Brescia: “Giovanna è morta per un’infezione da streptococco”

Un’infezione causata dal batterio dello streptococco all’origine “della catena di eventi che hanno portato alla morte della bambina e della sua mamma” a Brescia. Lo sostiene Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, dove avvengono 3.700 parti l’anno e dove è morta lo scorso 2 gennaio Giovanna Lazzari, 30 anni, all’ottavo mese di gravidanza, con la piccola che portava in grembo che si sarebbe chiamata Camilla.

“Patologia contratta prima dell’arrivo in ospedale”

“a paziente è stata gestita nel miglior modo possibile”, aggiunge il dirigente. “L’infezione ha scatenato gli eventi che hanno portato alla morte di entrambe. Certamente questo è un batterio che viene contratto normalmente nella vita di tutti giorni, purtroppo per una donna incinta e quindi nelle condizioni della nostra paziente si è rivelato davvero devastante, ma è certamente un’infezione che è stata contratta prima dell’ingresso in ospedale”.

Ieri intanto si sono svolti i suoi funerali a cui hanno partecipato amici e parenti increduli rispetto a quanto accaduto.

Brescia, mamma e figlia muoiono di parto, è il quinto caso in pochi giorni: le notizie del 2 gennaio

Sono morte entrambe, la mamma e la sua bambina non ancora nata. Giovanna Lazzari (nella foto sotto scattata pochi giorni fa e pubblicata su Facebook), 30 anni, era giunta all’ottavo mese di gravidanza quando mercoledì scorso, 30 dicembre, verso le 21 si è rivolta al pronto soccorso ginecologico degli Spedali Civili di Brescia. Aveva la febbre alta e sintomi di gastroenterite, ma è morta alle 13 del giorno successivo, appena dopo un cesareo d’urgenza.

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A Torino, Bassano del Grappa e Foggia i casi precedenti

Sposata, viveva con il marito Roberto (nella foto sopra insieme durante una gravidanza precedente) a Rezzato e aveva altri 2 figli di 4 e un anno e mezzo. Lavorava come commessa da Yamamay ed ora il marito dice che sarebbe stata “trascurata dai medici”. È il quinto episodio del genere nel giro di pochi giorni dopo fatti analoghi avvenuti al Sant’Anna di Torino, all’ospedale di Bassano del Grappa (Vicenza), al San Bonifacio in provincia di Verona e agli Ospedali Riuniti di Foggia, con le madri in giovane età – dai 23 ai 39 anni – e una gravidanza, ormai avanzata, trascorsa senza particolari problemi.

La replica dell’ospedale

Ezio Belleri, direttore generale dell’Asst di Brescia, ha difeso i medici. “La donna”, ha detto, “è stata tenuta sotto osservazione 24 ore su 24 e faremo tutte le verifiche del caso. Giovanna e la sua famiglia hanno la piena solidarietà del personale dell’ospedale. Nei prossimi giorni faremo una valutazione attenta di tutti i passaggi effettuati, dall’arrivo in pronto soccorso della paziente fino alle gravissime complicazioni che hanno portato al decesso”.

Tracciato regolare nell’ultima notte di vita

Come nei casi precedenti, la procura di Brescia ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia sul corpo della donna. In base alle prime informazioni, nell’ultima notte di vita il tracciato sarebbe stato “perfetto”. Poi, verso le 8 del mattino dopo, la situazione è precipitata e i medici hanno deciso il cesareo d’urgenza.

Fino al giorno prima era in buone condizioni

Ma l’infezione di cui soffriva Giovanna Lazzari era molto estesa e a nulla è valso il tentativo del chirurgo di asportare utero e ovaie per contenerla. La causa della morte riportata sulla cartella clinica parla di “coagulazione intravascolare disseminata”. Difficile, al momento, spiegare un epilogo così tragico per una donna che fino al giorno precedente era stata giudicata in buone condizioni di salute.

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