LA PSICOLOGA – Mia figlia non vuole fare i compiti delle vacanze, che faccio?

Gentile dottoressa,
mia figlia ha frequentato la seconda media, è stata promossa con risultati soddisfacenti, anche se in alcune materie ha fatto un po’ fatica. I suoi insegnanti hanno assegnato ai ragazzi un grosso carico di compiti per le vacanze, oltre a parecchi libri da leggere e mia figlia ci ha già detto che quest’estate vuole solo riposare e non farà nulla. Possibile che gli insegnanti non capiscano che le vacanze sono tali anche per i ragazzi? Dobbiamo insistere che li svolga oppure lasciamo che faccia come crede? Vorremmo evitare che anche l’estate diventi un periodo di tensioni a causa della scuola.
Giulia, Bologna

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Gentilissima Giulia,
la scuola è terminata da poco e i ragazzi si portano ancora addosso le fatiche dell’anno scolastico appena trascorso. E’ normale quindi che vostra figlia abbia una reazione di rifiuto nei confronti dei compiti scolastici, perciò, come tutti i lavoratori, ha “diritto al riposo e allo svago”.
Il rapporto con i compiti è vissuto come un peso, una fatica e una privazione del tempo da dedicare agli amici, allo sport e alle vacanze; spesso i compiti per le vacanze sono noiosi e gravosi, anzichè essere creativi, divertenti, portare a fare esperimenti, a leggere per piacere e non per dovere.

La funzione dei compiti

Da studi effettuati, pare accertato che la permanenza delle informazioni apprese attraverso l’insegnamento e lo studio individuale non superi i tre mesi, quindi la funzione dei compiti estivi dovrebbe essere quella di consolidare le attività svolte in classe durante l’anno, oltre a favorire l’autonomia, applicandosi e cercando di capire da soli il lavoro che è stato fatto a scuola.

Essere assillanti non serve

Non serve a nulla essere assillanti, come non serve fare i compiti subito, in fretta, come per togliersi un peso. I ragazzi devono essere aiutati a vivere questi momenti con leggerezza, così che a settembre non occorra ripartire ma piuttosto riprendere le attività, magari avendo risolto le lacune dell’anno precedente.

Come comportarvi con vostra figlia

Suggerisco di lasciare “decomprimere” vostra figlia in questi giorni successivi alla fine della scuola, lasciandole la libertà di dedicarsi ai suoi interessi.

Un aiuto a organizzare le giornate

Quando la vedrà più rilassata, trascorra un po’ di tempo con lei aiutandola a organizzare le sue giornate tra impegni e piaceri e stabilendo con lei la quantità di pagine, o di esercizi, da svolgere ogni settimana, per arrivare a settembre senza fatica, oltre a qualche capitolo del libro da leggere.

Libertà nello scegliere il momento

Provi a lasciarle la libertà di organizzarsi come crede all’interno della settimana, decidendo lei stessa il momento della giornata in cui studiare, se mattina o pomeriggio, così da avere il tempo per fare altro. Ovviamente la osservi da lontano e intervenga solo qualora dovesse rendersi conto che sua figlia non rispetta gli impegni presi. E’ importante che impari a gestire il suo tempo, e in questo i ragazzi in generale sono poco capaci perché abituati a tempi già organizzati dagli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, ecc).

Biblioteche, musei e gallerie

Approfittate del periodo di vacanza per trovare il tempo per visitare una biblioteca, dove sfogliare insieme riviste o libri, un museo o una galleria d’arte, oppure trascorrere una giornata in una città che non conoscete, curiosando per le sue strade e i suoi monumenti; anche questa è cultura e vedrà che in questo modo sua figlia si riappacificherà con l’interesse verso la conoscenza.

La dottoressa Cristina Pavia è psicologa presso il proprio studio in Bologna e counselor nelle scuole secondarie di primo grado.
Il suo sito internet è cristinapavia.net.
Potete inviarle i vostri quesiti a redazione@consumatrici.it.

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