Mafia capitale: 44 arresti, in manette anche Luca Gramazio e Mirko Coratti

Mafia capitale, secondo capitolo dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. L’iniziativa è ancora della procura di Roma e dei carabinieri del Ros: 44 gli arresti in corso di esecuzione in Sicilia, Lazio e Abruzzo per associazione per delinquere ed altri reati.

Tra i politici coinvolti in questa inchiesta che è partita da lontano c’è anche Luca Gramazio, capogruppo del Pdl (poi Forza Italia) al Consiglio regionale del Lazio: è accusato di partecipazione all’associazione mafiosa capeggiata da Carminati, che avrebbe favorito sfruttando la sua carica politica.

Figlio del senatore di An Domenico, Luca Gramazio si era dimesso lo scorso dicembre da capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio quando risultò indagato a piede libero. Ora è stato arrestato.

 

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In manette anche Coratti e Ozzimo

In manette pure l’ex presidente del Consiglio comunale di Roma Mirko Coratti, del Pd (nella foto qui sopra, presa dal suo sito), l’ex assessore capitolino alla Casa e consigliere comunale del Pd, Daniele Ozzimo, e il minisindaco di Ostia, Andrea Tassone.

Tra gli arrestati ci sono anche Massimo Caprari (Centro democratico), Mirko Coratti, Pd, ex presidente del consiglio comunale, Pierpaolo Pedetti, consigliere Pd e presidente della commissione Patrimonio e politiche abitative, oltre a Franco Figurelli ex capo segreteria dell’assemblea del Comune di Roma.

Agli arresti domiciliari, Giordano Tredicine, vicepresidente del consiglio comunale e vicecoordinatore di Forza Italia per il Lazio, l’ex presidente della Legacoop Lazio, Stefano Venditti e il commercialista Stefano Bravo, già protagonista delle polemiche legate alla prima ondata di arresti, perché tra i creatori della fondazione Human di Giovanna Melandri.

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Flussi migratori e campi di accoglienza

Ventuno gli indagati a piede libero. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti.

Il blitz dei carabinieri è scattato all’alba nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro.

Contestualmente agli arresti, sono in corso perquisizioni a carico di altre 21 persone indagate per gli stessi reati.

 

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Indagini riconducibili a Carminati, ora in carcere

I provvedimenti riguardano gli sviluppi delle indagini condotte dal Ros nei confronti di “Mafia Capitale”, il gruppo mafioso riconducibile a Massimo Carminati (nella foto), ora in carcere.

Secondo gli investigatori, gli accertamenti successivi a quella tornata di arresti hanno confermato “l’esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”.

“Sistema corruttivo per un cartello di imprese”

In particolare le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un “ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”.

Consiglio comunale a rischio scioglimento: a luglio la decisione

Intanto mancano 10 giorni alla fine dei lavori degli ispettori nel Comune di Roma ed entro il 15 giugno devono inviare al Franco Gabrielli una relazione della commissione d’inchiesta che ha iniziato a lavorare 6 mesi fa, dopo il primo capitolo di Mafia capitale. Quindi, entro il 30 luglio, la decisione sul futuro di Roma e del sindaco Ignazio Marino da inviare al ministero degli Interni: scioglimento del consiglio o via libera verso la fine della legislatura. E a chi invoca le dimissioni dopo la nuova ondata d’arresti, il primo cittadino della capitale risponde: “Continuiamo in questo modo. Stiamo cambiando tutto. Credo che la politica nel passato abbia dato un cattivo esempio, ma oggi abbiamo persone perbene che vogliono ridare la qualità di vita e tutti i diritti e la dignità che la Capitale merita”.

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