “almeno 606 bambini nel mondo (un bambino ogni 10 giorni in media) sono morti per colpo di calore perché lasciati incustoditi in un veicolo. Quasi il 90% erano bambini di età al di sotto dei 3 anni. Il problema è far capire ai genitori che può capitare a tutti. Purtroppo è un meccanismo della mente umana, è un errore pensare che a noi non toccherà mai”. Parole che si coniugano in parallelo alla perizia condotta proprio dopo i fatti di Piacenza, quando il papà fu giudicato non punibile perché “si trattò di un errore della memoria”, “una temporanea sospensione cognitiva riguardo a ciò che stava accadendo al suo bambino”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto