Scuole, cinema e teatri chiusi, dubbi del Comitato scientifico

Ora è scritto nell’ultimo decreto: scuole chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo. Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm sul coronavirus. “Siamo un Paese forte, che non si arrende. È nel nostro Dna. La sfida del coronavirus non ha colore politico, deve chiamare a raccolta l’intera nazione, è una sfida che ha bisogno dell’impegno di tutti”, dice Giuseppe Conte in un video su Facebook.

I dubbi del Comitato scientifico

Ma non tutti sono d’accordo. Si sa che c’era chi voleva una chiusura di 2 mesi delle scuole, mentre il Comitato scientifico esprime perplessità: mancano le evidenze scientifiche sull’efficacia della chiusura delle aule ai fini di un contenimento dei contagi. Sarebbe questa la posizione espressa dal Comitato tecnico scientifico nella riunione che ha poi portato il governo alla conferma della decisione di chiudere scuole e università. Il parere, che non è vincolante per l’esecutivo, sarebbe stato sottoscritto all’unanimità da tutti i membri del Comitato.

“Si tratta di un virus nuovo, per questo il governo ha deciso di agire adottando il principio della massima precauzione”: così fonti di palazzo Chigi commentano la posizione del Comitato scientifico.”È evidente che ora non ci siano evidenze scientifiche ma la politica – si spiega – deve puntare a qualsiasi iniziativa che contribuisca a rallentare la diffusione del virus”.

 

Sospesi anche cinema e teatri

“Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi compresi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”: è questo il testo nella versione finale del Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte sul coronavirus.

 

 

 

Le notizie del 4 marzo

Coronavirus: scuole e università chiuse in tutta Italia fino a metà marzo? Non è ancora ufficiale, ma il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina (nella foto in basso), parlando con i cronisti a Palazzo Chigi, ha affermato di aver chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico, dopo l’incontro tra il premier Conte e i ministri dal quale è emersa la decisione di fermare l’attività didattica.

“La decisione – ha proseguito – arriverà nelle prossime”. Ma poco dopo le 18 il premier Conte ha annunciato che scuole. eUniversità saranno chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo, dopo vaer sentito il ministro Speranza e la ministra Azzolina. Il decreto sarà firmata dal premier questa sera.

Restrizioni per tutte le persone anziane

 

Tutte le persone anziane, non solo quelle affette da patologie croniche, dovranno limitare le uscite “non strettamente necessarie” ed evitare luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro: è quanto prevede la bozza entrante del Dpcm all’esame del premier e dei ministri.
Nel testo si prevede inoltre il divieto per gli accompagnatori dei pazienti di fermarsi nelle sale di attesa del pronto soccorso. Limiti anche alle visite di parenti agli hospice e alle residenze per anziani.

Il virus non è circoscritto: le decisioni dei giorni scorsi

Non è ancora circoscritto il Coronavirus. Sono 1.049 le persone che, al 1° marzo, risultano positive. A queste si aggiungono 29 persone decedute e 50 guariti in tutta Italia. Intanto è stata prorogata fino all’8 marzo la chiusura delle scuole solo nelle Regioni con zone rosse: Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna.

In Piemonte si riapre mercoledì, in Liguria classi vuote solo a Savona, ritorno all’attività anche in Friuli Venezia Giulia e Marche. Domani sarà adottato il nuovo decreto del presidente del Consiglio: via le ‘zone gialle’ e singole città equiparate allo status delle tre Regioni più colpite, con le stesse restrizioni. Oltre Savona, anche Pesaro-Urbino.

Nella foto in basso: un intervento di igienizzazione in una scuola di Napoli.

 

 

È deciso: lea scuole resteranno chiuse, la prossima settimana, in tre importanti regioni: la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna.

Il governo, su ispirazione del comitato scientifico e dopo una complessa discussione con le sette regioni interessate, nel nuovo decreto sociale sul coronavirus indicherà questo: in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove è in cura il 93% dei positivi degli 821 totali del Paese, le scuole resteranno chiuse per altri otto giorni, fino a sabato prossimo.

Da parte del governo c’è “sostanziale adesione alle nostre richieste”: ha detto al TgR Lombardia l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, mentre è in corso la videoconferenza con il governo. Ci sono alcuni approfondimenti da fare ma per quanto riguarda le scuole “sarà prorogata per un’altra settimana” la sospensione.

Qui di seguito il testo del post del governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Chiuse per un’altra settimana

Le scuole resteranno chiuse per un’altra settimana, ovvero fino a domenica 8 marzo. Come previsto, la decisione del governo, confortata dall’Isitituto superiore di Sanità e sentito il parere delle Regioni interessate, è andata nella direzione di altri 7 giorni di stop perscuole, nidi e università.

 

In tre Regioni contagio ancora veloce

Il contagio, nelle tre regioni padane, ha un’evoluzione ancora troppo veloce e l’Organizzazione mondiale della sanità ha alzato il livello di rischio globale.

Le speranze di Luca Zaia, che avrebbe voluto riaprire gli istituti scolastici del suo Veneto, non sono state condivise dal governo.

Anche il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, sperava di riaprire Università e scuole di ogni ordine e grado,, ma ha tenuto conto dell’indicazione dell’Istituto superiore di sanità: “Il contenimento del virus ha bisogno ancora di tempo”.

 

In 4 Regioni le scuole lunedì riaprono

Nel decreto, che dovrebbe arrivare sulle scrivanie dei governatori stamattina, si dirà ancora che nelle altre quattro regioni – Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e la recalcitrante Marche – gli istituti scolastici possono e debbono riaprire. Per ogni ordine e grado, infanzia compresa. Le condizioni generali in queste aree consentono il ritorno in classe degli studenti già da lunedì. E la riapertura varrà anche per le due province autonome, Trento e Bolzano: la prima aveva chiuso per coronavirus, la seconda per Carnevale. Da lunedì, anche nel Trentino Alto Adige si torna in classe.

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