Al via il Carpino Folk Festival: grande ribalta per la musica popolare italiana

Da vent’anni è l’appuntamento che raduna a Carpino, paese in provincia di Foggia nel cuore del Gargano, gli appassionati di musica popolare. Si è alzato il sipario sulla ventesima edizione del Carpino Folk Festival, la più importante manifestazione dedicata alla riscoperta e alla conservazione della musica popolare italiana. Fino al 9 agosto 19 performance, di cui 15 nel centro storico, tutte incentrate su Damatira, la forma messapica della dea Demetra, animeranno strade e piazze della comunità garganica.

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Cantar viaggiando

Musica, natura e cultura locale a ritmo lento. Sono questi gli ingredienti di “Cantar viaggiando”, quattro performance sperimentali (dal 3 al 6 agosto), promosse dal Gal Gargano con la direzione artistica di Luciano Castelluccia, a bordo dei treni delle Ferrovie del Gargano. A bordo di “Cantar viaggiando” salgono lo storico dell’arte Gianfranco Piemontese, l’antropologa Patrizia Resta, lo scrittore Gianni Lannes, l’attrice Elena Ruzza e i musicisti e artisti Giuliana De Donno, Quintana Ensemble, Redi Hasa, Maria Mazzotta e Matteo Cantamessa.

E c’è anche il “food festival”

Il primo appuntamento è stasera con Gianfranco Piemontese, docente di Storia all’Accademia di Belle Arti di Lecce, che lungo il tragitto da San Severo a Peschici svelerà il Gargano sulle orme di Katharine Hooker, una viaggiatrice statunitense degli anni Venti che riportò le impressioni del suo viaggio nel Meridione d’Italia nei volumi “Farmhouses and Small Provincial Buildings in Southern Italy” edito a New York nel 1925 e “Trough the heel of Italy” edito sempre a New York due anni più tardi. I ritmi slow proposti dal Festival sono anche quelli legati al cibo. Il Carpino Folk Festival è anche Carpino Food Festival con ExpoGargano, un momento di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio nato dalla partnership Gal Gargano e Festival.

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La Madre Terra

È un festival al femminile quello che sta per iniziare. Il tema di questa edizione è la Madre Terra simbolo della natura. Culto risalente al Neolitico e forse addirittura al Paleolitico, la Madre Terra o Grande Madre è stata rappresentata in numerose figure ritrovate in tutto il mondo dal 30.000 al 1.000 a.C. Sul Gargano la presenza del culto è testimoniata dalla stele dauna ritrovata a Vieste con l’iscrizione “Agolzon Vinana Diva Damatira”, risalente al IV o III secolo a.C.: Damatira è la forma messapica della dea Demetra.

“Una forte prevalenza delle donne”

«Dedicandolo a Damatira – ha spiegato Mario Pasquale Di Viesti, presidente dell’associazione culturale che organizza il Festival – il Carpino Folk Festival ha inteso caratterizzare il suo ventennale con una forte prevalenza delle donne in tutte le performance proposte, abbracciando diverse discipline artistiche: dallo storytelling all’arte del teatro civile e popolare, alla musica nelle sue varianti legate alla popular music e musica tradizionale, folk e etnica, e quindi alla world music».

Al culto è dedicata, in particolare, la serata del 5 agosto con “Il culto della Madre Terra nella Capitanata”, una conferenza che riunisce studiosi ed etnomusicologi sull’origine della lettera M, quale script risalente a circa 300.000 anni fa, da cui deriva probabilmente la parola Mater latina. A seguire concerti della tradizione con l’esibizione delle musiciste Giovanna Stifani, figlia di Luigi, il violinista-barbiere del tarantismo; le cantatrici di Ischitella, depositarie di un canto tramandato oralmente da secoli; Angela dell’Aquila interprete dei canti della tradizione albanese d’Italia, Mariella Brindisi accompagnata da Mario Mancini nei canti della Valle del Fortore ed i Suonatori della Valle del Savena diretti da Dina Staro.

Il programma

Fino al 9 agosto il paese garganico propone un ricco programma di eventi non soltanto musicali. Tutti i giorni “Memorie di un territorio”, visite guidate nel centro storico; laboratori musicali dedicati a tamburello, canto e chitarra battente, tarantella; il concorso per videomaker che si conclude con l’assegna del Premio Rocco Draicchio. E poi ancora la musica: venerdì 7 il suono cupo della tradizione dei Bufù di Sepino da Campobasso, la brasiliana Rosalia De Souza e il progetto A sud del mondo di Giuliana De Donno, Massimo Cusato e Raffaello Simeoni; l’8 agosto le Faraualla, quartetto vocale femminile, le Triace e le yemenite A-Wa. Domenica 9 gran finale con l’african jazzy soul dei Gasandji, la spagnola Amparo Sanchez e i Cantori di Carpino.

Il programma completo è disponibile sul sito del Festival, ma la manifestazione è anche su Facebooke su Twitter con l’hashtag #cffxx. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

Alla scoperta del Parco del Gargano

Il Festival può essere occasione per seguire i percorsi del Parco Nazionale del Gargano. Per un giorno lasciatevi alle spalle il verde di Carpino e tuffatevi nel blu delle località balneari della costa. Da Carpino, infatti, sono facilmente raggiungibili i laghi di Lesina e Varano e le ben note Rodi Garganico, Peschici con la Grotta degli Dei e la Baia di Manacora, e Vieste. Qui, lungo un itinerario ciclabile allestito di recente dall’Ente Parco, potrete scoprire il trabucco, una costruzione a palafitta sul mare adibita alla pesca.

Come arrivare

Per chi arriva in auto dalle autostrade A/14 Bologna-Bari, A/24 Roma-Pescara e A/16 Napoli-Bari l’uscita è quella di Poggio Imperiale, poi occorre proseguire sulla strada a scorrimento veloce del Gargano seguendo le indicazioni per Carpino. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Foggia e San Severo. Da qui è possibile raggiungere Carpino con uno dei treni delle Ferrovie del Gargano o in pullman.

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