Gilet gialli: la Francia blocca l’aumento delle tasse sui carburanti

Il primo ministro francese Edouard Philippe annuncia oggi una moratoria sull’aumento della tassa sui carburanti previsto per il 1° gennaio 2019, in modo da cercare di calmare la fronda dei gilet gialli dopo gli scontri delle ultime settimane sfociati in guerriglia e le 3 vittime. Non si tratta di uno stop definitivo, ma al momento di una moratoria di diversi mesi.

Ancora tensioni

Oggi, martedì 4 dicembre, a palazzo Matignon, sede del governo francese, avrebbe dovuto esserci l’incontro tra Philippe e un gruppo di rappresentanti moderati dei gilet gialli, ma la riunione è stata annullata per “motivi di sicurezza” dopo che alcuni di loro, come Jacline Mouraud – la signora bretone divenuta uno volti più noti demovimento – hanno denunciato di avr ricevuto minacce dalle frange più oltranziste per impedire il dialogo con il governo.

Gilet gialli, ancora proteste in Francia: sabato nuova manifestazione, le notizie del 27 novembre

Otto ore di guerriglia urbana a Parigi e le devastazioni provocate alla “avenue più bella del mondo” hanno dato grande notorietà ai gilet gialli, ma hanno aumentato la confusione all’interno di un movimento nato sui social network e senza leader che domenica sugli Champs-Elysees è stato sopraffatto dai facinorosi di professione. Le violenze dei black block hanno oscurato la rabbia di chi protesta da settimane contro l’impennata delle tasse su gasolio (+14%) e benzina (+7%) e le misure legate alla cosiddetta “transizione ecologica” fortemente voluta dal presidente francese Emmanuel Macron per rottamare l’attuale parco veicoli e passare all’elettrico o all’ibrido.

Riflessione nel movimento

In queste ore, Parigi si cura le ferite: i danni agli Champs-Elysee ammontano a parecchie centinaia di migliaia di euro e ci vorranno molti giorni per ripararli. Intanto nel movimento si è aperta una riflessione. Nessuno vuol fare cadere la protesta, che anzi potrebbe essere rilanciata da una nuova grande manifestazione sabato 1° dicembre a Bruxelles insieme ai “gilets jaunes” belgi, da giorni protagonisti di blocchi a depositi di carburante e autostrade soprattutto in Vallonia, la parte francofona del Belgio.

Maggioranza pacifista e non violenta

Ma la maggioranza pacifista e non violenta dell’onda gialla non vuole farsi sopraffare dai violenti e neppure farsi mettere il cappello in testa da partiti di estrema destra. Lo slogan che tiene unito il movimento nelle piazze resta “Macron dimettiti!”, ma con il presidente si intende dialogare. Otto portavoce sono stati nominati oggi per tentare di avviare un dialogo con il presidente della Francia e il premier Edouard Philippe.

La situazione all’Eliseo

Il loro compito – viene precisato – “non è dare ordini all’insieme dei gilets jaunes, ma fare da messaggeri”. In queste ore la riflessione è in pieno corso anche all’Eliseo. Macron ha condannato le violenze, ringraziato la polizia e chiarito che non intende rimettere in discussione la penalizzazione fiscale della produzione di C02 e la fine graduale del diesel. Ma il presidente, in caduta libera nei sondaggi, sa bene che gli conviene dissinescare una protesta che rischia di raccogliere malcontento e frustrazione, trasformandosi in una rivolta generale.

La road map energetica

La sua disponibilità all’ascolto si chiarirà meglio oggi, martedì 27 novembre, quando il capo dell’Eliseo fornirà I particolari della Programmazione pluriennale dell’energia (PPE), in pratica la sua road map per la transizione energetica. La sua ambizione è allargare i consensi della platea verde che vuole un futuro meno inquinato e mettere a tacere le proteste con incentivi e nuove misure di compensazione.

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