Visite fiscali: si cambia, queste tutte le novità

Visite fiscali: dal 1° settembre sono cambiate le norme, perché l’Inps ora ha la competenza esclusiva anche per i lavoratori del settore pubblico e non più solo per quello privato. A partire da venerdì, dunque, prenderà forma il “polo unico della medicina fiscale”, una specie di supercervellone, come prevede la recente normativa. L’obiettivo principale di questa novità è ottimizzare un servizio rendendo il controllo più efficiente e con un possibile risparmio di risorse.

Come funziona

Il sistema di gestione delle visite mediche di controllo prevede visite mirate ed efficaci. Un sofisticato data mining (sistema che estrapola informazioni da grandi basi dati) elabora serie storiche di decine di milioni di eventi di malattia e, sulla base di criteri individuati su base statistica, seleziona quotidianamente gli eventi più probabilmente passibili di riduzione della prognosi. La scelta di dove mandare i medici non è casuale.

Visite tempestive

Inoltre si parla di visite tempestive. Ogni giorno, entro le prime ore del mattino, l’applicativo informatico Savio assegna le visite domiciliari a ognuno dei medici fiscali, combinando le visite mediche di controllo d’ufficio e quelle su richiesta dei datori di lavoro. Il medico fiscale riceve in tempo reale le sue visite sul proprio netbook (in via di sostituzione con tablet).

Canali informatici

Si punta poi alla razionalizzazione e alla minimizzazione dei costi: Savio assegna le visite mediche di controllo tra i medici disponibili e a ciascun medico in modo da minimizzarne i percorsi. Per quanto riguarda l’informatizzazione e l’automazione avanzate, si parla di certificati medici, richieste datoriali di visite mediche di controllo, selezione malattie a rischio, assegnazione visite ai medici, esiti delle visite mediche di controllo. Tutto avviene attraverso canali informatici e la messa a disposizione delle informazioni ai soggetti interessati-coinvolti è rapida ed efficiente.

La posizione dei sindacati

“L’ottimizzazione del servizio e la razionalizzazione delle risorse, nonché il superamento di eventuali criticità che potranno presentarsi dal 1° settembre”, spiega Alfredo Petrone (nella foto sopra), segretario nazionale del settore Fimmg Inps, “potranno essere definitivamente ottenute con un accordo collettivo nazionale, da stipulare tra l’Inps e i sindacati di categoria maggiormente rappresentativi, come previsto dall’atto di indirizzo di cui si attende l’uscita, che migliorerà il servizio, garantendo nel contempo la stabilizzazione di tutta la categoria”.

Chi è escluso

Al momento sono ancora attesi i decreti attuativi, anche relativi alla futura armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità, oggi diverse per le due categorie di lavoratori (per il lavoratore privato le fasce sono 10-12 e 17-19, mentre nel settore pubblico la reperibilità è nelle fasce 9-13 e 15-18). Restano esclusi dalla riforma il personale delle forze armate e dei corpi armati dello Stato e del corpo nazionale dei vigili del fuoco, con l’esclusione del personale volontario), nonché gli enti pubblici economici, gli enti morali, le aziende speciali.

Per gli è infortunato

Inoltre non potranno essere sottoposti ad accertamento i lavoratori per i quali sia in corso un’istruttoria per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro o della malattia professionale. Intanto l’Istituto sta offrendo anche alcune istruzioni per tamponare eventuali criticità legate a un’insufficiente presenza di medici in alcuni territori, legata o allo scarso numero di medici o alla numerosità della richiesta di accertamenti.

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