Semilibertà a Doina Matei: il tribunale di sorveglianza la concede di nuovo

Potrà tornare in semilibertà. Dopo la posizione favorevole espressa dalla procura generale dei giorni scorsi (più sotto), ora arriva l’ok del tribunale di sorveglianza revocando il provvedimento restrittivo per Doina Matei (nella foto di apertura e sotto, accanto all’immagine di Vanessa Russo, uccisa nel 2007) che potrà usufruire di permessi diurni per andare a lavoro. Si conclude così, dopo quasi in mese, il caso sollevato dopo le foto pubblicate dalla ragazza su Facebook in cui compariva felice in vacanza al mare. A causa di quegli scatti, la semilibertà era stata sospesa.

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La procura: “Sì al ritorno in semilibertà”, le notizie del 3 maggio 2016

“Il suo comportamento non è un vulnus al processo di rieducazione”. Sono le parole che la procura generale di Venezia ha usato per chiedere il il ripristino della semilibertà per Doina Matei, la ventinovenne condannata a 16 anni per aver ucciso a Roma nel 2007 Vanessa Russo, 23 anni, colpendola con la punta di un ombrello.

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Il tribunale si è riservato sulla decisione

La giovane era presente oggi, 3 maggio, in aula e ha detto di aver aperto con il permesso del tribunale di sorveglianza un profilo Facebook per rimanere in contatto con il figlio di 10 anni, che vive in Romania. Ha aggiunto di essere dispiaciuta per aver creato dolore ai genitori e agli amici di Vanessa. Il tribunale si è riservato la decisione, ma la ragazza, se tornasse in semilibertà, non potrebbe più usare i social network.

 

Foto in bikini su Facebook: la killer dell’ombrello torna in carcere, le notizie del 13 aprile

È durata poco la semilibertà a causa di quella foto in bikini pubblicata su Facebook. Doina Matei, oggi trentenne, in carcere con una condanna a 16 anni c’era finita per aver ucciso il 26 aprile 2007 Vanessa Russo (nella foto sotto), 23 anni, in una stazione della metropolitana colpendola in un occhio con la punta dell’ombrello. Poi nei giorni scorsi la notizia: la semilibertà a cui si era aggiunta la possibilità di dormire all’esterno della Giudecca, il carcere veneziano in cui era rinchiusa, e il permesso in vista per la Pasqua ortodossa, che cade il 1° maggio.

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L’avvocato: “Brutto colpo, spiegheremo in tribunale”

A decidere il rientro in cella a tempo pieno è stato il giudice di sorveglianza di Venezia, Vincenzo Semeraro, e la causa è proprio quello scatto al Lido. “Questo è un brutto passo indietro per la mia assistita”, ha detto l’avvocato Nino Marazzita, il difensore di Doina. “Forse dovuto all’effetto del polverone mediatico che si è sollevato sul caso dopo la pubblicazione di quelle foto. Ma la sospensione durerà giusto il tempo di discuterla davanti al tribunale di Venezia dove dimostreremo che fra i divieti non c’era quello specifico dell’uso del social network”.

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Dall’omicidio alla semilibertà

Omicidio preterintenzionale. Questo il reato di cui la ragazza (nell’immagine sopra ai tempi dell’arresto) era stata riconosciuta colpevole perché quando litigò con Vanessa non voleva ucciderla (sotto il frame delle telecamere a circuito chiuso che immortalava le due giovani prima dell’omicidio). Trascorrono 8 anni e arriva la misura alternativa al carcere, con la possibilità di uscire dalle 6 alle 22. Motivo: buona condotta e pentimento per l’azione che aveva portato alla morte della giovane romana.

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Il racconto scritto con Franca Leosini

“Vanessa non aveva vissuto molti giorni felici, tutti gli altri glieli avevo tolti io”, aveva scritto Doina in un racconto intitolato “La ragazza con l’ombrello”, scritto con l’aiuto della Franca Leosini. “È soprattutto la felicità possibile che le ho sottratto che mi logora con tormento maggiore. Ho provato a dire alla madre, ai fratelli di Vanessa, il mio tormento, lo sgomento, il rimorso per quei suoi giorni senza futuro. Ho invocato il perdono. Non ho avuto risposta. Tocca a me, ora, piegarmi a quel loro silenzio. Tocca a me comprendere il rifiuto, il disprezzo anche”.

“Non sapevo di non poter usare Facebook”

Poi sono arrivate la foto su Facebook (sopra un altro scatto), come una qualunque ragazza al mare. Foto che ha scatenato gli utenti del social network, alcuni quei quali sono arrivati a invocare la “pena di morte”. E Doina che dice: “Sono sconvolta, non sapevo di non poter usare Facebook, mi spiace molto se ho fatto del male a qualcuno”. Che ora rischia di veder sfumare l’affidamento ai servizi sociali e il ricongiungimento con i figli, avuti a 14 e 17 anni.

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