Sara, ammazzata a coltellate, le ultime parole al marito: “Mi hai ucciso”

Non un raptus, ma un omicidio premeditato. Si fanno via via più chiari i contorni della morte di Sara El Omri, la ventenne di origine marocchine uccisa con 24 coltellate in provincia di Bergamo.
Secondo gli inquirenti non è improbabile che il marito della giovane donna, il marocchino 25enne Amine El Ghazzali, immigrato irregolare in Italia, abbia ordito il delitto con la sua nuova compagna minorenne, svizzera e incinta di lui al sesto mese. Per entrambi questa mattina è fissato l’interrogatorio di convalida. Devono rispondere di omicidio volontario in concorso, anche se i ruoli sono ancora da definire.

 

aaa-sara3L’accusa: “Mi hai ucciso”
L’aggressione sarebbe avvenuta in un boschetto vicino alla pista ciclabile di Albino, in provincia di Bergamo, lungo il fiume Serio. Dopo le coltellate Sara sarebbe riuscita a scappare, e quando  è stata trovata agonizzante dai soccorritori lui, prima di scappare, gli si è avvicinato fingendo di soccorrerla. Ma la ragazza sarebbe riuscita a dire “mi hai ucciso” davanti ad alcuni testimoni, mentre la 16enne era in disparte. Subito dopo i due sono scappati per poi essere presi dalla polizia nel giro di poche ore. Davanti al pm Raffaella Latorraca, subito dopo l’arresto, i due presunti assassini avrebbero dichiarato che a colpire è stato solo lui.

 

Una famiglia disagiata
Stando a quanto è emerso Amine e Sara erano separati, e lui voleva il divorzio, forse per regolarizzare la situazione con la sua nuova compagna di appena 16 anni. La giovane di Locarno aveva conosciuto Amine due anni fa, quando lui era ancora legato a Sara. Fino a ieri risiedeva con la madre, che ha problemi psichici, mentre suo padre è andato via di casa molto tempo fa. Il ragazzo avrebbe dovuto trasferirisi a vivere con loro a Locarno, e in casa lo conoscevano tutti.

 

Adescata su Facebook
Intanto la polizia indaga sulle vicende personali di Amine, irregolare che aveva adescato Sara su Facebook, ed era riuscito a sposarla ottenendo così il permesso di soggiorno. Il matrimonio, osteggiato dalla famiglia della ragazza, si è celebrato in municipio a Cene a gennaio 2014, un mese dopo che i due avevano stretto amicizia sul social. Anche Sara, portatrice di un lieve handicap, aveva una storia difficile. Nel suo passato c’è un periodo trascorso in una comunità protetta, lontano dai genitori, e anche suo fratello di 5 anni è ospite in una struttura.

 

Permesso di soggiorno revocato
Prima di sposare Sara Amine aveva inoltre già una relazione con la minorenne Svizzera, che ha continuato a frequentare per tutta la durata del matrimonio. Fino alla separazione, quando la questura ha revocato al giovane il permesso di soggiorno.
Il resto è la cruda cronaca di questi giorni.

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