Non più gay con 185 euro, nel bresciano il corso per “guarire” (video)

Non serve nemmeno leggere quanto scrive l’Organizzazione mondiale della sanità: che l’omosessualità non sia una malattia è una realtà accertata. C’è chi invece continua a essere convinto del contrario e, per offrire vie di “guarigione”, propone week end lunghi, dal venerdì al martedì, giornate full time dalle 7.45 alle 22.30, al costo di 185 euro. Il percorso si chiama “Adamo ed Eva: dove siete?” e il mantra da cui è partire è contenuto nel primo punto proposto ai “corsisti”: “L’omosessualità non esiste e voi non siete gay, siete solo persone che hanno un problema”. Garanzie di “guarigione”? “Dipende da quanto si apre il nostro cuore a Gesù e da quanto si è disposti a sacrificare il proprio corpo alla volontà di Dio”.

Il gruppo si chiama come il sopravvissuto di Sodoma

Il racconto dall’interno lo fa un giornalista di Repubblica, Matteo Pucciarelli, sotto il nome fittizio di Matteo Sacchetti che, dopo qualche colpo di Photoshop, può allegare la carta d’identità al questionario che si deve compilare al momento della richiesta d’iscrizione. Domande come “descrivi il tuo problema dal punto di vista sessuale o emozionale”, “come si manifesta?” o “hai già ricevuto una consulenza psicologica in merito?” Quindi si spedisce al gruppo Lot, come l’uomo che sfuggì appena prima della distruzione di Sodoma e Gomorra, domiciliato presso il centro di spiritualità Sant’Obizio, dalle parti delle terme di Boario, nel bresciano.

Il leader è il Luca della canzone di Povia

Qui, ad attendere i “corsisti” selezionati (coloro che hanno superato anche la verifica su Internet della loro esistenza e delle affermazioni contenute nel questionario), ci sono 3 “leader” e il capo dei “redentori” è Luca Di Tolve, il Luca della canzone del 2009 di Povia, quello che guarisce dall’omosessualità. Un passato da attivista dell’Arcigay con tanto di invenzione delle crociere per omosessuali e da ballerino alla discoteca Plastic di Milano, oggi è sposato e con la moglie gestisce il centro di spiritualità, di proprietà della congregazione Sacra Famiglia di Nazareth. Con lui ci sono altre due “guide” che seguiranno i sedicenti gay in cerca di guarigione, un francescano neanche quarantenne con “capelli corti e barba da mullah” e un sacerdote dalla “tonaca nera e una croce dentro al cuore come simbolo, esperto in esorcismo”.

Dalle preghiere all’esorcista: gli strumenti per “guarire”

E sì, perché anche di Satana, il “padrone dell’informazione” che la controlla con il suo “dominio delle tenebre”, si parla. Ai “corsisti” viene infatti sottoposta una 5 giorni di preghiere, funzioni religione, invocazioni sacre, confessioni, meditazioni al buio. Si alternano a lezioni per comprendere roba come i “meccanismi della confusione sessuale” e a consulenze personali in caso di necessità. Inoltre tra le regole da rispettare c’è quella basilare alla Fight Club in chiave fondamentalista (“non si parla di ciò che avviene all’interno” o almeno non si parla delle esperienze degli altri). Ma chi lascia il martedì sera il centro spirituale del bresciano è “guarito”? “So di gente che si è innamorata qui dentro. Di un altro uomo ovviamente”, rivela un ragazzo.

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