Rinviati di un anno i vaccini per l’infanzia, tra mille polemiche

Con 149 voti favorevoli è passato in Aula al Senato l’emendamento che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi.
L’obbligo, introdotto dalla Legge Lorenzin, è stato fatto slittare all’anno scolastico 2019-2020. I contrari sono 110. Un astenuto.

Elena Fattori (M5s) ha espresso un “indignato voto contrario” in dissenso dai 5 Stelle “per storia personale, professionale e dolorosamente di madre”, ha sottolineato.

Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, ha aggiunto: “Far slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi significa aver dato ascolto agli stregoni e non agli scienziati. E’ un errore gravissimo che pagheranno i più deboli, i più indifesi, i bambini immunodepressi o con patologie che, proprio per questo, non possono essere vaccinati e che quindi saranno i più esposti ai rischi di contagio. Di fronte alla salute dei bambini anche lo scontro politico si deve fermare”.

 

Il “vaffa” della senatrice Taverna

Saranno necessarie le riprese della seduta per stabilire se la senatrice pentastellata e vicepresidente dell’Assemblea, Paola Taverna (nella foto qui sopra), alla fine del suo accorato intervento sui vaccini nel corso dell’esame sul Milleproroghe abbia veramente lanciato un “vaffa” verso i banchi dell’opposizione.

Lo ha garantito la presidente del Senato Elisabetta Casellati al senatore di Forza Italia Massimo Mallegni che ha denunciato Taverna per l’offesa che avrebbe rivolto contro le minoranze. “Ha mandato tutti noi a quel Paese – ha detto Mallegni rivolgendosi alla Presidenza -. Questo atteggiamento in quest’Aula non è accettabile”. Alle grida che si sono levate “fuori, fuori”, la presidente ha risposto: “Fuori mando soltanto io. Spero che il vicepresidente Taverna non abbia fatto questo, perche’ ha un ruolo istituzionale che non glielo consente”.

 

Metà delle regioni sotto la soglia

La copertura vaccinale, secondo gli ultimi dati disponibili, è migliorata in tutta Italia, ma la metà della regioni è ancora sotto la soglia considerata di sicurezza.

Per questo, afferma il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, eliminare l’obbligo vaccinale per la frequenza del prossimo anno scolastico – come prevede il decreto Milleproroghe approvato oggi – può essere rischioso, soprattutto per i bambini immunodepressi più fragili che per motivi di salute non possono essere vaccinati.

Gli ultimi dati disponibili

Secondo i dati, aggiornati a dicembre 2017, relativi ai primi 6 mesi dopo l’entrata in vigore della legge sull’obbligo vaccinale, la maggior parte delle regioni, 11 su 21, raggiunge l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, ovvero quello che protegge contro malattie gravissime come polio, difterite e tetano. Ma la copertura a livello nazionale resta leggermente al di sotto di questa soglia.

In aumento le vaccinazioni anti-morbillo

Crescono complessivamente ancora di più le vaccinazioni contro il morbillo, di oltre il 4%, ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati. Si registra dunque un sensibile aumento per tutti i vaccini, sia per quelli obbligatori che non. In particolare la copertura contro la polio è aumentata del +1,21% rispetto al 2016 e si attesta al 94,5% a livello nazionale. Ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati, ovvero la soglia minima per proteggere dalla malattia anche chi il vaccino non può farlo per motivi di salute o di età.

Complicanze gravissime

Inoltre, come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 il nostro Paese è stato interessato da una estesa epidemia di questa malattia, che può causare complicanze gravissime. Il 2017, infatti, ha fatto registrare in Italia 5.000 casi di morbillo, di cui 300 tra operatori sanitari, e 4 decessi.

Le 10 vaccinazioni obbligatorie

Secondo la legge attuale, sono 10 le vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica: antipolio, antidifterica, antitetanica, antipertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo B, antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella, antiepatite B.

Migliaia di bambini immunodepressi

Il rinvio deciso con il Milleproroghe potrebbe ora determinare dei rischi, avverte però Rezza: “Sono migliaia, circa diecimila, anche se non c’è una stima precisa, i bambini italiani immunodepressi o con patologie e che, per questo, non possono essere vaccinati. Lo stop all’obbligo vaccinale per la frequenza nel prossimo anno scolastico a nidi e materne mette a rischio soprattutto loro, per il pericolo che altri bambini non vaccinati – conclude – possano divenire vettori di malattie per questa fascia più debole”.

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