Bambini: ma che ci fa quella balena in Piscina?

Capita di non avere parole. Non sempre è un problema. Il silenzio può lasciare spazio a una comunicazione immediata, a riflessioni perfino più profonde di quanto non consenta un pensiero elaborato grazie alle frasi.
Il potere evocativo delle immagini si nutre di fascinazioni, di emozioni e genera pensiero. Da spazio anche al racconto suggestivo, come accade con “La piscina” (Orecchio Acerbo, 48 pagine, euro 15,90), un albo illustrato opera di Ji Hyeon Lee, giovane artista coreana, al suo primo libro. Le tavole,  di raffinata essenzialità, narrano una vicenda molto semplice.

Un ragazzino che osserva…

Un bambino si affaccia a bordo piscina. È un ragazzino che osserva la superficie dell’acqua con cauta curiosità. Lo incalza una massa disordinata e grottesca di bagnanti che si tuffa scompostamente, aggrappata una variegata gamma di materassini, ciambelle e salvagente. Restano, ammassati e confusi, in superficie.

Il bambino non ha nulla a che fare con loro. Difatti, si tuffa e va giù, al fondo della piscina e, si intuisce, al fondo delle cose. Qui incontra una ragazzina.

Un mondo colorato e inatteso

I due, insieme esplorano un mondo che è ignoto alla massa confusa dei bagnanti. Incontrano un mondo colorato e inatteso, fino a guardare dritto nell’occhio di una balena, per poi ritrovarsi  – bambino e bambina – vicini e amici, anche fuori dall’acqua.
Metafora trasparente e decisa, dedicata alla vitale ricerca della libertà e della propria autonomia e indipendenza.

Dai 4 anni.

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