Cibi: da oggi è obbligatorio indicare in etichetta lo stabilimento di produzione

Obbligatorio da oggi, giovedì 5 aprile, indicare sull’etichetta dei prodotti alimentari la sede e l’indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento. Chi non si adeguasse rischia sanzioni che vanno dai 2000 ai 15.000 euro. “Questa norma”, fa sapere Coldiretti, “è sostenuta dai consumatori che per l’84% ritengono fondamentale conoscere, oltre all’origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione”.

“Tracciare anche le materie prime”

Ma non basta ancora. “Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia”, prosegue l’associazione, “provengono da maiali allevati all’estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine, come avviene anche per il fiume di 200 milioni di chili di succo di arancia straniero che valica le frontiere e finisce nelle bevande all’insaputa dei consumatori perché l’etichetta non lo dice”.

La campagna contro i falsi alimentari

Il 14% dei prodotti alimentari venduti in Italia riportando sulla confezione il tricolore a cui si aggiunge un 25% che gioca sul richiamo all’italianità. “Sono simboli usati a sproposito”, conclude sottolinea Coldiretti parlando di una campagna per “fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia e bloccare le speculazioni”.

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