Reggia di Caserta, i sindacati contro il direttore: “Lavora troppo”, ma Renzi lo difende

La vicenda ha dell’incredibile. Pochi mesi fa è stato nominato un bolognese, Mauro Felicori, come direttore di una bellissima struttura: la Reggia di Caserta, che rischiava di cedere all’abbandono e di andare in malorra.

Felicori, conosciuto a Bologna per essere un funzionario che tiene fede ai suoi impegni, come ha dimostrato perfino quando gli è stata affidata la responsabilità dei cimiteri, si è messo subito al lavoro di buzzo buono, senza sospettare che avrebbe provocato una reazione davvero “straordinaria”.

 

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Un’accusa fuori dall’ordinario

L’accusa è fuori dall’ordinario: il direttore resta fino a tarda ora nella Reggia di Caserta mettendo in questo modo “a rischio l’intera struttura museale”.

L’insolito rilievo è stato mosso dai sindacati dei lavoratori del Palazzo Reale borbonico, patrimonio dell’Unesco, al nuovo direttore del monumento, Mauro Felicori, che negli uffici della Reggia resta anche dopo l’orario di chiusura. La notizia l’ha pubblicata ieri il quotidiano di Napoli,  “Il Mattino”.

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Una nota inviata addirittura al ministro Franceschini

L’accusa di “lavorare troppo” è contenuta in una nota inviata il 23 febbraio dalla Uil, dall’Usb e dall’Ugl ai più stretti collaboratori del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.
Ma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commentando su Facebook la vicenda, dice che l’accusa è ridicola e aggiunge: ”I sindacati che si lamentano di Felicori, scelto dal governo con un bando internazionale, dovrebbero rendersi conto che il vento è cambiato. E la pacchia è finita. Il direttore Felicori ha un mandato chiaro: Rilanciarla. E noi siamo con lui”, aggiunge Renzi. “Il vento è cambiato”.

Anche Silvana Camusso, segretaria della Cgil, sta dalla parte di Felicori: “Un errore contestarlo”, sottolinea la sindacalista.

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Visitatori persi (e riguadagnati…)

In effetti, a quanto scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, il vento sta cambiando davvero: “I visitatori sono saliti del 70% rispetto al febbraio del 2015 e gli incassi sono saliti del 105%. Fosse vero anche per la metà, sarebbe un fatto straordinario, la prova che quel tesoro non è destinato al mesto declino che le cronache purtroppo ci raccontano. Nel 2001 i visitatori paganti erano 371.311, nel 2014 il loro numero era sceso a 217.547. Un calo mortificante, condito da un degrado crescente, con i venditori abusivi padroni che spadroneggiavano, la magnifica area antistante perennemente disseminata di rifiuti, le transenne dappertutto. Per non parlare delle occupazioni abusive rese celebri dai servizi televisivi, e l’assurda presenza dell’aeronautica militare fin dentro la stessa Reggia…”.

 

Nelle foto: Renzi con Felicori e il post su Fb del presidente del Consiglio. In alto: la reggia di Caserta. Qui sopra il titolo del Corriere della Sera, che racconta la vicenda.

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